Archivio della categoria 'Interviste'
Intervista su Booksweb.tv
Durante la scorsa Fiera Internazionale del Libro di TORINO mentre mi trovavo allo stand Tunuè mi intervistarono per Booksweb.tv. ![]()
Ora l’intervista è on line. Si parla di Leggere Hugo Pratt, Ti sto cercando e Nessun ricordo. Col senno di poi me la sono cavata bene, modestamente.
Ringrazio quindi Sergio Tulipano e Booksweb.tv per lo spazio che ci hanno concesso.
Probabilmente vi chiederete il perchè della calma che sostanzialmente regna sul nostro blog… in effetti Luca G. Patanè ha fatto faville alla recente 24h Italy Comics, tappa di Reggio Calabria, a breve vi aggiornerà visto che almeno io qualcosa sono riuscito a vedere, ma i tempi del buon Patané sono a volte lenti… pazienza! Luca!!!! Posta le foto!!!!
Per il resto Lucca Comics 2009 si avvicina… Noi ci saremo, a breve tutti i dettagli, ma al momento non abbiamo novità in uscita (e vorrei ben vedere direte, Nessun ricordo è uscito appena in primavera…) tuttavia sappiate che nelle nostre pentolacce ribollono misture maleodoranti e fetide dalle quali prenderanno forma (incrociamo le dita) i prossimi fumetti. E si sa, Roma non è stata costruita mica in un giorno…
Saludos! GM
Pubblicato il: Ottobre 9th, 2009 under Interviste.
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Segnalazioni
Aggiorniamo il blog per segnalare un paio di cose interessanti che riguardano Ti sto cercando. Inanzitutto la presenza del nostro romanzo a fumetti all’interno della rubrica Libri curata da Patrizia Paternò per il portale italiano dell’Unicef: una segnalazione che ci riempie di soddisfazione e per cui ringraziamo la curatrice! Infine la disponibilità su Youtube del servizio giornalistico sull’incontro dedicato all’immigrazione tenutosi l’11 Febbraio presso la sede dell’Associazione di volontariato Misericordia di Acireale. Insomma, Ti sto cercando a quasi un anno dalla sua pubblicazione continua a far discutere anche al di fuori del mondo dei comics, la qual cosa ci gratifica enormemente: grazie a tutti!
Pubblicato il: Marzo 15th, 2009 under Interviste, recensioni & segnalazioni.
Commenti: nessuno
come ogni anno
La canicola avvolge la nostra Sicilia e le cronache delle ultime settimane raccontano di sbarchi clandestini a Lampedusa. Il fiume umano che dalle coste nordafricane attraverso il canale di Sicilia giunge alle porte dell’Occidente non si ferma, anzi, sopratutto nei mesi estivi aumenta la propria portata. Il governo italiano etichetta tutto ciò come “emergenza nazionale”, quando dovrebbe apparire chiaro, considerate la portata e la frequenza, che trattasi di un esodo di proporzioni globali verso l’occidente europeo. Un fenomeno per cui si rendono urgenti risposte politiche articolate a livello europeo-comunitario e fondate su principi razionali piuttosto che su spinte emotive.
Ad ogni modo, il dibattito attorno Ti sto cercando si arricchisce col contributo di LiBlog, Libri grandi e piccoli, letti da chi li ama, è appena andata on line infatti l’intervista che il web-magazine ha voluto sottoporci e che di seguito riportiamo. Ringraziamo perciò LiBlog, Libri grandi e piccoli, letti da chi li ama per la visibilità che sta dando al nostro fumetto!
1)La prima è una domanda di rito quando si parla di un lavoro realizzato a quattro mani: come ha avuto inizio la vostra collaborazione? GM: Ci siamo conosciuti circa un paio di anni fa durante una presentazione editoriale. Allora mi occupavo di fumetti come saggista e avevo appena pubblicato Leggere Hugo Pratt. Avevo anche l’obiettivo di creare fumetti come sceneggiatore qualora avessi conosciuto un disegnatore adatto con cui lavorare. Luca ritornava dal Belgio dove aveva studiato fumetto e illustrazione all’Accademia St.Luc di Liegi. Cercava uno sceneggiatore con cui collaborare. Abbiamo iniziato a confrontarci sulle rispettive idee trovando spunti comuni. Abbiamo approntato alcuni progetti di storie a fumetti, tra cui Ti sto cercando. Come ogni esordiente ci proponemmo agli editori, finché la Tunuè mostrò interesse per i nostri lavori.
2)Il tema dell’immigrazione clandestina è certamente scottante e complesso, ma soprattutto si presta a facili strumentalizzazioni e a un uso quasi sistematico della demagogia: come mai avete deciso di raccontare una storia che tratta un argomento così delicato? GM: Quello dell’immigrazione clandestina è un tema che non ha confini, emblematico della contemporaneità, oltre ad essere qualcosa che ci tocca da vicino considerato che siamo siciliani e viviamo in una terra di confine. Volendo raccontare un fumetto che avesse un riscontro con la realtà che ci circonda è venuto spontaneo trattare l’immigrazione e lo sfruttamento degli irregolari. Volevamo anche dare spazio narrativo a persone e storie che raramente avevano voce. Il fumetto lo consente. Poi se l’argomento disturba qualcuno, è un problema loro, non nostro.
3)Il fumetto è ormai da tempo una forma d’arte matura, ma non sempre trova i giusti riconoscimenti in ambito ufficiale; ritenete che il trattare temi importanti come avete fatto voi in Ti sto cercando possa essere d’aiuto in tal senso? GM: personalmente non tengo molto ai riconoscimenti ufficiali, penso che il fumetto meno riconoscimenti avrà dalla cosiddetta cultura ufficiale e meglio sarà. La cultura istituzionale è stantia, conservatrice, autoreferenziale e chiusa, il fumetto per come lo intendiamo noi invece è una realtà dinamica, innovativa e aperta, anticipatrice. Quel che conta è il rapporto con i nostri lettori, il confronto con gli addetti ai lavori e gli altri fumettisti. Riuscire a farsi leggere da chi non legge abitualmente fumetti, da quelli che hanno smesso di leggerli, farsi apprezzare dai lettori, insomma chi i fumetti li sceglie e li compra infine. Quanto ai temi, magari certuni attirano più attenzione di altri, ma conta molto come si racconta più che quel che si racconta.
4)La prima cosa che salta agli occhi sfogliando le pagine del vostro lavoro è, senza dubbio, l’uso del caffè invece dei colori standard. Immagino che sia stata una scelta ben ponderata, fatta per dare una forte caratterizzazione alle tavole, ma rispondente anche a una precisa esigenza narrativa, cosa mi dite al riguardo? LP: L’uso del caffé è nato pian piano. Cercavo un tratto veloce quasi come se fosse uno story board, quindi un qualcosa di non definito ma sommario. Sommario non voleva dire confuso, anzi, cercavo di rendere la scena chiara tracciando meno linee possibili. Il caffé mi ha stupito, fin da subito riusciva a donare vita alla china, donava la tonalità e quel calore che doveva richiamare le ambientazioni della Sicilia, di Lampedusa e della Puglia. GM: Aggiungo che bisognava esprimere una coerenza tra etica ed estetica nel fumetto, tra disegno e racconto, perciò la scelta di un segno scarno in una storia di emarginati.
5)Dato il buon riscontro che state ottenendo con Ti sto cercando, avete già in programma la realizzazione di un’altra graphic novel? GM: abbiamo dei progetti in mente, altri in fase di realizzazione, perciò diamo tempo al tempo.
Pubblicato il: Agosto 5th, 2008 under Interviste.
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Intervista per Fumettopoli 2008
Illustrazione inedita ed intervista apparse sull’albo-catalogo che la Tunuè ha prodotto in collaborazione con Fumettopoli 2008 e che è stato distribuito gratuitamente a tutti i visitatori della fiera milanese svoltasi tra il 23 ed il 24 Febbraio.
Ciao Giovanni,
da cosa hai tratto ispirazione per la creazione del vostro graphic novel?
Le cronache dei continui sbarchi clandestini a Lampedusa di questi ultimi anni sono state uno stimolo sia per me che per Luca. Inoltre avevo sentito raccontare intorno al mondo degli immigrati irregolari delle storie che mi avevano colpito, ma credo che quando si racconta una storia sono tanti gli spunti anche inconsapevoli che ti portano a determinate visioni, ad esempio, ora che mi fai riflettere, intorno alla stesura dei testi ho riletto alcune opere di Primo Levi e fumetti di Gipi e Barù, così come ho rivisto vecchie pellicole di François Truffaut: tutte narrazioni a cui penso di dover più di qualche suggestione. Tutto ciò, unito all’esigenza di voler creare un fumetto che avesse un riscontro con la realtà che ci circonda, è alla base di “Ti sto cercando”.
Ciao Luca,
che tecniche hai utilizzato per la creazione della storia?
Semplicemente del buon caffé…All’ inizio tutto era nato da un accumulo di linee, macchie, graffi sulla carta e poi ho trovato la chiave, il caffé, un tratto veloce e deciso ed il gioco era fatto.
E come è nata la vostra collaborazione?
Giovanni: Ci siamo conosciuti poco più di un anno fa a Catania, durante una presentazione del mio saggio “Leggere Hugo Pratt”. Luca, che in Belgio aveva pubblicato suoi lavori su alcune fanzine, sapeva che tenevo laboratori di fumetto e dopo qualche tempo mi ha proposto di collaborare con lui in veste di soggettista-sceneggiatore. All’inizio ero titubante, poi il suo entusiasmo mi ha convinto. Ci siamo confrontati sulle rispettive idee e abbiamo delineato alcuni progetti di storie a fumetti. Come succede a tutti i principianti abbiamo iniziato a cercare in giro editori cui proporli, finché Tunué si è dimostrata interessata a “Ti sto cercando”.
E poi il titolo…
come vi è venuto in mente?!
Giovanni: E’ stata una mia felice intuizione, ma eravamo d’accordo entrambi che ci volesse un titolo semplice e accattivante. “Ti sto cercando” ci ha convinto da subito.
Pubblicato il: Aprile 8th, 2008 under Interviste.
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