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Archivio del mese di Agosto, 2008

come ogni anno

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La canicola avvolge la nostra Sicilia e le cronache delle ultime settimane raccontano di sbarchi clandestini a Lampedusa. Il fiume umano che dalle coste nordafricane attraverso il canale di Sicilia giunge alle porte dell’Occidente non si ferma, anzi, sopratutto nei mesi estivi aumenta la propria portata. Il governo italiano etichetta tutto ciò come “emergenza nazionale”, quando dovrebbe apparire chiaro, considerate la portata e la frequenza, che trattasi di un esodo di proporzioni globali verso l’occidente europeo. Un fenomeno per cui si rendono urgenti risposte politiche articolate a livello europeo-comunitario e fondate su principi razionali piuttosto che su spinte emotive.

Ad ogni modo, il dibattito attorno Ti sto cercando si arricchisce col contributo di LiBlog, Libri grandi e piccoli, letti da chi li ama, è appena andata on line infatti l’intervista che il web-magazine ha voluto sottoporci e che di seguito riportiamo. Ringraziamo perciò LiBlog, Libri grandi e piccoli, letti da chi li ama per la visibilità che sta dando al nostro fumetto!
1)La prima è una domanda di rito quando si parla di un lavoro realizzato a quattro mani: come ha avuto inizio la vostra collaborazione? GM: Ci siamo conosciuti circa un paio di anni fa durante una presentazione editoriale. Allora mi occupavo di fumetti come saggista e avevo appena pubblicato Leggere Hugo Pratt. Avevo anche l’obiettivo di creare fumetti come sceneggiatore qualora avessi conosciuto un disegnatore adatto con cui lavorare. Luca ritornava dal Belgio dove aveva studiato fumetto e illustrazione all’Accademia St.Luc di Liegi. Cercava uno sceneggiatore con cui collaborare. Abbiamo iniziato a confrontarci sulle rispettive idee trovando spunti comuni. Abbiamo approntato alcuni progetti di storie a fumetti, tra cui Ti sto cercando. Come ogni esordiente ci proponemmo agli editori, finché la Tunuè mostrò interesse per i nostri lavori.

2)Il tema dell’immigrazione clandestina è certamente scottante e complesso, ma soprattutto si presta a facili strumentalizzazioni e a un uso quasi sistematico della demagogia: come mai avete deciso di raccontare una storia che tratta un argomento così delicato? GM: Quello dell’immigrazione clandestina è un tema che non ha confini, emblematico della contemporaneità, oltre ad essere qualcosa che ci tocca da vicino considerato che siamo siciliani e viviamo in una terra di confine. Volendo raccontare un fumetto che avesse un riscontro con la realtà che ci circonda è venuto spontaneo trattare l’immigrazione e lo sfruttamento degli irregolari. Volevamo anche dare spazio narrativo a persone e storie che raramente avevano voce. Il fumetto lo consente. Poi se l’argomento disturba qualcuno, è un problema loro, non nostro.

3)Il fumetto è ormai da tempo una forma d’arte matura, ma non sempre trova i giusti riconoscimenti in ambito ufficiale; ritenete che il trattare temi importanti come avete fatto voi in Ti sto cercando possa essere d’aiuto in tal senso? GM: personalmente non tengo molto ai riconoscimenti ufficiali, penso che il fumetto meno riconoscimenti avrà dalla cosiddetta cultura ufficiale e meglio sarà. La cultura istituzionale è stantia, conservatrice, autoreferenziale e chiusa, il fumetto per come lo intendiamo noi invece è una realtà dinamica, innovativa e aperta, anticipatrice. Quel che conta è il rapporto con i nostri lettori, il confronto con gli addetti ai lavori e gli altri fumettisti. Riuscire a farsi leggere da chi non legge abitualmente fumetti, da quelli che hanno smesso di leggerli, farsi apprezzare dai lettori, insomma chi i fumetti li sceglie e li compra infine. Quanto ai temi, magari certuni attirano più attenzione di altri, ma conta molto come si racconta più che quel che si racconta.

4)La prima cosa che salta agli occhi sfogliando le pagine del vostro lavoro è, senza dubbio, l’uso del caffè invece dei colori standard. Immagino che sia stata una scelta ben ponderata, fatta per dare una forte caratterizzazione alle tavole, ma rispondente anche a una precisa esigenza narrativa, cosa mi dite al riguardo? LP: L’uso del caffé è nato pian piano. Cercavo un tratto veloce quasi come se fosse uno story board, quindi un qualcosa di non definito ma sommario. Sommario non voleva dire confuso, anzi, cercavo di rendere la scena chiara tracciando meno linee possibili. Il caffé mi ha stupito, fin da subito riusciva a donare vita alla china, donava la tonalità e quel calore che doveva richiamare le ambientazioni della Sicilia, di Lampedusa e della Puglia. GM: Aggiungo che bisognava esprimere una coerenza tra etica ed estetica nel fumetto, tra disegno e racconto, perciò la scelta di un segno scarno in una storia di emarginati.

5)Dato il buon riscontro che state ottenendo con Ti sto cercando, avete già in programma la realizzazione di un’altra graphic novel? GM: abbiamo dei progetti in mente, altri in fase di realizzazione, perciò diamo tempo al tempo.

di nuovo On Line!!! (finalmente…)

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Dopo un periodo di inattività dovuta a cause indipendenti dalla nostra volontà (*) ritorniamo on line ! A breve recupereremo tutte le foto e i vostri commenti. Intanto abbiamo qualche notizia arretrata da mettere subito in evidenza. Inanzitutto segnaliamo l’interessante relazione che Ernesto Leone della rete antirazzista catanese ha prodotto per la scorsa presentazione siciliana di Ti sto cercando. Di recente pubblicazione è la recensione apparsa invece su LiBlog, libri grandi e piccoli letti da chi li ama: ringraziamo Massimo Vinci per aver letto con attenzione e recensito il nostro fumetto.
Infine comunichiamo alcune segnalazioni di Ti sto cercando. La prima all’interno della rubrica Il calzino di Bart che Renato Pallavicini cura per il quotidiano L’Unità. La seconda sulla libreria di TerreLibere.org. e la terza quella de Il sottoscritto . Ringraziamo Renato Pallavicini, Antonello Mangano e Angelo Orlando Meloni per l’attenzione data al nostro fumetto. A presto!

(*) Il maldestro responsabile dell’oscuramento, noto alle cronache come “er pelato”, è stato prontamente fustigato e quindi consegnato alle patrie galere.