il nome di questo post è anche il titolo di un racconto che ho pubblicato all’interno dell’antologia letteraria della XXII edizione della Semana Negra di Gijón, tra i più importanti festival di cultura della scena internazionale, che si è svolto in Spagna nelle Asturie dal 10 al 19 Luglio di quest’anno. 
La manifestazione, diretta e ideata da Paco Ignacio Taibo II e Angel de la Calle, è un festival nato e cresciuto attorno alla narrativa noir a cui nel tempo si sono mescolati senza pregiudizi elementi ludici ma anche musica, cinema, teatro, fumetto e arti di strada.
Tra le iniziative legate alla manifestazione c’è appunto la produzione di una antologia letteraria, che coinvolge autori di tutto il mondo, dedicata di anno in anno ad un tema diverso. Quest’anno il tema è stato La Biblia/El Libro. 
(copertina dell’antologia La Biblia/El Libro)
Quando sono stato invitato a partecipare mi è stato detto che il racconto doveva essere una riscrittura, una rivisitazione o una scrittura ispirata ad un racconto biblico o diversamente da un libro (romanzo o fumetto) che per me assume un particolare significato. Non ci ho pensato due volte. Mi sono buttato a capofitto su Corto Maltese. Non avevo dubbi. Leggere le storie del gentiluomo di fortuna di Hugo Pratt ha segnato una svolta nella mia vita. In particolare mi concentrai sul racconto, Le elvetiche - Rosa alchemica che ovviamente avevo letto decine di volte e di cui conoscevo le ascendenze letterarie avendole studiate per la stesura del mio saggio Leggere Hugo Pratt. Oltre a rileggere il racconto prattiano quindi ripresi i libri di William B. Yeats, Jorge L. Borges e Hermann Hesse, quindi ripercorsi le tematiche legate all’esoterismo e all’epica cavalleresca, alcune tra le fonti del fumetto. Dopo lavorai al mio racconto cercando di ricostruire dal mio punto di vista l’atmosfera del fumetto, componendo una mia personalissima ricerca della Rosa Alchemica in cui appaiono accanto anche Corto Maltese, Rasputin e il professor Jeremiah Steiner. Mi biblia es Corto Maltese è stato accettato e pubblicato nell’antologia con una traduzione a cura di Pilar Fernández García. In spagnolo suona davvero bene!
Inutile aggiungere che questo racconto è anche un omaggio alla memoria del Maestro di Malamocco. (Giovanni Marchese)