Nick Hornby, «An Education»

Sergio 25th January 2010

Il nome di Hornby indicato come autore in copertina e la dicitura “testo del film” sulla fascetta mi hanno subito spinto all’acquisto del libro, dopo una rapida sfogliata, senza che avessi mai sentito parlare di An Education.
Si tratta della sceneggiatura, pubblicata dai tipi di Guanda, dell’omonimo film di prossima uscita al cinema (vedi locandina qui sotto). Sceneggiatura scritta da Nick Hornby, autore che apprezzo molto, di cui ho parlato qualche post fa a proposito del suo ultimo romanzo, Tutta un’altra musica.

Non sono poi molte le sceneggiature cinematografiche distribuite in libreria e, soprattutto, questa è la prima con cui Hornby si cimenta. La narrazione scorre, è avvincente; scene, dialoghi e personaggi sono incisivi, costruiti con efficacia e naturalezza. Certi dettagli nelle regie (le descrizioni di ciò che avviene in ciascuna scena), poi, sono davvero illuminanti. Insomma, c’è molto da imparare.
Parecchio interessante è il commento, sempre di Hornby, che precede la sceneggiatura. Lo scrittore racconta, con l’ironia propria del suo stile, le varie fasi della lavorazione del progetto (lo script è tratto da un volume precedente) rivelando dettagli appassionanti sull’adattamento alla scrittura cinematografica e sulle scelte operate. Compresa quella di riscrivere la scena finale: la versione scartata è comunque pubblicata in appendice.
Adesso sono piuttosto curioso di vedere il film al cinema: con una sceneggiatura così…
Sergio

L’improvvisatore

Sergio 21st January 2010

Sualzo l’ho conosciuto lo scorso autunno a Lucca, durante il concerto degli autori di fumetti. Abbiamo fatto un duetto sax/armonica in - mi pare - Sweet home Chicago. Prima ancora lo avevamo contattato, con Gud, per una tavola da pubblicare su Mono n. 6, e lui ci spedì un piccolo gioiello che parlava della pipa di Tom Sawyer. Domenica scorsa ho visto in libreria questo suo romanzo a fumetti pubblicato dai tipi di Rizzoli-Lizard: mi ha subito catturato.

La storia è raccontata con ironia, intelligenza e delicatezza, mescolando musica jazz e poesia, e va a toccare corde che ciascuno di noi conosce, perché descrive a meraviglia sentimenti semplici e insieme così complicati come amore e amicizia. Non credo di riuscire a rendere ciò che per me è stato leggere L’improvvisatore. Mi ha messo di buonumore e insieme emozionato, e ve lo consiglio perché credo sia in grado di fare altrettanto con tutti.
Questi commenti riguardano solo la storia e la sceneggiatura. I disegni sono altrettanto efficaci e comunicativi, così come i colori. Se non ci credete date un’occhiata al blog di Sualzo e poi fate un salto in libreria!
Sergio

Sherlock Holmes

Sergio 18th January 2010

Il film di Guy Ritchie non mi ha fatto impazzire forse perché, da fan dello Sherlock Holmes letterario, mi aspettavo qualcosa di diverso. Colgo l’occasione per proporvi la sceneggiatura di questa tavola disegnata da Giovanni Talami, uscita su Mono # 6 – «I classici della letteratura», numero che quasi un anno fa inaugurò la direzione artistica della rivista da parte di Daniele “Gud” Bonomo e mia. Per acquistare l’albo on line dal sito di Tunué, l’editore - e per leggere la tavola senza bisogno di microscopi - basta un click sul link qui sopra.
Volli apparire anch’io su quel numero di Mono proprio per la possibilità di utilizzare il personaggio di Sir Arthur Conan Doyle scrivendo una microstoria la cui idea mi ronzava in testa da tempo. Idea che, volendo, potrebbe essere estesa in una storia più articolata… vedremo.
Per leggere la sceneggiatura portate pipa e lente d’ingrandimento sotto la tavola bonsai: elementare!
Sergio

NOTA: è tutto un montaggio alternato. Niente titolo. Sono 9 vignette: potrebbero essere tutte piuttosto uguali come forma e dimensione, distribuite a 3 per 3 strisce, se ti va.

1/ (Esterno, notte. Un vicolo della Londra vittoriana. In CM di spalle vediamo Jack lo Squartatore – che in realtà è il dott. Watson, ma si capirà solo nell’ultima vignetta – con un enorme coltello in mano aggredire una giovane prostituta. La ragazza strilla. In dida narrativa le parole di Jack.)
Dida narrativa (Jack)- Lo sto sfinendo. Ormai per lui sono un’ossessione.

2/ (Stacco. Interno notte. Siamo nell’abitazione di Sherlock Holmes. Soggettiva di Watson, appena entrato in casa: la governante di Holmes, aria preoccupata, è in piedi accanto al detective, entrambi dal basso in PA. Holmes non ha l’aria ordinata delle solite rappresentazioni: è seduto in poltrona e con i denti sta tirando un laccio emostatico – potrebbe anche essere una cintura, vedi tu – per iniettarsi dell’eroina. Vediamo che tiene la siringa in una mano.)
Governante- Siete voi, dottore. L’ho trovato così anche stasera…

3/ (Stacco. Esterno, vicolo. In PP le mani di Jack, con il coltello, aprono uno squarcio nella gola della ragazza, che continua a strillare. Vediamo bene il volto della prostituta in 2°P.)
Dida narr (Jack)- Adesso tutti vedranno chi è il migliore tra noi.

4/ (Stacco. Interno. FI dall’alto. Holmes s’inietta l’eroina parlando con un fil di voce. Watson è accanto a lui.)
Holmes- Ha ucciso… l’ha fatto di nuovo, Watson…

5/ (Stacco. Esterno. Zoom della vignetta 3: dettaglio della gola squarciata, con la lama nella ferita e sangue che sgorga dal taglio e dalla bocca della ragazza.)
Dida narr (Jack)- È lo scontro finale, l’ultima partita. Quella decisiva.

6/ (Stacco. Interno. Holmes tagliato ai pettorali esausto in poltrona ha appena finito di drogarsi. Watson di quinta – magari in silhouette se vuoi – gli poggia una mano su una spalla.)
Watson- Holmes… hai bisogno di riposo, amico mio.

7/ (Stacco. Esterno. In PP di quinta sinistra Jack – che vediamo tagliato dal collo alle caviglie, quindi non in volto – s’infila il coltello sporco di sangue sotto il cappotto. Alle sue spalle la ragazza squartata giace in un lago di sangue nel vicolo.)
Dida narr (Jack)- Perché lui non sa. Non lo sa chi sono io.

8/ (Stacco. Interno. Mentre Holmes, in 2°P, si alza a fatica dalla poltrona, Watson, in PP aria affranta, entra in una stanza. Lo vediamo aprire la porta.)
Holmes- No, devo andare… Devo prendere lo squartatore…

9/ (Scopriamo che Watson è in realtà Jack. Lo vediamo tagliato ai pettorali: si è chiuso la porta alle spalle e, con un ghigno luciferino e gli occhi carichi di follia, estrae da sotto il cappotto il coltello con cui ha squartato la ragazza.)
Dida narr (Jack)- Dottor John H. Watson. Ma i giornali mi chiamano Jack.

FINE

Sceneggiatura: Paperino & Paperoga sommi idrosommelier

Sergio 4th January 2010

Ecco la sceneggiatura della storia che dà il titolo al post. La trovate in edicola fino a domani su Topolino n. 2823. Ve ne propongo due vignette…

… disegnate da Maurizio Amendola. Qui sotto invece sono in compagnia di Andrea Guglielmino, della libreria Porto Antico Libri di Genova, che ringrazio ancora per avermi parlato degli idrosommelier. Alla tua!

La foto, di Davide Costa, è stata scattata lo scorso novembre durante la presentazione del libro-catalogo Da Paperinik a PK - Viaggio fra i Supereroi Disney.
Buona bevuta!
Sergio

Soggetto: Paperino & Paperoga sommi idrosommelier

Sergio 31st December 2009

Da ieri fino a martedì prossimo compreso, su Topolino n. 2823, trovate questa mia storia illustrata da Maurizio Amendola. C’era bisogno di una breve da affidare al disegnatore: l’editor, la scorsa primavera, mi chiese un’idea al volo. Qualche giorno prima, chiacchierando con il compagno di bevute (rigorosamente a base d’acqua) Andrea Guglielmino della libreria Porto Antico Libri di Genova, venne fuori lo spunto…

Andrea mi riferì di un articolo di giornale in cui aveva letto della moda dilagante degli assaggiatori di minerale. Trovandola divertente, mi appuntai l’idea che sviluppai in soggetto (click per leggerlo) dopo la richiesta della redazione. Il tutto, sceneggiatura compresa, da consegnare in un paio di giorni dato che c’era fretta.
Per la sceneggiatura ci aggiorniamo nell’anno nuovo! Buon 2010!
Sergio

“Tavole di Resistenza” colpisce ancora

Sergio 28th December 2009

Prossimamente su questo (e altri) schermi.

Illustrazione di Francesco D’Ippolito.

Mark & Thing, tavola 9

Sergio 21st December 2009

Prosegue la serie di tavole autoconclusive disegnate da Federico Franzò che scrivo per la rivista Dm&c. Click qui per collegarvi al sito del periodico e vedere la tavola. Dalla home page potete anche sfogliare la rivista in flash.
Sotto la vignetta trovate invece la sceneggiatura, come al solito.
Alla prossima!
Sergio

1/ Con logo “Mark & Thing” e titolo “Predicare e razzolare”.

2/ (Interno, giorno. Siamo nella solita aula. Thing, bello fiero in piedi, è interrogato. È visibilmente felice per il colpaccio che – pensa – sta per fare. Mark invece è scettico).
Thing- Stavolta sarai fiero di me! Ho trovato l’esempio perfetto di evangelist marketing!
Mark- Dimmi intanto che cosa vuol dire.

3/ (Thing, con aria da saputello – occhi chiusi e un dito indice alzato – snocciola la definizione. Mark è positivamente impressionato).
Thing- Coltiva sostenitori o volontari stimolati a detenere un ruolo di leadership nel diffondere attivamente il messaggio per conto di un’impresa.

4/ (Mark, quasi commosso, si complimenta con Thing esibendo un mezzo sorriso. Thing, con gesto da presentatore consumato, fa una specie di inchino verso la porta dell’aula).
Mark- Però! Una volta tanto sei stato bravo! Adesso vediamo l’esempio.
Thing- Eccolo qua! Vi ho portato…

5/6/ (Totale dell’aula: dalla porta entrano tre o quattro (vedi un po’ quanti ce ne stanno) Testimoni della Verità, tipo testimoni di Geova. Non credo abbiano un look particolare… in ogni caso dai un’occhiata su internet. Possono essere penso di ogni età – non bambini – e di ambo i sessi. Ciascuno di loro però trasporta – e cerca di distribuire ai ragazzi in classe – un bel po’ di opuscoli. Il primo a entrare si rivolge a Mark, terrorizzato).
Thing- … i Testimoni della Verità! Ho pensato: più evangelist di così si muore!
Testimone della Verità (a Mark)- Prenda un opuscolo!
FINE

Comics Day Show, Lucca 2009

Sergio 18th December 2009

Con estremo ritardo ecco qualche foto della kermesse musicale Comics Day Show dello scorso venerdì 30 ottobre nell’ambito di Lucca Comics & Games 2009. Su invito di Sergio Algozzino ho avuto modo di rispolverare le corde vocali e l’armonica a bocca e di cantare e suonare qualche pezzo in compagnia di altri fumettisti-musicisti tra cui appunto Sergio Algozzino (voce), Giorgio Salati (voce e chitarra elettrica), Renato Genovese (batteria), Bruno Olivieri (chitarra elettrica), Giuseppe De Luca (chitarra elettrica), Alex Crippa (batteria), Matteo Casali (voce), Fulvio Gatti (basso), Francesco Abrignani (batteria) Antonio Sualzo Vincenti (sax).
E’ stato un bel concerto, in cui mi sono parecchio divertito, dopo diversi anni in cui non salivo su un palco. Ringrazio ancora tutta l’organizzazione per la splendida opportunità. Oltretutto per non aver fatto nemmeno una prova - con molti era la prima volta che ci vedevamo - è venuto pure bene! Quindi chissà che non si riesca a ripetere, in futuro…
E, come diceva Elvis, Let’s rock!
Sergio

Chi non fosse ancora stanco può guardare altre foto cliccando qui!

Work in progress…

Mono 7 files

Sergio 8th December 2009

Come sapete lo scorso 18 novembre c’è stata una presentazione di Mono # 7 alla Feltrinelli di Genova. Vi lascio con le riflessioni di una spettatrice e lettrice speciale, accompagnate dalle foto scattate per l’occasione da Davide Costa.
Buona lettura e visione!
Sergio

C’è (stata) grossa crisi mercoledì pomeriggio nello spazio eventi della Feltrinelli di Genova. E se fossi sicura di poterlo raccontare a un pubblico forte, capace di sopportare il senso spietato delle parole che descrivono certe immagini… Se avessi questa sicurezza, quest’ingenuità, vi racconterei di una sala piena di gente, in ascolto e in osservazione di un gruppo di ragazzi che confessavano le loro crisi, appunto.

Ormai privi di dignità, con quel coraggio che solo chi sa di non poter più perdere alcunché può avere, hanno riempito un fascicoletto di carta formato A4, di quella forma espressiva che, chi sa cos’è davvero la letteratura, non esita a definire il “fratello sfigato”: sì, hanno riempito quei fogli di fumetti. In ogni pagina una storia, di uomini senza più un lavoro, alle prese con tesori dimenticati (la libertà…), con relazioni mai vissute o ormai prive di una ragion d’essere, o con viaggi tempestosi. Ma anche di animali più o meno verosimili a loro volta con problemi più o meno concepibili.

Ma si può dire d’un narratore che sia “sfigato” quando racconta di questi temi? Si può rimanere indifferenti alla riflessione, al confronto? Alla Feltrinelli di Genova hanno ritenuto che non si potesse. E così, in ordine di apparizione, Sergio Badino sceneggiatore e direttore artistico insieme a Daniele Bonomo, Francesco D’Ippolito, Giovanni Bruzzo, Giulia Bracesco, Maurilio Tavormina, Gianfranco Staltari, Ettore Maggi e Cristina Origone hanno presentato a una sala affollata il nuovo numero di Mono, rivista semestrale che a ogni uscita esamina sì un solo tema, ma nei suoi molteplici volti.

Con linee curve e caratteri d’alfabeto gli autori si affrontano senza dar limiti alla loro capacità creativa dando poi modo a noi, lettori delle loro tavole, di avvicinare tematiche che, in un primo momento, saremmo quasi tentati di non ascoltare: di crisi, l’argomento di questa edizione, si parla da tempo, verrebbe da dire che se ne parla troppo. Ma sarebbe profondamente sbagliato lasciarsi andare a quest’intenzione, perché, come per la creatività, non si può stabilire un limite al pensiero. E non c’è un solo modo di esprimere le nostre idee, non c’è alcun fratello minorato della letteratura. Anzi.

In una società dove l’immagine che confeziona il vuoto pare essere una merce molto ricercata, poter partecipare – vuoi come autore vuoi come “semplice” lettore – alla creazione di una realtà dove il tempo è misurato dai nostri occhi che scorrono su una pagina di parole disegnate, è davvero un bel momento. Perché in quella realtà c’è dialogo, c’è scambio d’idee. Alcune possono piacerci, altre lasciarci un po’ perplessi… ma qualcosa c’è, qualcosa su cui iniziare a discutere. Perché quindi non iniziare, o proseguire, dal fumetto?

Se ci guardiamo attorno non saremo smentiti dai fatti: nelle librerie gli scaffali dedicati a questo genere, o meglio a questa forma espressiva, aumentano. E anche nelle biblioteche cittadine si offre asilo ai libri di fumetti. E se poi… si scoprisse che a Genova si dovesse risolvere un’altra crisi? Quella che mette ai margini musi lunghi e mugugni e che ci ricorda che si è “giovani almeno due volte”?
Roberta Marino

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