Il libro
Sergio October 16th, 2007
Questa pagina è fatta apposta per scrivere domande, richieste, dubbi, critiche, curiosità, commenti su Professione sceneggiatore, e per avere delle risposte!
Ecco intanto qualche info su Professione sceneggiatore, dalla quarta di copertina del libro.
Professione sceneggiatore non è l’ennesimo manuale su come si scrivono le sceneggiature – in questo caso, soprattutto per il fumetto ma non solo – bensì un «a tu per tu» fra un giovane e già esperto scrittore di comics, Sergio Badino, e i lettori che aspirino concretamente a ideare e scrivere storie per i fumetti. Badino dà del tu al lettore in tutti i sensi. Non lo illude che il cammino sia facile e non gli indora la pillola. Gli dà consigli, «dritte» e insegnamenti in modo diretto e organico, dalle nozioni più elementari ai trucchi del mestiere meno noti. Il tutto non solo in teoria, ma soprattutto attraverso molti esempi pratici di sceneggiature di noti e acclamati autori, da Tiziano Sclavi a Leo Ortolani, da Carlo Chendi a Francesco Artibani, da Giancarlo Berardi a Mauro Boselli, da Alfredo Castelli a François Corteggiani.
Lodato da Sergio Bonelli, che non a caso ne firma la Prefazione, Professione sceneggiatore non può mancare nella biblioteca degli aspiranti scrittori, in quella dei giovani autori di fumetti e, perché no, in quella di appassionati e curiosi.


Ooooohh, finalmente me lo son bevuto tutto, fino all’ultimo righino… e m’è sembrato di fare un salto indietro nel tempo, a quando eravamo “compagni di banco” e c’era Mastro Sisti coi suoi occhiali a specchio a incutere paura e fomentare sogni al tempo stesso.
e il tuo piccolo libro è un viaggio delizioso, esaustivo e trascinante tra i meandri di questo nostro lavoro.

Così, eccoti qua, caro Sergio: oggi il Maestro sei tu
GRAZIE per aver spiegato a chi sta “di là” che cosa vuol dire, e anche per avermi incluso tra color che stan “di qua”.
Sono sicura che il tuo bel lavoro (di misura tatticamente perfetta per essere infilato in tasca e letto ovunque!) sarà d’aiuto a tanti aspiranti, che un giorno ricorderanno di aver cominciato il loro lungo viaggio proprio con PROFESSIONE SCENEGGIATORE.
A loro IN BOCCA AL LUPO, a te BRAVO, GRAZIE E CONTINUA COSI’!
orgogliosamente tua ex-compagna di corso, oggi fan
la Tere
Caro Sergio e cari lettori del suo diario telematico,
vedo che il lavoro badiniano comincia a essere notato e apprezzato da colleghi, studenti, curiosi. Sono molto contento.
Vorrei lasciare un messaggio personale, ma penso che sia forse più utile dire due parole brevissime da un altro punto di vista, quello di chi ha dialogato con Sergio per ben due libri: prima per “Conversazione con Carlo Chendi” e poi per “Professione sceneggiatore” (come sapete anche il primo è di Sergio ed edito ancora da Tunué, e non posso che raccomandarlo a tutti).
Sergio è un autore molto scrupoloso e di grande acume. Sa scrivere non solo come narratore - questo lo sapevamo - ma anche come saggista: è scorrevole, mai pedante, ha un linguaggio sempre appropriato senza mai essere cervellotico.
E poi, nel riguardare l’iter delle varie versioni di “Professione sceneggiatore” da lui inviatemi e di volta in volta riviste sulla base delle mie annotazioni di editor, sono rimasto beato nel vedere come Sergio riesca ad avere uno sguardo ampio sui problemi visti dal punto d’osservazione del lettore (oltre che dell’editor), senza incaponirsi mai sui suoi punti di vista, cosa che invece fanno spesso altri autori, i quali non accettano la critica editoriale. Un’altra cosa che ho notata, comunque, rispetto alle revisioni dei libri di altri autori, è che le mie annotazioni sono state limitate e superficiali, perché le idee di Sergio fin dalla prima stesura erano talmente chiare, definite, ben espresse, che non c’è stato bisogno di un grosso lavoro. E questo non può che gratificare un editor, che è sempre contento quando un autore gli presenta un testo già tridimensionale, nel senso di solido.
Di bei libri sul fumetto ce ne sono. Nella particolare famiglia dei libri su come fare fumetti scritti da autori italiani rientrano testi che a loro modo sono importanti, come il manuale di Diego Cajelli o quello (realizzato a fumetti!) di Davide Toffolo. E ve li consiglio. Con la pubblicazione del coagulo badiniano di dritte e trucchi del mestiere di sceneggiatore, credo che si sia raggiunto un modo un po’ diverso di spiegare il lavoro di fumettista, ancora più diretto e disincantato. La cosa interessante, almeno dal mio punto di vista di non-fumettista, è che la prima volta che ho letto la bozza, nonostante Sergio fosse molto duro e sincero con il lettore, mi sono sentito invogliato a… diventare fumettista! Quindi mi pare che il risultato del suo libro potrebbe essere duplice: costituire una guida per chi già sceneggiatore un po’ sta cercando di diventarlo, e farsi libello iniziatico per chi finora i fumetti li ha solo letti!
Non mi resta che augurarvi buona lettura o, come spero, rilettura.
Marco Pellitteri
Ho appena finito di leggere il libro.
Puntuale. Mi e’ molto piaciuto lo stile, una chiacchierata con uno sceneggiatore, come potrebbe essere fatta in una fiera o durante una cena, vaffanculo compresi.
Bello!
Gud
p.s.: ora vado a recuperare l’altro libro, conversazione con Carlo Chendi, perche’ se tanto mi da’ tanto…
Caro Sergio, è stato per me un piacere riascoltare (proprio così, “riascoltare” e non “leggere”) un’altra volta le lezioni del maestro. Con un doppio risultato: il ripasso, innanzitutto, delle tecniche nonché di tutte le problematiche del mestiere e, anche, la spinta a levarmi un pò di ruggine e rimettermi non dico a scrivere, ma anche solo a provarci. Quindi, doppio grazie.
Mirko Doro
La stragrande maggioranza dei manuali di sceneggiatura sono scritti da
persone, che hanno avuto a che fare con editor x sentito dire!
Molti, pescano esempi esclusivamente nel panorama americano. Sono
libri zeppi d’ informazioni del tutto ovvie e inutili.
Badino scrive le cose che avrei voluto leggere prima del colloquio in
Disney. Categoria vangeli, lo consiglio!
Sushi Fish
«Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi» (Matteo, 19,30)
Che c’azzecca la Bibbia con un anticristo? Nulla, ma questa introduzione era un commento al mio increscioso ritardo… Considerato che suppongo di essere stato uno dei primi lettori del gioiellino dall’affabile sottotitolo…
Da aspirante scceneggiatore mi sento chiamato in causa, e non posso che notare, fin dal principio, il sincero realismo con cui Sergio mi parla. Non mi promette di diventare un genio della sceneggiatura e di trovare lavoro dopo aver chiuso il suo saggio (che non è un manuale, né una guida, per specifica volontà dell’autore). Mi dice che dovrò farmi un gran mazzo per diventare un professionista, per procurarmi i “numeri” che mi serviranno per provare a sfondare.
Lucida e interessante è l’analisi dei vari step che portano dall’idea alla nascita della storia… E i consigli che Sergio sparge con non chalance in tutto il testo sono un tocco di classe.
Un progetto interessante e completo proprio perché realistico, corredato da 15 tavole di ottimi professionisti. Last but not least, la prefazione firmata da Lui, che neanche necessita di essere nominato…
Un must davvero: complimenti all’autore e all’editore!
Bravo Badino.
Ho comprato volentieri, dato il costo esiguo, e letto con cura e divertimento il tuo manuale.
Ora che sono, per sbaglio, capitato sul tuo blog, non posso esimermi (bella questa parola!) da lasciarti un feedback positivo per il tuo lavoro.
Credo che sia un piccolo gioiello che si può apprezzare anche solo per capire qual’è l’esatto ruolo di uno sceneggiatore e come nasce un fumetto. Non solo uno strumento ad uso e consumo di un’aspirante sceneggiatore.
Ovviamente, nel mio dilettarmi al fumetto mi sono guardato bene dal mettere in pratica le tue indicazioni, ma che vuoi, sono fatto così.
Auspico che la tua esperienza in materia produca degli approfondimenti che facciano da corollario all’opera in questione.
Nel frattempo ti invito a visitare il mio web comic che, per educazione non ti posto il link, cercalo con le parole “agente speciale rocco”, poi, se hai voglia e tempo, dimmi la tua (so che ti chiedo l’oro).
buona vita e avanti così.
Caro Sergio, il tuo libro è un prezioso regalo non solo per chi desidera compiere la tua stessa strada ma anche per chi semplicemente a volte si ritrova a camminare per strada e si rende conto che le cose parlano una lingua tutta loro e ci suggeriscono storie che varrebbe la pena raccontare se solo fossimo capace di ascoltarle. Da molti anni giro con un taccuino in borsa, ma ti confesso che in alcuni casi mi sorprendevo a chiedermi: ” Ma sarò normale?”. La risposta è assolutamente no, ma adesso mi sento decisamente confortata dal fatto che questa anormalità ti si è appiciccata addosso con recrudescenza ( del resto non mi stupisce, ne sei affetto dai tempi del liceo) e che con il tuo lavoro hai sicuramente contagiato una generazione che deve farcene vedere ancora della belle. Buon lavoro a tutti. Bizia Aka Coocai Aka Scianel
Ciao Sergio!
Ci ho messo una vita a “decidere” cosa scrivere a proposito del tuo bel saggio! Però non me ne sono stato con le mani in mano tutto questo tempo! L’ho riletto e regalato…e la scuola di fumetto dove lavoro ne ha acquistate diverse copie, per il corso di sceneggiatura che andrà a formarsi, si presume, il prossimo anno. Insomma ci è piaciuto a tutti. Utile, essenziale e diretto, con delle “dritte” interessanti che solo un “addetto ai lavori” conosce!
Un saggio sincero che non fa credere a tutti che chiuso il libro si spalanchino le porte del mondo dell’editori…e la sincerità spesso è carente in questo genere di libri che tendono a “fomentare” gli animi dei lettori (sceneggiatori o disegnatori che siano). Comunque Sergio davvero complimenti!
Caro Sergio,
non ho mai scritto fin’ ora e, in effetti, non è molto che ti ho “conosciuto” e che frequento il tuo blog.
Saranno circa due settimane che, cercando un manuale di sceneggiatura per il fumetto, ho trovato il tuo e, da lì, anche il sito e il blog.
Sebbene sia ben specificato che il tuo non è un manuale, tuttavia, io l’ ho trovato più completo, preciso, chiaro, interessante, di tanti altri, nati con l’ idea di esserlo e distribuiti a quello scopo!
Mi è piaciuto molto leggerlo, l’ ho gustato perchè informa e spiega senza annoiare o appesantire, questo perchè, probabilmente, a te per primo è piaciuto scriverlo!
O, ancor di più, la passione che hai per il tuo lavoro, che emerge in modo coinvolgente, ha fatto significativamente la differenza.
Ti scrivo, qui, per un piccolo dubbio, visto che hai offerto risposte e chiarimenti, in questo spazio (grazie!): sto scrivendo un soggetto per un concorso. Come hai precisato nel tuo libro, deve trattarsi di una cartella, 1800 battute.
In “Professione sceneggiatore” hai perfettamente spiegato i vari passaggi nell’ elaborazione di un buon soggetto, corredando il tutto con ottimi esempi, tuttavia, i tuoi esempi (Topolino ed Eta Beta; Nathan Never) riguardano storie seriali, per il soggetto delle quali non è necessario spendere battute di presentazione dei personaggi. Nel mio caso, invece, essendo la mia una storia originale, ho da impiegare parte delle mie battute (davvero poche! Quanto avevi ragione…) per introdurre una caratterizzazione molto importante ai fini della storia che, inevitabilmente, sottrae spazio ad uno svolgimento abbastanza dettagliato della trama…
Che fare? In una cartella ci sono stata (sforando un po’ con le battute, ma potrei rientrarci), la trama, però, non è raccontata in tutti i passaggi…
Grazie mille, Sergio, per la risposta che vorrai darmi e, di nuovo, tanti complimenti!
Mara
P. S. Per errore dalla Tunué ho comprato due copie del tuo libro! Meglio così, visto che la prima l’ ho già distrutta a furia di segni ed evidenziatore! ; )
Benvenuta Mara! Grazie per il tuo intervento, che contribuisce all’incremento delle peraltro scarse quote rosa di questo blog!
Provo a rispondere: il bando del concorso a cui partecipi che dice in merito? Perché una soluzione potrebbe essere quella di scrivere, in un file a parte, qualche breve descrizione dei personaggi principali, in modo da non dover comprimere troppo la trama. E’ contemplata quest’eventualità?
Altrimenti non è detto che tu debba spiegare il plot proprio in tutti tutti tutti i passaggi: è sufficiente che tu scriva il necessario per acchiappare e catturare l’attenzione delle persone a cui ti rivolgi. Questo si può fare anche con un buon incipit, per esempio, in modo poi da dedicare qualche riga in più al personaggio che vuoi raccontare.
Stare in una cartella è in effetti molto dura, ma in generale nessuno pretende che tu riesca a esporre ogni elemento in modo esauriente. A volte basta suggerire, e se chi ti legge ha doti da buon editor, saprà cogliere ciò a cui tu fai riferimento. Certo, devi accennarglielo bene!
Resto, come sempre, a disposizione.
In bocca al lupo!
Sergio
PS Grazie dei complimenti!
Grazie mille, Sergio! Hai colto al volo il modo migliore per sciogliere il mio dubbio! (Vedi l’ esperienza? : D )
Il bando non accenna purtroppo alla possibilità di allegare brevi descrizioni dei personaggi, ma solo studi grafici. Ad ogni modo, a rigor di logica, avevo fatto come tu mi hai consigliato: ho indicato lo sviluppo a grandi linee, senza riportare tutti i vari passaggi, suggerendo molto e soffermandomi di più (appena poco di più…) sui personaggi.
L’ idea dell’ incipit ad effetto è molto buona: avendo ancora del tempo proverò a scrivere una seconda versione!
Grazie, grazie, grazie!
: )
Però, Mara, permettimi di suggerirti una piccola furbata: dato che il bando parla di studi grafici, tu potresti aggiungere per ciascun model sheet almeno due righe di descrizione…
Sì!!! ^ ^
Lo farò. Grazie Sergio!
Continuerò certamente a seguire il tuo blog, per renderlo un po’ più rosa! ; )
Mi piacciono moltissimo i post che scrivi a commento delle sceneggiature, la struttura, i personaggi, dei film tratti dai comics americani: “scientifici” ma molto interessanti!
A presto e grazie ancora di tutto!
Incredibile.
Ho bevuto il libello dalla prima all’ultima pagina senza accorgermene.
Esaustivo, succulento, chiaro, disilludente. E’ fatto davvero bene.
Non pensavo di trarre tante dritte da 5 euri di libretto.
Complimenti Sergio, ottimo lavoro.
E mi sa che non mi fermo qui…
Ciao Dario, benvenuto!
Sono contento che la lettura ti abbia soddisfatto! Grazie per i complimenti, a presto!
Sergio
Quand’eri piccolo giocavi con i pupazzetti e inventavi storie che duravano ore? Allora forse sei uno sceneggiatore……ok, il resto lo sai perchè lo hai scritto te. Con queste parole hai catturato completamente la mia fantasia, mi vedevo da bambino metre immaginavo popolazioni in miniatura che abitavano il parco della mia città, e cui facevo vivere le storie più incredibili. Rendere un mestiere ciò che più ti divertiva da bambino credo sia la più grande genialata di sempre. All’università quest’anno dovrò affrontare l’esame di sceneggiatura, non vedo l’ora, ho già letto molte cose, il tuo libro ha innescato nella mia testa una voglia matta di saperne sempre di più al riguardo. Complimenti, e grazie per aver fornito a noi aspiranti sceneggiatori una fonte così utile.
Ciao Francesco, benvenuto anche a te! Che dire? Commenti come il tuo mi fanno un piacere immenso: vuol dire che ho centrato l’obiettivo che mi ero fissato con questo libro, ovvero parlare della mia personale esperienza attraverso la pratica di questo mestiere. Nulla più.
Grazie mille, e in bocca al lupo per il tuo esame! Fammi sapere!
Sergio
Ciao Sergio! Voglio complimentarmi per l’ottimo manuale sulla sceneggiatura! Lo porto sempre con me per correggere eventuali errori!
Ne ho letti abbastanza, ma in nessuno ho trovato la praticità che lo contraddistingue (specialmente nel capitolo “Praticamente…la stesura”).
Saresti così gentile da dare un’occhiata ai mie soggetti, in modo da corregerne gli errori?(ovviamente sempre se hai tempo).
Grazie comunque e ancora complimenti per il lavoro!
Ops!!!La fretta è cattiva consigliera…ho scritto “correggerne”con una sola “g”!
Sorry!
A presto!
Caro M1z1U, intanto scusa se rispondo solo ora, ma sono state giornate furibonde, per citare il sommo De Andrè. Grazie per i complimenti! Circa i soggetti, se vuoi mandameli, ma non garantisco: sto per condurre un corso di sceneggiatura al DAMS di Imperia, e sarò sommerso dai lavori da correggere… abbi pazienza… Non posso garantire sui tempi di risposta, né in realtà sull’effettiva risposta. Ma se lavori di sintesi, è già un punto a tuo favore!
A presto!
Sergio
No problem per il ritardo!
Grazie per la risposta e al più presto ti maderò i soggetti!
Volevo anche chiedere se posso linkarti sul mio blog!
A presto!
Ciao e buon lavoro!
Linka, linka! E lìnkati anche tu, quando posti da queste parti!
Ciao,
ho appena finito di leggere il tuo manuale, e se l’avessi fatto prima avrei risparmiato un po’ di castronerie nella stesura della mia prima sceneggiatura! Fortuna che il disegnatore è stato paziente
Ma pensavo di “essere nato imparato!”
Ah, parlo di fumetti amatoriali, off course.
Una domanda volevo farti, tu parli di disney e bonelli. Ma se io volessi raccontare una storia mia, mettiamo conto un autoconclusivo di 80 pagine, cosa dovrei presentare a una eventuale casa editrice?
Pensavo di mandare una lettera di presentazione e poi sinossi, soggetto, studio personaggi, un po’ di pagine di sceneggiatura e delle tavole finite.
Troppa roba???
grazie per l’attenzione
Ciao Simo, grazie di aver scritto da queste parti.
Allora, per presentare un progetto autonomo… dipende dall’editore. Molti, nei loro siti, specificano ciò che vogliono vedere. Il mio consiglio è quello di non portare troppa roba, specialmente scritta. Una sinossi in una cartella è sufficiente, se accompagnata da qualche tavola completa e letterata. Poi puoi portarti dietro anche qualche modelsheet, magari corredato da cinque righe di descrizione per ciascun personaggio e, già che ci sei, le pagine sceneggiate, così da poter tirare tutto fuori qualora ti venga chiesto.
Però, in realtà, per acchiappare un editore basta poco: una trama raccontata in poco spazio (anche mezza cartella e anche meno, se ce la fai) e qualche tavola.
Io in realtà sostengo - e qualche direttore di testata con cui ho parlato la pensa come me - che per capire un progetto, oltre alle già citate 15 righe di trama, basta descrivere lo stile grafico che si ha in mente. Senza, quindi, portare tavole. Se l’editore è realmente del mestiere, capirà. Non sempre succede, quindi bisogna aiutarli realizzando qualche tavola finita!
In bocca al lupo, e fammi sapere.
Sergio
Grazie per la risposta, io pensavo di proporlo a te il progetto
scherzo, adesso quando avrò sistemato i dettagli mi muoverò.
Buona giornata
Simone
Ciao Sergio, mi chiamo Silvia e ti scrivo da Roma. Anzitutto complimenti per il tuo libro, che è una lettura piacevolissima, divertente e molto utile (tra le altre cose, mi hai fatto scoprire i lavori di Scott McCloud, grazie!)
Questo per quanto riguarda l’introduzione complimentosa. Adesso arriva la parte della rottura di scatole
Due domande, se ti va di darmi una mano:
1- Mi piacerebbe partecipare al corso di sceneggiatura dell’accademia Disney, ma ho visto che il sito dell’accademia non è aggiornato da eoni. Mi chiedevo: sai mica se ci sono in programma dei corsi a breve, non so, per il prossimo anno? Entro la fine del mondo nel 2012?
2- Ho già scritto un paio di soggetti (basandomi anche sui tuoi fondamentali suggerimenti) che vorrei proporre alla redazione di Topolino, ma di preciso, uhm, non saprei bene da dove iniziare, come si fa? Li si spedisce per posta? Via mail? C’è qualche speranza oppure è una scommessa persa in partenza?
Grazie in anticipo, ciao!
Silvia
Ciao Silvia, grazie per i complimenti! Via con le risposte:

1- Non so se siano in programma corsi all’Accademia. Non credo. Tieni d’occhio il sito: di solito appena ci sono novità lo aggiornano. Per il 2012 però è meglio chiedere a Giacobbo!
2- I soggetti spediscili via posta. Dovresti ricevere in ogni caso una risposta. Armati di pazienza!
Se hai altre domande, fatti viva.
A presto,
Sergio