Archive for the 'trame' Category

Soggetto: Paperino e il tris galattico

Sergio 17th February 2010

Fan di Roberto Giacobbo, amici del chupacabras, adepti di Rennes Le Chateau, nerd dei Templari, su Topolino n. 2830 in edicola da oggi per una settimana trovate la mia risposta all’enigma dei cerchi nel grano, ovvero la storia Paperino e il tris galattico.

La scrissi nel 2007; è disegnata dal mitico Alessandro Gottardo. No, questi qua sotto non siamo noi due, ma il sommo Roberto Giacobbo in compagnia del suo vate Zahi Hawass.

Per leggere il soggetto della storia è sufficiente un click.
Che la Sfinge sia con voi!
Sergio

Soggetto: Paperina agente P.E.A. - Operazione T.E.I.E.R.A.

Sergio 27th January 2010

Da oggi e per i prossimi 6 giorni, su Topolino n. 2827, trovate in edicola questa storia disegnata da Alessandro Gottardo, che scrissi nel 2005.

Nel 1966 uno dei miei maestri (oltre che amico) Carlo Chendi scrisse la storia «Paperino missione Bob Fingher», disegnata da G.B. Carpi, inaugurando così uno dei più ricchi filoni narrativi della scuola Disney italiana: quello della P.I.A., il servizio segreto di Zio Paperone.
Cinque anni fa, mentre frequentavo un master di sceneggiatura all’Accademia Disney (insieme ad altri loschi figuri, vedi foto) ebbi l’idea di una sezione femminile della P.I.A., ispirata un po’ alle Charlie’s Angels. Ne parlai con Ezio Sisto, all’epoca caporedattore di Topolino, a cui lo spunto piacque: venne fuori la P.E.A., di cui al momento ho scritto – sempre alcuni anni fa – altre due storie, tutte con un acronimo diverso nel titolo. Per adesso ecco il soggetto dell’«operazione T.E.I.E.R.A.», ma fate attenzione: si autodistruggerà!
Sergio


In piedi da sinistra: Annamaria Durante, Gaya Perini, Giorgio Salati, Silvia Gianatti, Alessandro Mainardi, Massimiliano Valentini. Sotto: Margherita Carrer, Sergio Badino, Sergio Cabella, Riccardo Secchi (uno degli insegnanti), Riccardo Pesce.

PS Sempre in questo numero esordisce su Topolino un assai valente sceneggiatore, Gabriele Panini, a cui tempo fa ho avuto l’onore di dare qualche dritta: benvenuto a bordo!

Nick Hornby, «An Education»

Sergio 25th January 2010

Il nome di Hornby indicato come autore in copertina e la dicitura “testo del film” sulla fascetta mi hanno subito spinto all’acquisto del libro, dopo una rapida sfogliata, senza che avessi mai sentito parlare di An Education.
Si tratta della sceneggiatura, pubblicata dai tipi di Guanda, dell’omonimo film di prossima uscita al cinema (vedi locandina qui sotto). Sceneggiatura scritta da Nick Hornby, autore che apprezzo molto, di cui ho parlato qualche post fa a proposito del suo ultimo romanzo, Tutta un’altra musica.

Non sono poi molte le sceneggiature cinematografiche distribuite in libreria e, soprattutto, questa è la prima con cui Hornby si cimenta. La narrazione scorre, è avvincente; scene, dialoghi e personaggi sono incisivi, costruiti con efficacia e naturalezza. Certi dettagli nelle regie (le descrizioni di ciò che avviene in ciascuna scena), poi, sono davvero illuminanti. Insomma, c’è molto da imparare.
Parecchio interessante è il commento, sempre di Hornby, che precede la sceneggiatura. Lo scrittore racconta, con l’ironia propria del suo stile, le varie fasi della lavorazione del progetto (lo script è tratto da un volume precedente) rivelando dettagli appassionanti sull’adattamento alla scrittura cinematografica e sulle scelte operate. Compresa quella di riscrivere la scena finale: la versione scartata è comunque pubblicata in appendice.
Adesso sono piuttosto curioso di vedere il film al cinema: con una sceneggiatura così…
Sergio

Sherlock Holmes

Sergio 18th January 2010

Il film di Guy Ritchie non mi ha fatto impazzire forse perché, da fan dello Sherlock Holmes letterario, mi aspettavo qualcosa di diverso. Colgo l’occasione per proporvi la sceneggiatura di questa tavola disegnata da Giovanni Talami, uscita su Mono # 6 – «I classici della letteratura», numero che quasi un anno fa inaugurò la direzione artistica della rivista da parte di Daniele “Gud” Bonomo e mia. Per acquistare l’albo on line dal sito di Tunué, l’editore - e per leggere la tavola senza bisogno di microscopi - basta un click sul link qui sopra.
Volli apparire anch’io su quel numero di Mono proprio per la possibilità di utilizzare il personaggio di Sir Arthur Conan Doyle scrivendo una microstoria la cui idea mi ronzava in testa da tempo. Idea che, volendo, potrebbe essere estesa in una storia più articolata… vedremo.
Per leggere la sceneggiatura portate pipa e lente d’ingrandimento sotto la tavola bonsai: elementare!
Sergio

NOTA: è tutto un montaggio alternato. Niente titolo. Sono 9 vignette: potrebbero essere tutte piuttosto uguali come forma e dimensione, distribuite a 3 per 3 strisce, se ti va.

1/ (Esterno, notte. Un vicolo della Londra vittoriana. In CM di spalle vediamo Jack lo Squartatore – che in realtà è il dott. Watson, ma si capirà solo nell’ultima vignetta – con un enorme coltello in mano aggredire una giovane prostituta. La ragazza strilla. In dida narrativa le parole di Jack.)
Dida narrativa (Jack)- Lo sto sfinendo. Ormai per lui sono un’ossessione.

2/ (Stacco. Interno notte. Siamo nell’abitazione di Sherlock Holmes. Soggettiva di Watson, appena entrato in casa: la governante di Holmes, aria preoccupata, è in piedi accanto al detective, entrambi dal basso in PA. Holmes non ha l’aria ordinata delle solite rappresentazioni: è seduto in poltrona e con i denti sta tirando un laccio emostatico – potrebbe anche essere una cintura, vedi tu – per iniettarsi dell’eroina. Vediamo che tiene la siringa in una mano.)
Governante- Siete voi, dottore. L’ho trovato così anche stasera…

3/ (Stacco. Esterno, vicolo. In PP le mani di Jack, con il coltello, aprono uno squarcio nella gola della ragazza, che continua a strillare. Vediamo bene il volto della prostituta in 2°P.)
Dida narr (Jack)- Adesso tutti vedranno chi è il migliore tra noi.

4/ (Stacco. Interno. FI dall’alto. Holmes s’inietta l’eroina parlando con un fil di voce. Watson è accanto a lui.)
Holmes- Ha ucciso… l’ha fatto di nuovo, Watson…

5/ (Stacco. Esterno. Zoom della vignetta 3: dettaglio della gola squarciata, con la lama nella ferita e sangue che sgorga dal taglio e dalla bocca della ragazza.)
Dida narr (Jack)- È lo scontro finale, l’ultima partita. Quella decisiva.

6/ (Stacco. Interno. Holmes tagliato ai pettorali esausto in poltrona ha appena finito di drogarsi. Watson di quinta – magari in silhouette se vuoi – gli poggia una mano su una spalla.)
Watson- Holmes… hai bisogno di riposo, amico mio.

7/ (Stacco. Esterno. In PP di quinta sinistra Jack – che vediamo tagliato dal collo alle caviglie, quindi non in volto – s’infila il coltello sporco di sangue sotto il cappotto. Alle sue spalle la ragazza squartata giace in un lago di sangue nel vicolo.)
Dida narr (Jack)- Perché lui non sa. Non lo sa chi sono io.

8/ (Stacco. Interno. Mentre Holmes, in 2°P, si alza a fatica dalla poltrona, Watson, in PP aria affranta, entra in una stanza. Lo vediamo aprire la porta.)
Holmes- No, devo andare… Devo prendere lo squartatore…

9/ (Scopriamo che Watson è in realtà Jack. Lo vediamo tagliato ai pettorali: si è chiuso la porta alle spalle e, con un ghigno luciferino e gli occhi carichi di follia, estrae da sotto il cappotto il coltello con cui ha squartato la ragazza.)
Dida narr (Jack)- Dottor John H. Watson. Ma i giornali mi chiamano Jack.

FINE

Soggetto: Paperino & Paperoga sommi idrosommelier

Sergio 31st December 2009

Da ieri fino a martedì prossimo compreso, su Topolino n. 2823, trovate questa mia storia illustrata da Maurizio Amendola. C’era bisogno di una breve da affidare al disegnatore: l’editor, la scorsa primavera, mi chiese un’idea al volo. Qualche giorno prima, chiacchierando con il compagno di bevute (rigorosamente a base d’acqua) Andrea Guglielmino della libreria Porto Antico Libri di Genova, venne fuori lo spunto…

Andrea mi riferì di un articolo di giornale in cui aveva letto della moda dilagante degli assaggiatori di minerale. Trovandola divertente, mi appuntai l’idea che sviluppai in soggetto (click per leggerlo) dopo la richiesta della redazione. Il tutto, sceneggiatura compresa, da consegnare in un paio di giorni dato che c’era fretta.
Per la sceneggiatura ci aggiorniamo nell’anno nuovo! Buon 2010!
Sergio

Nick Hornby, «Tutta un’altra musica»

Sergio 30th November 2009

Nick Hornby è, da diversi anni, uno dei miei scrittori preferiti. Da poco è uscito il suo ultimo romanzo, Tutta un’altra musica (titolo originale: Juliet, naked) pubblicato in Italia dai tipi di Guanda.

Uno dei protagonisti, Duncan, è superappassionato di Tucker Crowe, musicista famoso negli anni ’80, misteriosamente scomparso dalle scene da oltre vent’anni. Insieme ad altri fan, Duncan frequenta un sito – e relativo forum – in cui ci si scambia pareri, recensioni e minuziose analisi dei suoi brani.
L’elemento «internet» è, come tematica, assai presente nel romanzo. Hornby però non si limita a questo: utilizza il linguaggio della rete, ormai entrato nel quotidiano di ciascuno di noi, per portare avanti la trama in maniera funzionale e coerente. Per esempio, quando è il momento di comunicare date informazioni al lettore, Hornby inserisce pagine di Wikipedia realizzate ad hoc, come quando ci vengono date notizie su Tucker Crowe o sul suo album più famoso, Juliet.
L’autore aggiorna poi il concetto di romanzo epistolare (forse non è stato il primo a farlo, ma è la prima volta che m’imbatto in tale trovata) infilando qua e là scambi di e-mail tra i protagonisti, riportate con intestazione completa comprendente indirizzo di posta elettronica del mittente, del destinatario e oggetto della mail.
Tra i temi del romanzo traspare un giudizio di Hornby – fatto pervenire tramite i personaggi principali – su un certo tipo di critica dilettantesca internettiana e forumistica, pronta a pontificare su questo e su quello senza avere doti e capacità per poterlo fare, prendendo come conseguenza sonore cantonate. Il finale di Tutta un’altra musica utilizza un botta e risposta tra utenti del forum su Tucker Crowe (con tanto di titolo del topic, nome e numero di messaggi dell’utente esplicitati) per comunicarci l’ultimo, piccolo, colpo di scena oltre al parere conclusivo dell’autore di Alta fedeltà su alcuni fatti che accadono in rete.
Nello stile di Hornby, poi, il romanzo è come al solito divertente, toccante, sagace, ritmato… un concentrato di stile.
Buona lettura!
Sergio

The Wrestler

Sergio 21st August 2009

Frankenstein, o il moderno Prometeo, è il titolo completo del celebre romanzo di Mary Shelley. Se dovessi assegnare un sottotitolo al film The Wrestler, penso potrebbe essere Il moderno Frankenstein.
Ci sono tutti gli elementi di una classica storia di mostri (o “alla Tim Burton”, se vogliamo): la creatura nel suo mondo, la creatura che cerca di avvicinarsi al mondo degli “uomini normali”, la creatura che ne è respinta perché diversa, la creatura che ritorna quindi al suo universo d’origine per restarvi per sempre. Il viaggio dell’antieroe.

Mickey Rourke, con un che di frankensteiniano nell’aspetto, è un perfetto freak. Appartiene a un microcosmo del tutto isolato, quello delle vecchie glorie del wrestling che tirano a campare dilettando i fan di vent’anni prima. L’inevitabile accorgersi di non poter più sostenere i ritmi dei tempi d’oro fa sì che The Ram (nome di battaglia del personaggio) ambisca alla normalità che aveva allontanato, tentando di recuperare il rapporto con la figlia e cercando un lavoro “vero”. In parallelo intreccia una relazione con una spogliarellista non più giovane, di fatto un’emarginata come lui, l’unica che in fondo lo riesca a comprendere.
Ma il richiamo del ring è troppo forte per un “mostro” che ha preso e dato botte per una vita, specie di fronte alla presa di coscienza di non essere in grado di vivere come i cosiddetti “normali”.
Di fronte al rifiuto, alla non accettazione e all’emarginazione elargiti dalla società cosiddetta perbene, il “mostro”, il diverso, non ha scelta. Deve compiere l’ultimo viaggio verso il suo universo, l’unico dove possa essere sé stesso.
Una gran bella storia di personaggi e una riflessione da brivido sulla collettività in cui viviamo.
Sergio

Uomini che odiano le donne: romanzo e film

Sergio 7th July 2009

Consapevole del fatto che un film tratto da un romanzo è sempre un adattamento, non vado mai a vedere una pellicola presa da un libro pensando poi di fare un paragone. So che sono due cose diverse. Il film sarà sempre, inevitabilmente, una riduzione.
Sta, però, all’abilità dei realizzatori del lungometraggio fare sì che la storia sia godibile anche da parte di chi non ha mai letto il volume da cui è stata estrapolata.
Per esempio, io non amo il fantasy e non ho mai letto i libri di Tolkien, però ho trovato Il Signore degli Anelli di Peter Jackson uno spettacolo divertente anche per i non-fan della saga letteraria. Stessa cosa per il recente Coraline e la porta magica: non ho letto il romanzo di Neil Gaiman, ma la sceneggiatura di Henry Selick è avvincente, perfettamente costruita e non lascia con la sensazione che manchi qualcosa.
Sensazione che invece ho provato con Uomini che odiano le donne, film tratto dal primo capitolo della trilogia Millennium di Stieg Larsson.

Mi sono buttato nella lettura sull’onda dei commenti assai positivi al lavoro dello scrittore: per ora ho letto solo il primo libro, che intrattiene e avvince, ma a mio avviso è tutt’altro che privo di difetti. Mi pare che il romanzo di Larsson sia un tantino sopravvalutato… ma non vorrei uscire dall’argomento.
Il tomo, che comunque nel complesso mi è piaciuto, secondo me ingrana troppo lentamente: si entra nel vivo della storia soltanto dopo almeno 150 pagine circa. È un parere soggettivo, ci mancherebbe, ma l’impressione l’ho avuta.
Il film ha per forza di cose un ritmo più incalzante, dato che deve condensare in un paio d’ore le quasi 700 pagine del romanzo. Così facendo è inevitabile si perdano molti elementi che fanno del romanzo un thriller con agganci tematici alla corruzione storicamente dilagante della nostra società, specie nei suoi ceti più alti. Nel complesso gli sceneggiatori del film hanno fatto un buon lavoro, addirittura migliorando quello che secondo me è un passaggio chiave (lo racconto sotto l’immagine, per chi ancora non avesse visto né letto Uomini che odiano le donne).

Nel libro il protagonista Mikael Blomkvist arriva a sciogliere un nodo fondamentale per risolvere il mistero grazie alla figlia, di cui si è forse parlato una volta, e che non si è mai vista prima. La figlia del giornalista è quella che Vincenzo Cerami definirebbe un personaggio tinca (che appare, cioè, quel tanto che basta ad aiutare il protagonista): sta andando a una sorta di ritiro spirituale di un’associazione religiosa e di passaggio transita attraverso la remota casetta nella quale, isolato dal resto del mondo, il padre sta lavorando al caso della scomparsa di Harriet Vanger. La figlia di Blomkvist, religiosa praticante, come vede alcune sequenze di lettere e numeri sul cui significato il padre si sta lambiccando il cervello, gli fornisce la soluzione: si tratta di riferimenti al libro del Levitico. Il personaggio della figlia poi sparisce per il resto del libro, e non se ne riparla più. Senza di esso, però, il protagonista non avrebbe mai risolto quel punto nodale: un personaggio così importante nella trama dovrebbe essere approfondito.
Nel film, invece, il character della figlia è stato eliminato: la soluzione di quest’elemento cardine è data da Lisbeth Salander, la coprotagonista della vicenda che, inseritasi nel computer di Blomkvist – è un’abile hacker dalle mille risorse – riesce a capire e a risolvere il problema in maniera credibile.

Per certi altri aspetti invece il libro approfondisce inevitabilmente meglio determinati elementi importanti a comprendere sfaccettature di situazioni e personaggi che nel film passano in secondo piano.

A chi ancora non si fosse cimentato e desiderasse farlo, quindi, buona lettura-visione!

Sergio

Sceneggiatura: Zio Paperone e il Cosmico Pepitone

Sergio 21st June 2009

Dallo spazio profondo ecco piombare sulle vostre teste anche la sceneggiatura della storia in edicola su Topolino fino a martedì compreso.

Buon inizio d’estate!

Sergio

Soggetto: Zio Paperone e il Cosmico Pepitone

Sergio 17th June 2009

Su Topolino n. 2795, in edicola per una settimana da oggi, c’è questa mia storia scritta nel 2006. Si tratta di una rivisitazione disneyana del concetto alla base di film quali Armageddon o Deep Impact.

Basta un semplice click per scaricare il soggetto. Tra qualche giorno, come di consueto, anche la sceneggiatura.

Aprite gli ombrellini da cocktail!

Sergio

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