Archive for the 'stile' Category

Qui, Quo, Qua & Penny speleologi spericolati (soggetto + sceneggiatura)

Sergio 2nd August 2010

Come forse avrete notato dal mancato aggiornamento di questo blog, ero in vacanza (vedi foto). Ora che le pile son state ricaricate cercherò, piano piano, di tenere il passo segnalando le ultime novità.

Inizio col recuperare una storia rimasta indietro, uscita due settimane fa su Topolino n. 2851. Qui, Quo, Qua & Penny speleologi spericolati è l’ultima (per ora) di una trilogia con protagonista Penny, cuginetta onesta dei Bassotti, personaggio che ideai anche graficamente nel 2005 quando scrissi la prima delle sue avventure (I Bassotti in: Arriva Penny!, Topolino n. 2608, disegni di Andrea Lucci). Un po’ di tempo dopo, su Topolino n. 2666, Penny tornava a impazzare nella storia Ottoperotto cane poliziotto, disegnata da Danilo Barozzi.

La terza storia, anche se uscita oggi, l’ho scritta tre anni fa. I disegni sono di Alessandro Gottardo. Allego come di consueto il soggetto e la sceneggiatura (per scaricarli basta un click).
La trama contiene diversi riferimenti a materiale narrativo a me molto caro, da Indiana Jones e il Tempio Maledetto alla storia Paperino e il ventino fatale (scritta e disegnata da Carl Barks), fino alla serie a cartoni animati Duck Tales, che in un certo senso può considerarsi figlia delle due suggestioni precedenti.
A tutti i fortunati che ancora devono partire… buone vacanze!
Sergio

Paperinik e i pirati del Vietador - Sceneggiatura

Sergio 26th May 2010

Insieme alla sceneggiatura ecco altre tre tavole - disegni di Vitale Mangiatordi - della storia in edicola fino a fine maggio su Paperinik Cult.

Con quest’avventura di Paperinik ho cercato di affrontare il tema del lavoro, unendolo a fatti di cronaca che mi avevano incuriosito: gli assalti di moderni pirati di cui ogni tanto si sente parlare. Il tutto in chiave Disney.
Buona lettura!
Sergio

Nick Hornby, «An Education»

Sergio 25th January 2010

Il nome di Hornby indicato come autore in copertina e la dicitura “testo del film” sulla fascetta mi hanno subito spinto all’acquisto del libro, dopo una rapida sfogliata, senza che avessi mai sentito parlare di An Education.
Si tratta della sceneggiatura, pubblicata dai tipi di Guanda, dell’omonimo film di prossima uscita al cinema (vedi locandina qui sotto). Sceneggiatura scritta da Nick Hornby, autore che apprezzo molto, di cui ho parlato qualche post fa a proposito del suo ultimo romanzo, Tutta un’altra musica.

Non sono poi molte le sceneggiature cinematografiche distribuite in libreria e, soprattutto, questa è la prima con cui Hornby si cimenta. La narrazione scorre, è avvincente; scene, dialoghi e personaggi sono incisivi, costruiti con efficacia e naturalezza. Certi dettagli nelle regie (le descrizioni di ciò che avviene in ciascuna scena), poi, sono davvero illuminanti. Insomma, c’è molto da imparare.
Parecchio interessante è il commento, sempre di Hornby, che precede la sceneggiatura. Lo scrittore racconta, con l’ironia propria del suo stile, le varie fasi della lavorazione del progetto (lo script è tratto da un volume precedente) rivelando dettagli appassionanti sull’adattamento alla scrittura cinematografica e sulle scelte operate. Compresa quella di riscrivere la scena finale: la versione scartata è comunque pubblicata in appendice.
Adesso sono piuttosto curioso di vedere il film al cinema: con una sceneggiatura così…
Sergio

L’improvvisatore

Sergio 21st January 2010

Sualzo l’ho conosciuto lo scorso autunno a Lucca, durante il concerto degli autori di fumetti. Abbiamo fatto un duetto sax/armonica in - mi pare - Sweet home Chicago. Prima ancora lo avevamo contattato, con Gud, per una tavola da pubblicare su Mono n. 6, e lui ci spedì un piccolo gioiello che parlava della pipa di Tom Sawyer. Domenica scorsa ho visto in libreria questo suo romanzo a fumetti pubblicato dai tipi di Rizzoli-Lizard: mi ha subito catturato.

La storia è raccontata con ironia, intelligenza e delicatezza, mescolando musica jazz e poesia, e va a toccare corde che ciascuno di noi conosce, perché descrive a meraviglia sentimenti semplici e insieme così complicati come amore e amicizia. Non credo di riuscire a rendere ciò che per me è stato leggere L’improvvisatore. Mi ha messo di buonumore e insieme emozionato, e ve lo consiglio perché credo sia in grado di fare altrettanto con tutti.
Questi commenti riguardano solo la storia e la sceneggiatura. I disegni sono altrettanto efficaci e comunicativi, così come i colori. Se non ci credete date un’occhiata al blog di Sualzo e poi fate un salto in libreria!
Sergio

Nick Hornby, «Tutta un’altra musica»

Sergio 30th November 2009

Nick Hornby è, da diversi anni, uno dei miei scrittori preferiti. Da poco è uscito il suo ultimo romanzo, Tutta un’altra musica (titolo originale: Juliet, naked) pubblicato in Italia dai tipi di Guanda.

Uno dei protagonisti, Duncan, è superappassionato di Tucker Crowe, musicista famoso negli anni ’80, misteriosamente scomparso dalle scene da oltre vent’anni. Insieme ad altri fan, Duncan frequenta un sito – e relativo forum – in cui ci si scambia pareri, recensioni e minuziose analisi dei suoi brani.
L’elemento «internet» è, come tematica, assai presente nel romanzo. Hornby però non si limita a questo: utilizza il linguaggio della rete, ormai entrato nel quotidiano di ciascuno di noi, per portare avanti la trama in maniera funzionale e coerente. Per esempio, quando è il momento di comunicare date informazioni al lettore, Hornby inserisce pagine di Wikipedia realizzate ad hoc, come quando ci vengono date notizie su Tucker Crowe o sul suo album più famoso, Juliet.
L’autore aggiorna poi il concetto di romanzo epistolare (forse non è stato il primo a farlo, ma è la prima volta che m’imbatto in tale trovata) infilando qua e là scambi di e-mail tra i protagonisti, riportate con intestazione completa comprendente indirizzo di posta elettronica del mittente, del destinatario e oggetto della mail.
Tra i temi del romanzo traspare un giudizio di Hornby – fatto pervenire tramite i personaggi principali – su un certo tipo di critica dilettantesca internettiana e forumistica, pronta a pontificare su questo e su quello senza avere doti e capacità per poterlo fare, prendendo come conseguenza sonore cantonate. Il finale di Tutta un’altra musica utilizza un botta e risposta tra utenti del forum su Tucker Crowe (con tanto di titolo del topic, nome e numero di messaggi dell’utente esplicitati) per comunicarci l’ultimo, piccolo, colpo di scena oltre al parere conclusivo dell’autore di Alta fedeltà su alcuni fatti che accadono in rete.
Nello stile di Hornby, poi, il romanzo è come al solito divertente, toccante, sagace, ritmato… un concentrato di stile.
Buona lettura!
Sergio