Archive for the 'scrittori' Category

Nick Hornby, «An Education»

Sergio 25th January 2010

Il nome di Hornby indicato come autore in copertina e la dicitura “testo del film” sulla fascetta mi hanno subito spinto all’acquisto del libro, dopo una rapida sfogliata, senza che avessi mai sentito parlare di An Education.
Si tratta della sceneggiatura, pubblicata dai tipi di Guanda, dell’omonimo film di prossima uscita al cinema (vedi locandina qui sotto). Sceneggiatura scritta da Nick Hornby, autore che apprezzo molto, di cui ho parlato qualche post fa a proposito del suo ultimo romanzo, Tutta un’altra musica.

Non sono poi molte le sceneggiature cinematografiche distribuite in libreria e, soprattutto, questa è la prima con cui Hornby si cimenta. La narrazione scorre, è avvincente; scene, dialoghi e personaggi sono incisivi, costruiti con efficacia e naturalezza. Certi dettagli nelle regie (le descrizioni di ciò che avviene in ciascuna scena), poi, sono davvero illuminanti. Insomma, c’è molto da imparare.
Parecchio interessante è il commento, sempre di Hornby, che precede la sceneggiatura. Lo scrittore racconta, con l’ironia propria del suo stile, le varie fasi della lavorazione del progetto (lo script è tratto da un volume precedente) rivelando dettagli appassionanti sull’adattamento alla scrittura cinematografica e sulle scelte operate. Compresa quella di riscrivere la scena finale: la versione scartata è comunque pubblicata in appendice.
Adesso sono piuttosto curioso di vedere il film al cinema: con una sceneggiatura così…
Sergio

Mono 7 files

Sergio 8th December 2009

Come sapete lo scorso 18 novembre c’è stata una presentazione di Mono # 7 alla Feltrinelli di Genova. Vi lascio con le riflessioni di una spettatrice e lettrice speciale, accompagnate dalle foto scattate per l’occasione da Davide Costa.
Buona lettura e visione!
Sergio

C’è (stata) grossa crisi mercoledì pomeriggio nello spazio eventi della Feltrinelli di Genova. E se fossi sicura di poterlo raccontare a un pubblico forte, capace di sopportare il senso spietato delle parole che descrivono certe immagini… Se avessi questa sicurezza, quest’ingenuità, vi racconterei di una sala piena di gente, in ascolto e in osservazione di un gruppo di ragazzi che confessavano le loro crisi, appunto.

Ormai privi di dignità, con quel coraggio che solo chi sa di non poter più perdere alcunché può avere, hanno riempito un fascicoletto di carta formato A4, di quella forma espressiva che, chi sa cos’è davvero la letteratura, non esita a definire il “fratello sfigato”: sì, hanno riempito quei fogli di fumetti. In ogni pagina una storia, di uomini senza più un lavoro, alle prese con tesori dimenticati (la libertà…), con relazioni mai vissute o ormai prive di una ragion d’essere, o con viaggi tempestosi. Ma anche di animali più o meno verosimili a loro volta con problemi più o meno concepibili.

Ma si può dire d’un narratore che sia “sfigato” quando racconta di questi temi? Si può rimanere indifferenti alla riflessione, al confronto? Alla Feltrinelli di Genova hanno ritenuto che non si potesse. E così, in ordine di apparizione, Sergio Badino sceneggiatore e direttore artistico insieme a Daniele Bonomo, Francesco D’Ippolito, Giovanni Bruzzo, Giulia Bracesco, Maurilio Tavormina, Gianfranco Staltari, Ettore Maggi e Cristina Origone hanno presentato a una sala affollata il nuovo numero di Mono, rivista semestrale che a ogni uscita esamina sì un solo tema, ma nei suoi molteplici volti.

Con linee curve e caratteri d’alfabeto gli autori si affrontano senza dar limiti alla loro capacità creativa dando poi modo a noi, lettori delle loro tavole, di avvicinare tematiche che, in un primo momento, saremmo quasi tentati di non ascoltare: di crisi, l’argomento di questa edizione, si parla da tempo, verrebbe da dire che se ne parla troppo. Ma sarebbe profondamente sbagliato lasciarsi andare a quest’intenzione, perché, come per la creatività, non si può stabilire un limite al pensiero. E non c’è un solo modo di esprimere le nostre idee, non c’è alcun fratello minorato della letteratura. Anzi.

In una società dove l’immagine che confeziona il vuoto pare essere una merce molto ricercata, poter partecipare – vuoi come autore vuoi come “semplice” lettore – alla creazione di una realtà dove il tempo è misurato dai nostri occhi che scorrono su una pagina di parole disegnate, è davvero un bel momento. Perché in quella realtà c’è dialogo, c’è scambio d’idee. Alcune possono piacerci, altre lasciarci un po’ perplessi… ma qualcosa c’è, qualcosa su cui iniziare a discutere. Perché quindi non iniziare, o proseguire, dal fumetto?

Se ci guardiamo attorno non saremo smentiti dai fatti: nelle librerie gli scaffali dedicati a questo genere, o meglio a questa forma espressiva, aumentano. E anche nelle biblioteche cittadine si offre asilo ai libri di fumetti. E se poi… si scoprisse che a Genova si dovesse risolvere un’altra crisi? Quella che mette ai margini musi lunghi e mugugni e che ci ricorda che si è “giovani almeno due volte”?
Roberta Marino

Nick Hornby, «Tutta un’altra musica»

Sergio 30th November 2009

Nick Hornby è, da diversi anni, uno dei miei scrittori preferiti. Da poco è uscito il suo ultimo romanzo, Tutta un’altra musica (titolo originale: Juliet, naked) pubblicato in Italia dai tipi di Guanda.

Uno dei protagonisti, Duncan, è superappassionato di Tucker Crowe, musicista famoso negli anni ’80, misteriosamente scomparso dalle scene da oltre vent’anni. Insieme ad altri fan, Duncan frequenta un sito – e relativo forum – in cui ci si scambia pareri, recensioni e minuziose analisi dei suoi brani.
L’elemento «internet» è, come tematica, assai presente nel romanzo. Hornby però non si limita a questo: utilizza il linguaggio della rete, ormai entrato nel quotidiano di ciascuno di noi, per portare avanti la trama in maniera funzionale e coerente. Per esempio, quando è il momento di comunicare date informazioni al lettore, Hornby inserisce pagine di Wikipedia realizzate ad hoc, come quando ci vengono date notizie su Tucker Crowe o sul suo album più famoso, Juliet.
L’autore aggiorna poi il concetto di romanzo epistolare (forse non è stato il primo a farlo, ma è la prima volta che m’imbatto in tale trovata) infilando qua e là scambi di e-mail tra i protagonisti, riportate con intestazione completa comprendente indirizzo di posta elettronica del mittente, del destinatario e oggetto della mail.
Tra i temi del romanzo traspare un giudizio di Hornby – fatto pervenire tramite i personaggi principali – su un certo tipo di critica dilettantesca internettiana e forumistica, pronta a pontificare su questo e su quello senza avere doti e capacità per poterlo fare, prendendo come conseguenza sonore cantonate. Il finale di Tutta un’altra musica utilizza un botta e risposta tra utenti del forum su Tucker Crowe (con tanto di titolo del topic, nome e numero di messaggi dell’utente esplicitati) per comunicarci l’ultimo, piccolo, colpo di scena oltre al parere conclusivo dell’autore di Alta fedeltà su alcuni fatti che accadono in rete.
Nello stile di Hornby, poi, il romanzo è come al solito divertente, toccante, sagace, ritmato… un concentrato di stile.
Buona lettura!
Sergio