Sergio 26th March 2010
Domani, sabato 27 marzo alle ore 17.30 nella spettacolare cornice della libreria Porto Antico Libri di Genova introdurrò Stefano Fantelli e il suo libro Dark Circus (Cut Up Edizioni), presentato da Gianfranco Staltari.
Maggiori informazioni nella locandina qui sotto.
A domani!
Sergio

Sergio 21st January 2010
Sualzo l’ho conosciuto lo scorso autunno a Lucca, durante il concerto degli autori di fumetti. Abbiamo fatto un duetto sax/armonica in - mi pare - Sweet home Chicago. Prima ancora lo avevamo contattato, con Gud, per una tavola da pubblicare su Mono n. 6, e lui ci spedì un piccolo gioiello che parlava della pipa di Tom Sawyer. Domenica scorsa ho visto in libreria questo suo romanzo a fumetti pubblicato dai tipi di Rizzoli-Lizard: mi ha subito catturato.

La storia è raccontata con ironia, intelligenza e delicatezza, mescolando musica jazz e poesia, e va a toccare corde che ciascuno di noi conosce, perché descrive a meraviglia sentimenti semplici e insieme così complicati come amore e amicizia. Non credo di riuscire a rendere ciò che per me è stato leggere L’improvvisatore. Mi ha messo di buonumore e insieme emozionato, e ve lo consiglio perché credo sia in grado di fare altrettanto con tutti.
Questi commenti riguardano solo la storia e la sceneggiatura. I disegni sono altrettanto efficaci e comunicativi, così come i colori. Se non ci credete date un’occhiata al blog di Sualzo e poi fate un salto in libreria!
Sergio
Sergio 30th November 2009
Nick Hornby è, da diversi anni, uno dei miei scrittori preferiti. Da poco è uscito il suo ultimo romanzo, Tutta un’altra musica (titolo originale: Juliet, naked) pubblicato in Italia dai tipi di Guanda.

Uno dei protagonisti, Duncan, è superappassionato di Tucker Crowe, musicista famoso negli anni ’80, misteriosamente scomparso dalle scene da oltre vent’anni. Insieme ad altri fan, Duncan frequenta un sito – e relativo forum – in cui ci si scambia pareri, recensioni e minuziose analisi dei suoi brani.
L’elemento «internet» è, come tematica, assai presente nel romanzo. Hornby però non si limita a questo: utilizza il linguaggio della rete, ormai entrato nel quotidiano di ciascuno di noi, per portare avanti la trama in maniera funzionale e coerente. Per esempio, quando è il momento di comunicare date informazioni al lettore, Hornby inserisce pagine di Wikipedia realizzate ad hoc, come quando ci vengono date notizie su Tucker Crowe o sul suo album più famoso, Juliet.
L’autore aggiorna poi il concetto di romanzo epistolare (forse non è stato il primo a farlo, ma è la prima volta che m’imbatto in tale trovata) infilando qua e là scambi di e-mail tra i protagonisti, riportate con intestazione completa comprendente indirizzo di posta elettronica del mittente, del destinatario e oggetto della mail.
Tra i temi del romanzo traspare un giudizio di Hornby – fatto pervenire tramite i personaggi principali – su un certo tipo di critica dilettantesca internettiana e forumistica, pronta a pontificare su questo e su quello senza avere doti e capacità per poterlo fare, prendendo come conseguenza sonore cantonate. Il finale di Tutta un’altra musica utilizza un botta e risposta tra utenti del forum su Tucker Crowe (con tanto di titolo del topic, nome e numero di messaggi dell’utente esplicitati) per comunicarci l’ultimo, piccolo, colpo di scena oltre al parere conclusivo dell’autore di Alta fedeltà su alcuni fatti che accadono in rete.
Nello stile di Hornby, poi, il romanzo è come al solito divertente, toccante, sagace, ritmato… un concentrato di stile.
Buona lettura!
Sergio