Archive for the 'recensioni' Category

Sweet home ACCAdemia

Sergio 11th June 2010

Una settimana fa si è chiuso il mio secondo corso di sceneggiatura all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Un’esperienza intensa, impegnativa, faticosa e nel contempo stimolante, arricchente, divertente. Un corso di 48 ore totali, diviso in incontri da due ciascuno; un carico non da poco per i ragazzi, una ventina di iscritti, che hanno dovuto consegnare soggetti e sceneggiature “di compito” con frequenza bisettimanale: l’unico modo per imparare e migliorare. Io, specie verso la fine, ho cominciato a sentire il peso dei lavori da correggere – più che delle lezioni in sé – forse anche a causa di un lungo periodo, senza pause, denso di attività.


Logo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.

Negli ultimi tre anni questo è stato, di seguito, il terzo corso importante che ho tenuto: nel 2008 al DAMS di Imperia; nel 2009 e nel 2010 all’Accademia Ligustica. Da quando, tra il 2004 e il 2005 ho avuto la prima esperienza degna di nota nel campo, ho capito che la didattica avrebbe potuto rivestire un ruolo significativo, parallelo al mio lavoro di sceneggiatore: un mestiere solitario, che costringe il più delle volte a stare soli con sé stessi per potersi concentrare e che quindi – almeno per me – trova in ogni occasione di confronto uno sprone per crescere e migliorare. Specie se – come nel caso di un corso – si ha opportunità d’interloquire con persone che hanno in linea di massima i propri stessi interessi.


Copertina del numero zero di ACCA.

Questa lunga premessa anche per annunciare che, all’Accademia Ligustica – luogo brulicante di fervore culturale – tra oggi e domani è in programma una due giorni di incontri e presentazioni tra cui quella di ACCA (la copertina è qua sopra), periodico a cura del corso di grafica dell’Accademia. La rivista, ideata e supervisionata da Mario Benvenuto, vede tra i redattori molti ragazzi che sono stati anche allievi dei miei corsi e che hanno partecipato alla realizzazione delle Tavole di Resistenza: Giulia Bracesco, Rudy Dore, Giorgia Marras, Matilde Martinelli, Sara Parodi, Daniele Pompa, Gianluca Sturmann. Alcuni, nel frattempo, hanno anche pubblicato tavole e illustrazioni sugli ultimi due numeri di Mono. Una di loro, Giulia Bracesco, ha scritto un bellissimo articolo su Tavole di Resistenza, pubblicato su ACCA. Ve lo propongo sotto la copertina del catalogo.
Ci vediamo in Accademia!
Sergio

TAVOLE DI RESISTENZA

di Giulia Bracesco

Si è conclusa da poco la mostra Tavole di Resistenza, che per una decina di giorni ha occupato l’aula conferenze dell’Accademia Ligustica di Belle Arti: più di una ventina di tavole a fumetti ideate dagli allievi del corso di sceneggiatura per il cinema e il fumetto dell’anno scorso. Il corso, avviato lo scorso anno accademico e replicato e ampliato quest’anno, è tenuto da Sergio Badino, giovane sceneggiatore genovese.

Durante le sue lezioni, Sergio ha spiegato come raccogliere gli spunti per trasformarli in idee vere e proprie, come imparare a riconoscere e creare lo “scheletro” di una storia, come presentare i propri lavori a un possibile editore, assegnando di volta in volta esercizi che consistevano per lo più nel creare veri e propri “prodotti”, tali e quali quelli che uno sceneggiatore professionista tenta di vendere per guadagnarsi il pane. Esercizi che ogni volta correggeva con grande attenzione, dando consigli e complimenti ma senza risparmiare mai le critiche, se necessarie: in fondo, in ogni campo, sono quest’ultime quelle che più di tutto aiutano a migliorarsi!

Come “saggio finale” del corso infine, è stato chiesto di creare la sceneggiatura di una tavola a fumetti autoconclusiva che avesse come tema la Resistenza e la Guerra di Liberazione, senza retorica ma cercando di esprimere cosa rappresentasse per noi questo importante evento del nostro passato nemmeno troppo lontano. Le tavole sono poi state realizzate da chi nel corso aveva anche doti di disegnatore e da alcuni ragazzi del corso di grafica: per molti, era la prima occasione di sperimentare lo stimolante rapporto sceneggiatore – disegnatore!

Ma soprattutto, una volta finiti, questi fumetti non sono rimasti a prender polvere in un cassetto, come fin troppe volte avviene con i prodotti dei corsi, per quanto interessanti: lo spazio espositivo della vecchia Feltrinelli (quella di Via XX Settembre) le ha accolte per il mese di giugno! Una grande occasione di visibilità per i giovani autori e anche un modo per risvegliare ancora una volta l’attenzione della gente su un tema che rimane ancora attuale e controverso dopo ormai quasi 65 anni.

Le tavole hanno ricevuto un tale apprezzamento (anche dalla voce autorevole di molti ex partigiani) da dare a Sergio l’idea di farne un libro: nasce così Tavole di Resistenza, che raccoglie oltre ai fumetti esposti in giugno molti interventi saggistici. In occasione dell’uscita del libro, si è replicata la mostra nelle sale dell’Accademia e, anche adesso che le cornici sono state staccate dal muro e che le tavole originali torneranno nelle mani dei rispettivi autori, resta in vendita il libro che raccoglie i lavori: mica male per un corso di 20 ore!

Sceneggiatura: Paperino e il tris galattico

Sergio 22nd February 2010

Si è parlato di questa storia anche sul Corriere Mercantile di sabato, in un’intervista incentrata sull’imminente corso di sceneggiatura all’Accademia Ligustica di Belle Arti, a proposito del quale ricordo ai numerosi interessati che stanno telefonando e scrivendo mail che è indispensabile passare in Accademia a ritirare il bollettino per versare la quota d’iscrizione. M’informerò se - come per l’edizione 2009 del corso - sia possibile versare la quota tramite bonifico, nel qual caso servirà il codice IBAN dell’Accademia. Vi farò sapere.

Per leggere la sceneggiatura della storia, in edicola fino a domani su Topolino n. 2830, basta come sempre un click.
Poi, mi raccomando, tutti a tracciare cerchi nel grano!
Sergio

Sceneggiatura: Paperina agente P.E.A. - Operazione T.E.I.E.R.A.

Sergio 1st February 2010

Un grazie a Francesco Di Natale che, sul blog Fumettisti InFormazione - curato dagli studenti della Scuola Internazionale di Comics di Brescia - ha recensito Professione Sceneggiatore. Mi fa molto piacere che, a più di due anni dall’uscita, il libro abbia sempre un ottimo riscontro, specie quando questo arriva da chi “il fumetto lo sta scoprendo poco a poco”.

Vi lascio con la sceneggiatura della storia che trovate in edicola fino a domani. Ringrazio l’amico Andrea “Filosofo” Bertino che, con la sua insana passione per il tè, mi dette lo spunto per l’antagonista.
Alla prossima,
Sergio

Mono 7 files

Sergio 8th December 2009

Come sapete lo scorso 18 novembre c’è stata una presentazione di Mono # 7 alla Feltrinelli di Genova. Vi lascio con le riflessioni di una spettatrice e lettrice speciale, accompagnate dalle foto scattate per l’occasione da Davide Costa.
Buona lettura e visione!
Sergio

C’è (stata) grossa crisi mercoledì pomeriggio nello spazio eventi della Feltrinelli di Genova. E se fossi sicura di poterlo raccontare a un pubblico forte, capace di sopportare il senso spietato delle parole che descrivono certe immagini… Se avessi questa sicurezza, quest’ingenuità, vi racconterei di una sala piena di gente, in ascolto e in osservazione di un gruppo di ragazzi che confessavano le loro crisi, appunto.

Ormai privi di dignità, con quel coraggio che solo chi sa di non poter più perdere alcunché può avere, hanno riempito un fascicoletto di carta formato A4, di quella forma espressiva che, chi sa cos’è davvero la letteratura, non esita a definire il “fratello sfigato”: sì, hanno riempito quei fogli di fumetti. In ogni pagina una storia, di uomini senza più un lavoro, alle prese con tesori dimenticati (la libertà…), con relazioni mai vissute o ormai prive di una ragion d’essere, o con viaggi tempestosi. Ma anche di animali più o meno verosimili a loro volta con problemi più o meno concepibili.

Ma si può dire d’un narratore che sia “sfigato” quando racconta di questi temi? Si può rimanere indifferenti alla riflessione, al confronto? Alla Feltrinelli di Genova hanno ritenuto che non si potesse. E così, in ordine di apparizione, Sergio Badino sceneggiatore e direttore artistico insieme a Daniele Bonomo, Francesco D’Ippolito, Giovanni Bruzzo, Giulia Bracesco, Maurilio Tavormina, Gianfranco Staltari, Ettore Maggi e Cristina Origone hanno presentato a una sala affollata il nuovo numero di Mono, rivista semestrale che a ogni uscita esamina sì un solo tema, ma nei suoi molteplici volti.

Con linee curve e caratteri d’alfabeto gli autori si affrontano senza dar limiti alla loro capacità creativa dando poi modo a noi, lettori delle loro tavole, di avvicinare tematiche che, in un primo momento, saremmo quasi tentati di non ascoltare: di crisi, l’argomento di questa edizione, si parla da tempo, verrebbe da dire che se ne parla troppo. Ma sarebbe profondamente sbagliato lasciarsi andare a quest’intenzione, perché, come per la creatività, non si può stabilire un limite al pensiero. E non c’è un solo modo di esprimere le nostre idee, non c’è alcun fratello minorato della letteratura. Anzi.

In una società dove l’immagine che confeziona il vuoto pare essere una merce molto ricercata, poter partecipare – vuoi come autore vuoi come “semplice” lettore – alla creazione di una realtà dove il tempo è misurato dai nostri occhi che scorrono su una pagina di parole disegnate, è davvero un bel momento. Perché in quella realtà c’è dialogo, c’è scambio d’idee. Alcune possono piacerci, altre lasciarci un po’ perplessi… ma qualcosa c’è, qualcosa su cui iniziare a discutere. Perché quindi non iniziare, o proseguire, dal fumetto?

Se ci guardiamo attorno non saremo smentiti dai fatti: nelle librerie gli scaffali dedicati a questo genere, o meglio a questa forma espressiva, aumentano. E anche nelle biblioteche cittadine si offre asilo ai libri di fumetti. E se poi… si scoprisse che a Genova si dovesse risolvere un’altra crisi? Quella che mette ai margini musi lunghi e mugugni e che ci ricorda che si è “giovani almeno due volte”?
Roberta Marino

Ultimo giorno per Tavole di Resistenza!

Sergio 29th June 2009

Domani è l’ultima giornata utile per visitare la mostra Tavole di Resistenza - di cui ho parlato qualche post più sotto - alla libreria Feltrinelli di Genova. Il riscontro è molto positivo, e parecchie firme sul registro degli ospiti suggeriscono di pubblicare i lavori in volume. Vedremo!

In attesa di sviluppi trovate, intervallati ad alcune immagini scattate durante l’inaugurazione, un po’ di articoli usciti in rete relativi all’esposizione.

Iniziamo con il pezzo scritto da Mirko Risso, uno dei 30 sceneggiatori presenti in mostra, pubblicato su L’Orma on line.

Articolo sul blog del cartoonist globale Luca Boschi.

Giorgio Boratto su Mentelocale.it.

Gianfranco Goria su afNews.info.

E per finire, la notizia su Komix.it - Fumetti @ 360°.

Riparleremo di mostre ai primi di ottobre!

Sergio

Prof. Scen. su Komix.it!

Sergio 21st January 2009

Come annunciato due post fa, è ormai ufficiale lo sbarco di Professione sceneggiatore, nell’omonima rubrica, sul portale Komix.it Fumetti @ 360°, che nel frattempo si sta rinnovando e ha pure un caporedattore nuovo di pacca nella persona di Davide Caci. Il primo articolo s’intitola Comics, Cinema e Cartoni: tengo a precisare che il nuovo spazio non è un sostituto di questo blog, ma un approfondimento bimestrale su alcuni dei temi che nel frattempo si leggeranno da queste parti. Sotto l’immagine qualche altro link!

Il primo è una chiacchierata apparsa sul portale Mentelocale.it, a opera dell’abile penna dell’amica Stefania Pilu, a proposito del graphic novel sul Genoa, di Mono e di un paio di altre cose.

E veniamo alla foto qui sopra, frutto dell’abile mano di Werner Maresta, che a quanto pare se la cava alla grande non solo con la matita. Sul suo blog Werner ha parlato bene sia di Professione sceneggiatore, sia di Strisce di Terra e Strisce di Carta, e non posso che ringraziarlo di cuore.

Infine una recensione che ho scovato nell’etere sul portale Storione Saggio, che a Professione sceneggiatore assegna addirittura un “ottimo”. Anche qui, un enorme grazie all’autore.

Alla prossima!

Sergio

Rapalloonia va in Brasile!

Sergio 30th October 2008

E si porta dietro la XXXVI Mostra Internazionale dei Cartoonists e il volume Strisce di Terra e Strisce di Carta - I Fumetti dei Liguri nel Mondo!

Per saperne di più, sbirciate sul portale dell’Associazione Culturale Rapalloonia!, oppure sul suo blog.

Buona sbirciata,

Sergio

PS Un enorme grazie all’amico Julio Schneider!

Mark & Thing, tavola 3

Sergio 3rd October 2008

Cliccando qui potete vedere la terza gag autoconclusiva di Mark & Thing, la serie che sto scrivendo per la rivista DM&C, dedicata al marketing e alla comunicazione d’impresa. A seguire, nel post, come al solito la sceneggiatura. Tra l’altro il disegnatore, Federico Franzò, esordirà tra un mese sulla rivista Mono supportato da un grande sceneggiatore…
Qui, invece, una lusinghiera recensione di Professione sceneggiatore che ho scovato on line, per la quale ringrazio l’autore.
Via con la sceneggiatura!
Sergio

TAVOLA 3
1) Con logo “MARK & THING”.

2) Interno, giorno. Mark, in aula, si rivolge agli alunni. Gli risponde una ragazza carina e brillante (personaggio che forse, in futuro, potrebbe tornarci utile e a cui magari daremo un nome). Il posto di Thing è vuoto, ma ancora l’assenza del gigante non spicca.
Mark- Com’è andata con l’esercizio che vi ho assegnato?
Ragazza- Bene, è stato divertente!

3) Stringiamo su Mark (stranito) e sulla ragazza (preoccupata) in modo che si noti anche il banco di Thing vacante.
Mark- E Thing dov’è? Ne sapete qualcosa?
Ragazza- No… siamo un po’ preoccupati!

4) In PP di quinta dx Mark, sudando freddo e sgranando gli occhi, guarda in MdP (dà quindi le spalle alla classe). Sullo sfondo gli alunni si guardano l’un l’altro preoccupati, mentre la ragazza si rivolge a Mark.
Ragazza- Dato che tende a fraintendere, temiamo possa aver capito male il compito che ci hai dato!

5/6) Stacco. Esterno, giorno. Siamo fuori dal MERCATO COMUNALE (vediamo insegna ben leggibile; c’è anche – se ti ci sta – un po’ di varia umanità da mercato, tipo signore con borse ecc).
Thing, vestito da Sherlock Holmes, impugnando una lente d’ingrandimento, chino a guardare per terra, cammina. Si sta dirigendo verso una bella ragazza con minigonna che, distratta, non si è accorta di lui. Poco distanti, vediamo Mark e la ragazza: lei ha notato Thing e, spaventata, è rimasta a bocca aperta. Mark le si rivolge con freddezza, guardando di quinta verso FC.
Thing- E ora l’indagine di mercato entra nel vivo!
Mark (sottovoce)- Se scappiamo ora, saremo in auto prima che la ragazza inizi a urlare.
FINE

Hulk spacca!

Sergio 21st June 2008

E anche il film L’incredibile Hulk non è niente male.

Prima di parlarne, però, ringrazio Luciano Tamagnini, caporedattore di Fumetto, rivista trimestrale a cura dell’ANAFI (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione): nel suo consueto rubricone finale, nel numero di marzo, Tamagnini scrive una sintetica, ma lusinghiera, recensione di Professione sceneggiatore: “Nel settore più propriamente saggistico [dell’editrice Tunué, n.d.r.] incontriamo un interessante libretto, piccolo di formato, ma grande di contenuti, che Badino ha voluto dedicare a Professione sceneggiatore (euro 4,90)”.

hulk rules

E, dicevo, anche la nuova pellicola che Hollywood ha voluto dedicare al gigante verde, dopo il deludente Hulk di Ang Lee di qualche anno fa, è interessante sotto molti punti di vista. In primis, nonostante si sia deciso di ripartire da zero, con un nuovo cast, un nuovo regista, ecc ecc, non ci si deve sorbire un’altra volta la tiritera di Banner colpito dai raggi gamma e bla bla bla. Come già in altri film tratti da fumetti Marvel (mi viene in mente Spider-Man 2, con le stupende tavole di Alex Ross), le origini sono riassunte durante i titoli di testa, per poi entrare subito nel vivo della storia, con Bruce Banner nascosto in una favela brasiliana, braccato dal generale Ross.
Non so se sia vera o meno la storia di Edward Norton che partecipa alla stesura della sceneggiatura, ma tra il suo Banner e quello di Eric Bana c’è un abisso. Bruce/Norton è un personaggio molto più complesso e sfaccettato, assai più vicino all’interpretazione che ne diede Bill Bixby nella serie con Lou Ferrigno (che anche qui, con l’immancabile Stan Lee, si concede un cameo), e che fin da subito vuole una sola cosa: liberarsi della sua controparte verde. È uno scienziato un po’ sfigatino che desidera soltanto condurre una vita normale, e che a causa del bestione irascibile che si porta dentro non può nemmeno permettersi di fare l’amore (scena, questa, che da sola definisce i problemi di Bruce): il character Banner è ottimamente costruito, e va anche detto - fatto per me positivo - che in questo film si è tentato, riuscendoci, di riprendere a tratti l’atmosfera malinconica del telefilm.
Il personaggio di Hulk è un altro punto a favore del lungometraggio: qui è davvero incazzato, urla e digrigna i denti, le prende di brutto, non si scompone e le dà. Quando compare la prima volta – in una scena che forse strizza l’occhio a quella della chimica Axis nel primo Batman di Burton – non lo si vede praticamente mai per intero, decuplicando la forza dell’apparizione. La lezione dei vecchi film horror (Universal anni ’30 e ’40) e del primo Alien è stata finalmente metabolizzata: mostrare il meno possibile, lasciare spazio all’immaginazione dello spettatore. Poi è chiaro che il pubblico moderno vuole vedere Hulk che fa casino (e alla fine avrà soddisfazione), ma anche la trasformazione di Banner legato al lettino somiglia più a quella di Un Lupo Mannaro Americano a Londra che non – per fortuna! – a quella del film di Ang Lee. C’è poi una scena “intimista” molto ben riuscita, con Hulk e Betty sotto la pioggia e uno spuntone di roccia, per la quale credo si sia attinto allo splendido albo Hulk grigio di Jeph Loeb e Tim Sale, autori già saccheggiati da Christopher Nolan per le loro incursioni batmaniane. Comunque.
Validi anche i comprimari: Betty Ross è una ragazza mossa unicamente dal suo amore per Bruce, ma non è una semplice fanciulla indifesa. Sa tirare fuori la grinta e ha sense of humour, come dimostrano un paio di divertenti siparietti con Norton.
Il generale Ross di William Hurt è una fredda macchina militare, un villain viscido e determinato, caratteristica quest’ultima in comune con Tim Roth/Abominio: in generale tutti i personaggi sono mossi da un’unica, chiara direttiva personale (nel senso che ciascuno ha la propria), ma questo non li rende affatto piatti o bidimensionali.
Insomma, a mio avviso sui personaggi c’è stato un gran lavoro, che si fa sentire parecchio nei primi ¾ del film.
Purtroppo l’ultima parte, con la mega rissa a New York tra Hulk e Abominio, è anche la fase più scontata: se diamo retta ai rumors che sono circolati, sarebbe “colpa” della Marvel, che avrebbe voluto un film più ricco d’azione, contrariamente all’opinione di Norton. Chissà. Tuttavia questo nuovo Hulk alla fine non delude, i tanti lati positivi pesano molto più delle ovvie banalità e degli inevitabili clichè, collocando il film a livello di Iron Man, che non a caso, alla fine, fa una comparsata come Tony Stark, dando il via a quello che sembra essere il filone della continuity e del crossover Marvel cinematografico…
Sergio

Gatto Berio, sceneggiatura striscia 1

Sergio 6th May 2008

Domani sarà pubblicata la seconda strip su Il Secolo XIX: sotto l’immagine trovate la sceneggiatura della prima striscia, uscita mercoledì scorso 30 aprile.
Nel frattempo il noto portale genovese Mentelocale.it si occupa dell’evento, con un articolo dell’inossidabile Stefania “Teardrop”, che ringrazio: click qui per leggerlo, insieme a qualche anteprima relativa alle prossime iniziative di Rapalloonia!
Prima di lasciarvi allo script della strip, vi segnalo che ieri, insieme a Francesco D’Ippolito, ero al DAMS di Imperia per una lezione sul fumetto e sulla comunicazione visiva: un grazie, quindi, al professor Eugenio Buonaccorsi per averci ospitato.
Buona lettura!
Sergio

gatto berio 5

STRISCIA 1
1) Con titolo: “BERIO, GATTO DI BIBLIOTECA”.
Interno, giorno. Berio, inseguito da una bibliotecaria grassoccia e anzianotta (con l’aspetto di zitella amorevole con carenze affettive, personaggio che rivedremo in un’altra striscia), fugge preoccupato.
Bibliotecaria- Vieni qui, Berio, che ti faccio due coccole!
Berio- Oh, no! La strizza-mici!

2) Mentre la bibliotecaria, gioiosa, lo tampina, Berio, con due balzi, s’arrampica su uno scaffale di libri.
Bibliotecaria- Guarda che ti prendo, sai!
Berio- Stai fresca!

3) Dall’alto: Berio osserva dall’alto in basso la bibliotecaria, che se l’è un po’ presa.
Bibliotecaria- Torna giù, birbante!
Berio- Aspetta e spera!

4) Dal basso: la bibliotecaria, borbottando, si allontana dando le spalle a Berio che, flemmatico in cima alla libreria, si lecca.
Bibliotecaria- Cattivone! Ma prima o poi t’acchiappo, vedrai!
Berio- Il capitano Achab diceva lo stesso di Moby Dick…
FINE

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