Ricordando Bonelli
Sergio 21st October 2011
Qualche giorno fa, con Sergio Cofferati, Carlo Chendi e Giancarlo Berardi abbiamo reso omaggio a Sergio Bonelli nella sede della Regione Liguria.
QUI un filmato dell’iniziativa girato da Licia Casali per la redazione video del quotidiano Il Secolo XIX.
Per il numero di novembre della rivista Andersen, in parte dedicato a Sergio Bonelli, ho scritto anch’io un contributo. Adesso vi lascio a quello di Julio Schneider, traduttore e curatore delle testate Bonelli in Brasile, in pubblicazione sul prossimo numero dell’edizione carioca di Julia. Ringrazio Julio per aver voluto condividere anche con noi questo suo ricordo.
Buona lettura,
Sergio
MISTER NO E I “SUSPIROS”
Il lavoro dell’Editore Bonelli io lo conosco da più di quarant’anni, da quando ho cominciato a leggere la favolosa “Storia del West”, pubblicata in Brasile dal 1970 con il mitico (per i brasiliani) titolo “Epopeia-TRI” (TRI sta per trimestrale). Lo sceneggiatore Sergio Bonelli, invece, l’ho cominciato ad apprezzare poco dopo, con “Mister No”. E il più grande di tutti, l’uomo Sergio Bonelli, ha cominciato a far parte della mia vita venticinque anni fa, quando mi son fatto coraggio, ho preso il telefono e gli ho chiesto: “È vero che tu parli portoghese?”. Dopo qualche tempo, l’Editore e sceneggiatore è diventato anche un mio amico e un po’ il mio “capo”, essendo io coinvolto in lavori editoriali per la Casa Editrice brasiliana di Tex, la Mythos, e per la SBE stessa. Il più grande degli onori è stato quello di commissionarmi un piccolo dossier sui fatti, sul panorama economico, storico e geografico del Brasile dei primi anni ‘70, incluso il prezzo della tazzina di caffè, la descrizione delle uniformi dei militari e degli aerei della FAB (la Forza Aerea Brasiliana, dalla quale mi ero congedato), in modo che la fantasia dell’ultima avventura vissuta da Mister No rispettasse il contesto reale. La “paga” per il lavoro? Tutte le sceneggiature originali della lunga saga! Me le ha regalate, con sopra le sue annotazioni, che ancora oggi mi emozionano: “Al disegnatore: vedi i dettagli dell’uniforme nelle descrizioni di Julio”. L’ultima volta che eravamo insieme mi ha tirato le orecchie perché non mi sono presentato al “pranzo sorpresa” che Sergio mi aveva preparato per festeggiare il mio 50° compleanno. Ma, proprio perché sarebbe stata una sorpresa, lui non mi aveva avvisato! Ci rifacemmo a cena, in un ristorante milanese dove le prenotazioni si devono fare con qualche tempo di anticipo… ma al bonario Editore le porte si aprivano facilmente. Una cena coi fiocchi, accompagnata da un vino che non mi sarei mai potuto permettere, completata da un dessert ugualmente speciale: il cameriere ci portò un carrello pieno di cose da far strabuzzare gli occhi, e Sergio gli disse di portare via tutto e chiese un recipiente pieno di “suspiros” (le meringhe, ma lui le chiese con il nome brasiliano) come “quelli che assaporavo nelle stamberghe ai margini delle strade sterrate del Pantanal”!
Pochi giorni dopo, l’ultima chiacchierata davanti alla Casa editrice; di lì a poco io prendevo l’aereo per tornare a casa e lui l’auto per andare a Lucca Comics. Ci salutammo con un abbraccio e un “a presto!”. Quando lo vidi allontanarsi, il cuore mi si strinse, non so perché, e pensai… “Vaya con Diòs, amigo. Quando ci rivedremo ancora?”. Ed è stato in quel momento che ho scattato l’ultima foto di quella visita in Italia. Una foto di Sergio che se ne va…
Julio Schneider, 27 settembre 2011



