Writers Magazine Italia
Sergio 19th November 2007
Gianfranco Staltari, amico ed ex allievo (ma quanto si danno da fare questi ex allievi? Eh, sì, son proprio bravi, di uno già vi avevo parlato, e presto fornirò una classifica completa di nomi e rispettive attività!), mi segnala che è finalmente disponibile il nuovo numero della rivista Writers Magazine Italia, che contiene, tra le altre cose, due corpose interviste sullo scrivere fumetti.
Entrambe sono state realizzate da Gianfranco, che in una colloquia con Diego Cajelli, nell’altra con il sottoscritto.
Si parla anche di Professione sceneggiatore, ma si chiacchiera di tutto e di più. Orsù Gianfranco, intervieni e spiega agli interessati dove trovare la rivista dato che, se non erro, non è distribuita nelle edicole. O sbaglio?
Sul numero di febbraio di WMI è invece prevista una recensione di Professione sceneggiatore, sempre a opera del buon Gianfra.
In chiusura, vi lascio con la seconda parte dell’intervento in tre atti (per ora) by Carlo Chendi. Buona lettura e buon appetito! ![]()
Sergio
LO SCENEGGIATORE, QUESTO SCONOSCIUTO
di Carlo Chendi
2° puntata
A molti sceneggiatori, specialmente quando lavorano per personaggi seriali, può capitare di avere in ballo, contemporaneamente, più di una storia.
Tiziano Sclavi, quando ancora scriveva tutte le storie di Dylan Dog, mi aveva raccontato che, dovendo rifornire di pagine da disegnare parecchi autori, portava avanti otto sceneggiature alla volta. Premesso che di tutte aveva le trame scritte, sceneggiava dieci pagine per un disegnatore e gliele mandava, poi magari ne faceva otto per un altro, e così via finché tutti i disegnatori finivano le storie, poi ovviamente ricominciava con altre otto trame…
In un’intervista a una rivista francese, Alberto (nessun errore, si chiama proprio Alberto dato che è nato italiano) Uderzo racconta che, quando disegnava Tanguy et Laverdure, le sceneggiature gliele faceva J.M. Charlier. Charlier, per storie di 40 o più pagine, gli passava, che so, cinque pagine, finite le quali Uderzo gli telefonava e gli diceva: “Ho finito tutto, non ho più niente da fare”. Allora Charlier, provvisoriamente, in attesa di un altro pezzo di sceneggiatura, gli dettava una pagina per telefono, così intanto poteva andare avanti.
Ai tempi dello Studio Bierreci, pressappoco mi comportavo così anch’io. Facevo storie di Pepito per Bottaro, Tore Scoccia per Rebuffi, Baldo per Guido Scala, Disney per G.B. Carpi, Lampo per De Sogus… Così anch’io davo quattro pagine a Bottaro, sei a Rebuffi, due a Scala, eccetera. Io abitavo al primo piano di un palazzo, Bottaro al quinto. Ogni tanto scendeva e mi diceva: ho finito le pagine… Così dovevo scrivergliene di corsa due o tre perché potesse continuare a lavorare!
Più tardi, con l’arrivo del fax, mandavo pagine con quel mezzo a tutti quelli a cui scrivevo storie. È capitato anche con Cavazzano.
Anche Giancarlo Berardi rifornisce (non più per fax, ma via internet) una decina di disegnatori alla volta, un po’ di pagine a uno, un po’ a un altro (che magari si trova in Argentina).
Non capita così solo nei fumetti, anche al cinema. Billy Wilder, nella grande intervista che ha concesso a Cameron Crowe (Conversazioni con Billy Wilder, Adelphi Editore), racconta che capitava spesso, mentre girava un film, di avere pagine di sceneggiatura solo per quel giorno. Poi alla sera, e anche un po’ di notte, scriveva un altro pezzo di sceneggiatura che avrebbe girato l’indomani.
Nel film Effetto Notte c’è una scena in cui François Truffaut alla sera rientra presto in albergo perché durante la notte deve riscrivere le scene che gireranno il giorno dopo.
Moraldo Rossi, per un certo periodo aiuto regista di Fellini, ricorda (nel libro Fellini & Rossi, il sesto vitellone, Le Mani Editore) che il grande regista, dopo un giorno di lavoro, alla sera consegnava la sceneggiatura a Pier Paolo Pasolini perché, durante le notte, riscrivesse i dialoghi delle scene da girare l’indomani.
È chiaro che ci si può comportare in questo modo solo avendo di tutte le storie solide trame già fatte.
Nel mio caso: ogni volta che ciascuno di questi disegnatori finiva una storia, SEMPRE mi dava le pagine disegnate. Se durante la lavorazione il disegnatore aveva fatto qualche cambiamento, io riscrivevo i dialoghi adattandoli alle nuove situazioni o espressioni, accorciavo i dialoghi se non stavano nel balloon, eccetera; poi si consegnava la storia finita all’editore.
Va da sé che, quando facevo storie per Topolino o per altri editori, tedeschi o francesi, non sapevo a chi sarebbero state affidate dal direttore, così ero costretto a mandare la sceneggiatura completa e finita (non mandavo mai le trame all’approvazione).
(Fine della II puntata. Continua).
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Ma Writers Magazine si trova in edicola o mi tocca ravattare nelle librerie?
Bella Gianfra cmq!
Interessantissimi e illuminanti questi interventi del maestro Chendi. Comunque il fatto di aver inventato OK Quack è già abbastanza per averlo nel cuore!
Attendo con trepidazione la terza parte!
A presto Serpico!
Giorgio
Eccomi! Grazie Sergio e grazie Dave.
Allora la WMI è una rivista che può essere acquistata online all’indirizzo http://www.delosstore.it/delosbooks/scheda.php?id=25880.
In questo numero potete trovare, oltre a un sacco di consigli sulla scrittua a 360 gradi, anche un’intervista al grande Alan D.Altieri.
L’editore è Delos Books che ha nel suo catalogo un gran numero di titoli interessanti, a mio parere.
A presto,
Gianfranco
Dimenticavo, per chiarezza. La rivista è acquistabile solo online.
Non è distribuita in libreria o edicola.
Saluti.
g
Imperdibili questi racconti di Carlo Chendi!
Grazie Sergio di condividerli con noi.
Aspetto con trepidazione il terzo, sperando che il maestro continui anche in seguito a scrivere e a raccontarsi su queste pagine.
Ciao!
[...] potrete trovare due interviste fatte dal sottoscritto a Sergio Badino e Diego Cajelli sulla professione dello scrivere fumetti e dei consigli utili per approciare questa [...]