Analisi di Batman Begins
Sergio 12th November 2007
Prima d’iniziare, voglio segnalare il film Elizabeth – The Golden Age, attualmente nelle sale, sèguito di Elizabeth (1998): lo consiglio a tutti come esempio di sceneggiatura.
Questo sequel riprende e prosegue gli eventi narrati nel primo film, aggiungendo qualcosa in più alla psicologia della sovrana Tudor, che viene presentata sì come forte donna di potere, ma anche e soprattutto come fragile persona, soggetta alle umane pulsioni come noi tutti. Gli sceneggiatori (coadiuvati di certo anche dall’interpretazione di Cate Blanchett) confezionano un ottimo prodotto, forse superiore all’opera originale che, con quel finale che strizza l’occhio a Il Padrino, resta comunque di ottimo livello: la fusione tra Storia e fiction è talmente ben orchestrata che lo spettatore non può fare a meno di chiedersi dove finisca una e dove inizi l’altra.
Va poi detto a merito degli autori dei due film che anche i personaggi secondari sono trattati con il dovuto rispetto: non sono semplici figure utili solo a fare da contorno alla protagonista, ma hanno storie, vite e motivazioni proprie. Uno su tutti, il consigliere interpretato da Geoffrey Rush. Insomma, un film storico, una vita romanzata, ma con grande maestria.
Batman begins: lo vidi la prima volta al cinema, quando uscì, e la seconda in tv, qualche sera fa. Ero indeciso se rivederlo o meno, prima di parlarne. Alla fine ho optato per il no, anche per cercare di darne un’analisi sintetica, per quanto completa.
L’idea: non è male, ed è quella di raccontare le origini del personaggio dopo che negli ultimi 15 anni si sono scritte e disegnate decine di storie a fumetti sull’argomento. Christopher Nolan, regista e cosceneggiatore, decide di fare un frullato di un bel po’ di saghe sul Cavaliere Oscuro, a cominciare da quelle scritte da Jeph Loeb e disegnate da Tim Sale (entrambi tra le file di Heroes: il primo è produttore esecutivo, mentre del secondo sono i disegni che si vedono nel corso delle puntate), ovvero The Long Halloween e Dark Victory. C’è poi un po’ di Knightfall (la saga in cui Batman finisce sulla sedia a rotelle) e una spruzzata di Denny O’Neil e Neal Adams, con l’introduzione del personaggio di Ra’s Al Ghul.
Riguardo a quest’ultimo, le buone intenzioni si fermano qui: sebbene Liam Neeson risulti anche somigliante al character dei fumetti, tutto il fascino che scaturiva da questo personaggio nei comics, nel film è assente. Ci viene consegnato un semplice terrorista, che vuole distruggere Gotham City (ma perché, poi? Perché non Dallas? O Washington? O Busalla?): non dirò di più, perché vi consiglio caldamente di recuperare gli albi dei due autori sopraccitati per scoprire uno degli antagonisti batmaniani più carismatici. Carisma che invece non traspare dalla pellicola, né dall’interpretazione di Neeson: una delle prime regole – quella secondo cui un protagonista per risaltare ha bisogno di un valido antagonista – scompare in una nuvola di fumo.
Risulta più convincente la figura dello Spaventapasseri, incarnato da Cyllian Murphy: peccato che sia il cattivo di serie B del film, e che le sue comparsate coprano una piccola parte del metraggio totale. La sfida tra Batman e Scarecrow si riduce alla fine a tre momenti: 1) lo Spaventapasseri avvelena Batman – che non ne è a conoscenza – con il suo gas allucinogeno. 2) Batman, in preda ai deliri, trova in Lucius Fox (Morgan Freeman, ex “Dio” di Jim Carrey, qui una sorta di “Mr. Q” batmaniano, o meglio, un deus ex machina bello e buono) la soluzione al problema: un antidoto. 3) Batman, con l’antidoto in corpo, ferma lo Spaventapasseri, risolvendo in (forse) un quarto d’ora di film ben 50 anni di battaglie nei fumetti!
Non ricordo come si chiamasse il personaggio interpretato da Kathy Holmes, ma poco importa. È del tutto inutile. Perché ce l’hanno messo? Non ne ho idea. O meglio, forse una ce l’ho: la produzione – si tende sempre a dare la colpa ai produttori, ma spero stavolta sia vero – voleva una storia d’amore, e ha costretto Nolan a inserirla. Non vedo altre possibili spiegazioni. Poteva essere l’occasione, visto che a quanto pare nella storia serviva un avvocato, per iniziare a introdurre Harvey Dent, che poi, in qualche prossimo film, diverrà Due Facce, invece hanno puntato su questa insipida figura femminile, che nulla ha a che fare con il mondo dei fumetti: è uno dei pochi character dell’universo batmaniano di celluloide a essere inventato di sana pianta. E a essere ceffato brutalmente. Aveva perfino più senso Chase Meridian, con il volto e le curve di Nicole Kidman, in Batman Forever (1995).
Invece Christian Bale (Bruce Wayne/Batman) risulta credibile, forse il migliore dopo Michael Keaton, a parte la voce che ha quando è Batman (ma qui forse bisogna ringraziare il doppiaggio italiano? Non so, non ho visto il film in lingua originale).
Gordon: speravo che farlo interpretare da un attore di stazza come Gary Oldman servisse a farlo diventare finalmente il comprimario di spessore a cui ci aveva abituato Frank Miller. L’ho sperato fino all’ultimo – vedi il discorso fatto sopra circa i personaggi secondari in Elizabeth – ancor più quando ho visto la scena in cui Batman va a trovare Gordon a casa sua, e si capisce che il futuro commissario ha una famiglia. Poi tutto precipita: nel finale, il nostro diventa macchietta, guidando la Batmobile, accostandosi allo stile di Joel Schumacher in Batman & Robin (1998).
Alfred (Sir Michael Caine): giudizio positivo.
La storia: l’idea che mi sono fatto, alla fin fine, è che ci sia troppa roba, troppa carne al fuoco, troppi personaggi. Per spiegare alcune cose, si sono trovati costretti a scrivere scene eccessive, quasi allegoriche, come quella in cui Bruce va nel locale in cui, seduto a cena, c’è il gotha di Gotham City: giudici, assessori, e mafiosi. Qui il capomafia cittadino (Falcone se non erro, un gioco di nomi infelice per noi italiani) punta perfino una pistola al volto di Bruce, davanti a tutti! Non l’ho trovata una sequenza particolarmente raffinata.
Altre chicche negative sono gli spiegoni forzati che ci troviamo ad ascoltare mescolati per niente bene in mezzo a certi dialoghi. Per esempio: una delle prime volte che Bruce e Lucius parlano, ci viene data l’informazione che nella Wayne Tower sono convogliate le centraline di controllo idriche ed elettriche della città. Quando ho sentito questa cosa, completamente slegata dal contesto del quale i due stanno chiacchierando, ho sentito puzza di bruciato: “Stai a vedere” ho pensato “che quest’informazione sulla Wayne Tower servirà allo spettatore in futuro”. Detto fatto: alla fine è lì che si svolge lo scontro finale, è quello l’obiettivo dei terroristi. Potevano esserci mille modi per darci quest’informazione: chiunque abbia un minimo di dimestichezza si accorge che quella fondamentale battuta è del tutto slegata dal contesto, e serve solo a dare un’imbeccata allo spettatore.
Mi sono dilungato fin troppo. Avrei ancora un sacco di cose da dire in merito, ma mi fermo qui. Un’ultima annotazione sui sobborghi di Gotham City, che sembrano più che altro i bassifondi di Bombay o le favelas brasiliane. Sorvoliamo, e speriamo che nel prossimo The Dark Knight Nolan & co. sappiano fare di meglio.
Per non fare la figura del solo disfattista, consiglio The Prestige a chi non l’avesse visto: un buon film, ottimamente sceneggiato, sempre di Nolan, uscito lo scorso anno. Ma di questo parleremo – anf! – la prossima volta.
Sergio


Caro Sergio, sono bene o male d’accordo con la tua analisi di Batman Begins. Sarà perché mi sono esaltato con il capolavoro “Memento”, ma da Nolan mi aspettavo qualcosa di più. Se ci si astrae da questa aspettativa, però, e lo si guarda come film “hollywoodiano”, devo dire che il film non è male, soprattutto se paragonato a pellicole come “X-Men”.
In sostanza, è un film che da semplice spettatore mi ha divertito abbastanza, dal punto di vista dell’avventura pura, anche se effettivamente ho trovato un po’ pretestuose alcune scene, tipo alcune che riguardano il “deus ex machina” Lucius, o altre scene un po’ “retoriche” che riguardano la (fin troppo) lunga parte iniziale tibetana, o certi dialoghi con la Holmes (che fra l’altro non trovo nemmeno così bella e perfino un po’ antipatica).
Trovo però azzeccate certe scene in cui la Holmes non riesce a comprendere il comportamento del suo “oscuro” amato, in cui si saranno sicuramente immedesimati gli adolescenti, e soprattutto la motivazione generale del “villain”: la distruzione di un’umanità ormai malata e corrotta (correggetemi se sbaglio, l’ho visto una sola volta anni fa). Una specie di folle utopia che dal punto di vista della logica pura non trova contradditorio, ma che dal punto di vista “umano” è terrificante. La mentalità, l’utopia, perfino la modalità di esecuzione della “condanna” (con un grande mezzo di trasporto contro un grattacielo), tutto fa pensare al terrorismo che purtroppo ben conosciamo, e in questo ho trovato il film molto azzeccato.
In sostanza, un’ottima idea per un film che poteva essere un capolavoro e invece è solo un film “divertente”.
Ciao!
Giorgio
Come ben ricordi anche io rimasi deluso dalla visione del film, bene o male per gli stessi appunti che hai fatto tu sulla sceneggiatura che non convince appieno, e tralasciando poi le differenze con il canone fumettistico che ci porterebbe a discorsi più da fan che da spettatore.
Recente l’ho rivisto in originale e devo dire che la prestazione di Bale ne guadagna: il suo lavoro su una doppia voce a seconda che sia Wayne o Batman in scena risulta credibile.
In compenso ho notato una cosa di cui mi piacerebbe avere una tua opinione:
quando Bruce incontra Ducard/Ra’s per la prima volta in carcere, accetta di seguire il suo suggerimento di cercare il monastero della Lega delle ombre e Bruce accetta.
Ora, parlando dal punto di vista del film e basta, il fatto che Bruce accetti il suggerimento di un perfetto sconosciuto conosciuto in una galera da incubo inculata in mezzo al Buthan, non è un po’ buttato li?
Perché se è vero che il rapporto tra i due bene o male cresce nelle sequenza successive in qualcosa di vagamente simile a un rapporto padre-figlio, al primo incontro Ducard è un perfetto sconosciuto.
In caso non ti ricordassi bene la sequenza sappi che ho il dvd da poterti prestare. Il film è quel che è ma gli speciali, da bat-fan, non sono malvagi.
Ciao!
Accetto l’offerta del prestito, perché non ricordo alla perfezione la dinamica del primo incontro. Se è come dici, hai senz’altro ragione.
Torno un attimo sul discorso “da fan”: ho citato il fumetto perché nel film mi sembra nominato a sproposito. Mi spiego: so bene che nei film tratti da comics, ma anche da libri, non si può mai rispettare appieno l’opera originale e, restando sul primo Batman di Burton, nella mitologia classica del fumetto non è Joker a uccidere i genitori di Bruce. Eppure il personaggio incarnato da Nicholson è Joker a tutti gli effetti, mentre quello interpretato da Neeson, di Ra’s Al Ghul ha solo il nome. Dove sta il pozzo di Lazzaro? Dov’è la figlia Talia? Senza queste caratteristiche, quel personaggio poteva anche chiamarsi Il Golosastro, e andava bene lo stesso. Visto che lo citi, tiro in ballo anche Ducard: nei fumetti è uno dei primi mentori del giovane Bruce, mentre qui non è altro che un falso nome di Ra’s Al Neeson. Ora, se era tanto per citare un nome che qualche lettore avrebbe ricordato dai fumetti, tanto valeva dargliene un altro, dato che con il personaggio, anche qui, non ci azzecca nulla. In questo film ho avuto la netta impressione che abbiano voluto infilare quanti più richiami al fumetto possibili, ma poi in fondo chissenefrega se è solo così tanto per fare.
Io cito ancora Burton: nel suo secondo bat-film, il Pinguino non era quello dei fumetti. Eppure, cacchio, che personaggio! Tant’è vero che da allora tutti - dai comics alla serie animata - hanno ripreso la caratterizzazione del personaggio data dal regista di Burbank (e da Danny De Vito) in Batman - Il Ritorno.
Sergio
[...] film. Soprattutto dopo le considerazioni legate a Batman Begins (in parte mie, in parte grazie a preziosi spunti di riflessione), e il sapore dolce-amaro che ha lasciato in bocca, per via di una serie di ottimi aspetti che non [...]
[...] le speciali caratteristiche della Batmobile. Il regista Christopher è cresciuto rispetto a Batman Begins, che non mi era piaciuto, forse grazie anche a un capolavoro-palestra realizzato nel frattempo, The [...]