ciao Gianni e grazie
l’ultimo ad andarsene, in ordine d tempo, è stato “il senatore”, lui, Gianni Basso. Riuscii ad incontrarlo un anno fa, al Teatro Civico di Spezia, invitato dall’amico Matteo Piazza. Stava male, ma non si risparmiava. Non si negò neppure ad un rompiballe che lo avvicinò dopo le prove, per fargli qualche domanda sul Jazz degli anni 50/60, sui locali, sulla vita, sulla carriera. E lui, con l’immancabile berretto, mi disse “vieni, siediti qua”. Seduto in platea, di fianco a questo monumento della musica italiana, registrai la conversazione, utile per il romanzo. Adoro star ad ascoltare storie, sin da ragazzo. Ero ipnotizzato dagli aneddoti su Sonny Stitt, Lee Konitz, Gillespie e tanti altri. “Ecco l’incarnazione del mio Gietz!” mi sono detto, quell’uomo incarnava quello che andavo a raccontare insieme ad Hannes. Saluti Gianni, grazie della tua gentilezza, disponibilità e della tua immensa classe.

















