Ma cosa avrà provato….?

Postato da Andrea Campanella il 20 Feb 2010 | Altro

Avevo molta carne al fuoco e non è detto che sia sempre una buona cosa, anzi. Giètz copre 20 anni di Storia, del 1944 al ‘64, un periodo “lunghissimo” per il paese, carico di trasformazioni profonde ed importanti. La nostra storia parla di musica si, ma anche di amore, di riscatto, di coraggio, di passione, insomma è una storia profondamente mediterranea ed italiana. C’è la musica italiana, il cinema italiano, la provincia italiana, gli artisti più noti e quelli che nessuno ricorda più. Ho un debole per questi ultimi, per le storie che finiscono nelle pieghe della Storia, mi piace raccontarle. Tutti conoscono la storia di Miles Davis  di John Coltrane o di Van Gogh, di Fausto Coppi. Nessuno conosce la vita di Bruno Visintin, grande boxeur, oppure quella di Nicola Bertini, incarnazione di tanti jazzisti misconosciuti ma bravissimi. Mi sono sempre chiesto, e forse proprio li è nata l’dea di Gietz! : ” ma cosa avrà provato il ragazzino che suonava la tromba nella banda cittadina, che in quella notte di maggio del 1950 stava seduto sulla poltrona di legno del teatro Monteverdi, nel momento in cui si è trovato davanti  Duke Ellington e la sua orchestra ?”.

Nessun commento per ora

Jazz Friday: Gietz tutorials pt.1: matite

Postato da Hannes Pasqualini il 10 Feb 2010 | Dietro le quinte

Come promesso, comincio oggi una piccola serie di tutorials che prendono spunto dal mio lavoro su Gietz! per spiegare un paio delle tecniche che uso per semplificarmi il lavoro. In questa prima parte daremo un occhiata a come realizzo le matite per i miei fumetti. Ovviamente questo è solo un resoconto su come lavoro io, e non ha la pretesa di spiegare come “si fanno” queste cose. Spero comunque che possiate trovare qualche spunto interessante da usare nel vostro lavoro.

1) Le matite digitali

Da un po’ di tempo non uso più una matita “reale” per preparare le tavole, ma lavoro direttamente in photoshop con la tavoletta grafica (che nel mio caso è una Wacom Intuos 3). Generalmente duplico il documento lavorando da un lato su di una versione “zoomata” dove posso curare meglio i particolari e tenendo l’altra per poter comunque vedere il lavoro nel suo complesso (e non perdermi troppo in suddetti dettagli).

all_divided

Lavorare direttamente in digitale offre diversi vantaggi: posso spostare, ingrandire, rimpicciolire e duplicare vignette o parti di esse. Inoltre posso già inserire il lettering e così avere più controllo sulla composizione e usare lo spazio in maniera più efficiente.

2) Il giusto pennello

In teoria si potrebbe disegnare con uno dei pennelli standard di PS usando un colore grigio. Personalmente mi piace avere un effetto più “analogico” per cui mi sono creato un pennello custom. Come punto di partenza ho usato uno dei pennelli campionati (con una struttura un po’ granulosa) presenti di default e ne ho modificato alcune proprietà.

finestra

Prima di tutto la dimensione del pennello non deve essere troppo grande, 3px generalmente vanno bene per una matita. Per avere un tratto più espressivo, ma anche più flessibile ho associato la pressione della penna alla dimensione del pennello e alla sua opacità. Mentre la dimensione varia solo del 10%, il settaggio dell’opacità è al 50%. Questo è importante perché così si può cominciare con delle linee molto chiare e man mano andare a definire il disegno con tratti più forti. Ho settato inoltre il pennello in modalità “brucia lineare” con 70% di opacità per avere un maggior effetto “scurimento” sulle linee sovrapposte.

Ovviamente qui è tutto molto soggettivo, la cosa migliore è sperimentare un po’ con i settaggi e vedere quali funzionano meglio. Ci sono anche molti pennelli scaricabili gratuitamente dal web, alcuni molto belli li trovate a questo link qui: creativemac.digitalmedianet.com

3) Stampare le matite

Sebbene io mi trovi molto bene a lavorare con la tavoletta in questa prima fase di lavoro, le chine continuo a farle in modo tradizionale, con un pennello vero, su carta. Per questo, una volta soddisfatto delle matite, mi stampo il tutto su l cartoncino dando al disegno un tono ciano al 100% (che rende la chinatura più semplice ed evita problemi in fase di scansione).

colori2Per prima cosa, controllo che il colore di sfondo sia il bianco e apro il pannello “canali” di PS. Qui seleziono tutti i canali tranne il ciano, con control + A (o command + A su Mac OS) estendo la selezione a tutto il documento, poi premo CANC per cancellare il contenuto dei canali selezionati.

channels2IMPORTANTE: se usate questa tecnica non cancellate i canali, ma solo il loro contenuto, il risultato dovrebbe essere più o meno questo (notate, le thumbnail dei canali sono completamente bianche):

cancelledA questo punto la mia tavola ha più o meno questo aspetto qui, e posso stamparla. Normalmente devo anche aggiustare in attimino il tono, schiarendo il tutto con il controllo livelli ,altrimenti  in stampa diventa troppo scuro, ma questo varia molto da stampante a stampante.

cianoPer oggi è tutto, a settimana prossima con la seconda parte del tutorial: chinare la tavola.

Nessun commento per ora

Jazz Friday: dallo storyboard alla pagina

Postato da Hannes Pasqualini il 28 Gen 2010 | Bozze e schizzi, Dietro le quinte

Oggi Jazz Friday vi ritorna con un po’ di making of. Eccovi uno step-by-step di pagina 7 di Gietz!

storyboard

Step 1: ogni pagina che disegno generalmente nasce come storyboard. Minuscolo e criptico. Questo mi serve principalmente a sistemare le vignette. Mi capita di disegnarli anche diverse volte fino a raggiungere un risultato che mi sembra accettabile.
matiteStep 2: le matite. Fino ad un po’ di tempo fa disegnavo ancora tutto in modo analogico con una matita vera. Ora preferisco fare tutto direttamente al computer con la tavoletta grafica. In questo modo sono più flessibile e posso spostare, copiare, incollare e correggere.

scan002Step 3: studiare le luci. Quando una pagina è un po’ più complessa mi stampo le matite e faccio qualche prova. Generalmente ci si mette di meno a fare quattro di queste che a richinare tutta una tavola.

chineStep 4: inchiostrare la pagina. Normalmente mi stampo le matite in ciano sul cartoncino da disegno, poi ripasso tutto con un Pentel Pocket Brush (farò prossimamente un tutorial a riguardo). Prima o poi troverò degli errori nella tavola e ridisegnerò alcune parti. Per questo la tavola chinata qui sopra è diversa dalle matite.

final

Step 5: scansionare, aggiungere un mezzotono in Phtotoshop e fare il lettering. Per Gietz! ho deciso di stampare con un inchiostro marrone al posto del solito nero. Il risultato finale dovrebbe essere più o meno questo.

Un commento per ora

rush finale

Postato da Andrea Campanella il 25 Dic 2009 | Tutto Gietz

Bene, siamo arrivati in dirittura d’arrivo. L’alba del nuovo anno vedrà il “fine corsa” del nostro amato Graphic Novel (novella grafica, romanzo a fumetti, fate voi).

E’ stata un’esperienza esaltante, condotta a braccetto con Hannes, il “compare” di sempre, con il quale mi intendo a meraviglia e che voglio ringraziare per lo splendido lavoro. Ormai siamo due ragazzi degli anni 50 “ad honorem”!

Sulle tempistiche di uscita rimando tutto alla nostra casa editrice, Tunué, che ringrazio per la pazienza, il sostegno, il coinvolgimento.

Lavorare a  GIETZ! mi ha dato modo di entrare in contatto e conoscere persone appassionate, entusiaste del progetto, musicisti che si sono resi disponibili a raccontare, dare consigli. Un apporto preziosissimo per il quale ringrazio infinitamente.

Ovviamente il nostro viaggio su queste pagine non  finisce qui, continuate a seguirci

A proposito Auguroni, è Natale !!!!

Nessun commento per ora

Making of Gietz

Postato da Hannes Pasqualini il 01 Dic 2009 | Dietro le quinte



Nessun commento per ora

ciao Gianni e grazie

Postato da Andrea Campanella il 31 Ott 2009 | Dietro le quinte

l’ultimo ad andarsene, in ordine d tempo, è stato “il senatore”, lui, Gianni Basso. Riuscii ad incontrarlo un anno fa, al Teatro Civico di Spezia, invitato dall’amico Matteo Piazza. Stava male, ma non si risparmiava. Non si negò neppure ad un rompiballe che lo avvicinò dopo le prove, per fargli qualche domanda sul Jazz degli anni 50/60, sui locali, sulla vita, sulla carriera. E lui, con l’immancabile berretto, mi disse “vieni, siediti qua”. Seduto in platea, di fianco a questo monumento della musica italiana, registrai la conversazione, utile per il romanzo. Adoro star ad ascoltare storie, sin da ragazzo. Ero ipnotizzato dagli aneddoti su Sonny Stitt, Lee Konitz, Gillespie e tanti altri. “Ecco l’incarnazione del mio Gietz!” mi sono detto, quell’uomo incarnava quello che andavo a raccontare insieme ad Hannes. Saluti Gianni, grazie della tua gentilezza, disponibilità e della tua immensa classe.

Un commento per ora

Gietz preview: i luoghi

Postato da Hannes Pasqualini il 29 Ott 2009 | Altro



Nessun commento per ora

Evoluzioni di una tavola

Postato da Hannes Pasqualini il 19 Lug 2009 | Dietro le quinte

Ultimamente mi capita spesso di dire alla gente: “eh… sto lavorando ad un nuovo progetto… un progetto sul Jazz in Italia negli anni 50″. Solo che il progetto è tutt’altro che nuovo per me, anzi. È passato molto tempo da quando ho disegnato le prime tavole di prova, ora è bello poi prendere in mano queste pagine, nate a circa un anno di distanza tra di loro e vedere le differenze, le evoluzioni ecc…

Prima versione, circa 2006 (queste le avevo fatte mentre stavo ancora disegnando Round and Round)

Seconda versione, realizzata nel 2007 per farci un piccolo promo con cui convincere un editore a pubblicare il progetto, cosa che ha funzionato abbastanza bene direi )

Terza versione, quella speriamo definitiva…

Nessun commento per ora

suonare meno

Postato da Andrea Campanella il 16 Lug 2009 | Altro

 

« Ai tempi del bebop, tutti suonavano velocissimi. Ma a me non è mai piaciuto suonare tutte quelle scale su e giù. Ho sempre cercato di suonare le note più importanti di ogni accordo, per sottolinearle. Sentivo gli altri musicisti suonare tutte quelle scale e quelle note, e mai niente che valesse la pena di ricordare. » (Miles Davis)

Cosa sarebbe stato il jazz senza Miles Davis?

Come dire cosa sarebbe stato il calcio senza l’Olanda di Johann Crujiff.

Davis nel 1949 se ne esce con una incisione tanto innovativa quanto anti commerciale. Birth of the cool segna l’inizio di un movimento ma anche il distacco da un certo modo di suonare e pensare il jazz. Suonare gomito a gomito con Bird aveva maturato Miles e lo aveva spinto a cercare un suo modo di suonare. Il percorso  lo porterà al capolavoro “Kind of blue”.

Gietz! copre un periodo analogo, cerca di fotografare quel periodo in Italia, dove tutto arrivava con gran ritardo. La storia musicale del nostro paese è spesso andata al traino di quel che succedeva in giro per il mondo (USA, GB, Francia), almeno da quando è finita la grande stagione della musica napoletana.

In Italia dobbiamo ringraziare uomini come Gorni Kramer, Lelio Luttazzi, Natalino Otto, Armando Trovajoli, Piero Piccioni, Sellani, Cerri, Piero Umiliani.

E Miles in Italia arrivò, ed era il 1964

Nessun commento per ora

Personaggi, prime bozze

Postato da Hannes Pasqualini il 10 Lug 2009 | Bozze e schizzi

Quante volte avrò disegnato e ridisegnato i personaggi di Gietz? Centinaia di volte, credo. Questi che seguono sono i primi schizzi fatti per i tre personaggi principali del fumetto: Nico (il protagonista), Maria (la sua amata) e Battini (il suo maestro degli inizi). Queste bozze sono talmente vecchie che Maria ancora si chiamava Anna…

Nessun commento per ora

« Prec - Succ »