ciao Gianni e grazie

Postato da Andrea Campanella il 31 Ott 2009 | Dietro le quinte

l’ultimo ad andarsene, in ordine d tempo, è stato “il senatore”, lui, Gianni Basso. Riuscii ad incontrarlo un anno fa, al Teatro Civico di Spezia, invitato dall’amico Matteo Piazza. Stava male, ma non si risparmiava. Non si negò neppure ad un rompiballe che lo avvicinò dopo le prove, per fargli qualche domanda sul Jazz degli anni 50/60, sui locali, sulla vita, sulla carriera. E lui, con l’immancabile berretto, mi disse “vieni, siediti qua”. Seduto in platea, di fianco a questo monumento della musica italiana, registrai la conversazione, utile per il romanzo. Adoro star ad ascoltare storie, sin da ragazzo. Ero ipnotizzato dagli aneddoti su Sonny Stitt, Lee Konitz, Gillespie e tanti altri. “Ecco l’incarnazione del mio Gietz!” mi sono detto, quell’uomo incarnava quello che andavo a raccontare insieme ad Hannes. Saluti Gianni, grazie della tua gentilezza, disponibilità e della tua immensa classe.

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Gietz preview: i luoghi

Postato da Hannes Pasqualini il 29 Ott 2009 | Altro



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Evoluzioni di una tavola

Postato da Hannes Pasqualini il 19 Lug 2009 | Dietro le quinte

Ultimamente mi capita spesso di dire alla gente: “eh… sto lavorando ad un nuovo progetto… un progetto sul Jazz in Italia negli anni 50″. Solo che il progetto è tutt’altro che nuovo per me, anzi. È passato molto tempo da quando ho disegnato le prime tavole di prova, ora è bello poi prendere in mano queste pagine, nate a circa un anno di distanza tra di loro e vedere le differenze, le evoluzioni ecc…

Prima versione, circa 2006 (queste le avevo fatte mentre stavo ancora disegnando Round and Round)

Seconda versione, realizzata nel 2007 per farci un piccolo promo con cui convincere un editore a pubblicare il progetto, cosa che ha funzionato abbastanza bene direi )

Terza versione, quella speriamo definitiva…

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suonare meno

Postato da Andrea Campanella il 16 Lug 2009 | Altro

 

« Ai tempi del bebop, tutti suonavano velocissimi. Ma a me non è mai piaciuto suonare tutte quelle scale su e giù. Ho sempre cercato di suonare le note più importanti di ogni accordo, per sottolinearle. Sentivo gli altri musicisti suonare tutte quelle scale e quelle note, e mai niente che valesse la pena di ricordare. » (Miles Davis)

Cosa sarebbe stato il jazz senza Miles Davis?

Come dire cosa sarebbe stato il calcio senza l’Olanda di Johann Crujiff.

Davis nel 1949 se ne esce con una incisione tanto innovativa quanto anti commerciale. Birth of the cool segna l’inizio di un movimento ma anche il distacco da un certo modo di suonare e pensare il jazz. Suonare gomito a gomito con Bird aveva maturato Miles e lo aveva spinto a cercare un suo modo di suonare. Il percorso  lo porterà al capolavoro “Kind of blue”.

Gietz! copre un periodo analogo, cerca di fotografare quel periodo in Italia, dove tutto arrivava con gran ritardo. La storia musicale del nostro paese è spesso andata al traino di quel che succedeva in giro per il mondo (USA, GB, Francia), almeno da quando è finita la grande stagione della musica napoletana.

In Italia dobbiamo ringraziare uomini come Gorni Kramer, Lelio Luttazzi, Natalino Otto, Armando Trovajoli, Piero Piccioni, Sellani, Cerri, Piero Umiliani.

E Miles in Italia arrivò, ed era il 1964

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Personaggi, prime bozze

Postato da Hannes Pasqualini il 10 Lug 2009 | Bozze e schizzi

Quante volte avrò disegnato e ridisegnato i personaggi di Gietz? Centinaia di volte, credo. Questi che seguono sono i primi schizzi fatti per i tre personaggi principali del fumetto: Nico (il protagonista), Maria (la sua amata) e Battini (il suo maestro degli inizi). Queste bozze sono talmente vecchie che Maria ancora si chiamava Anna…

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devo dire un titolo? Uno solo?

Postato da Andrea Campanella il 31 Mag 2009 | Altro

 

 

 

Quando si parla tra amici fumettisti e non e mi chiedono che sto facendo, alla risposta “un romanzo a fumetti sul jazz” scatta, tra le molte , la fatidica domanda che riguarda i gusti personali. restringendo il campo si arriva agli interpreti e al titolo della ballad preferita. ” Ma un titolo solo?” butto là, stando al gioco.

E’ davvero dura, però è vero che nel fondo il tuo pezzo preferito ce l’hai. il mio è “You never entered my mind” di Rodgers and Hart, nell’esecuzione di Davis, anno domini 1959, con Trane, al piano il grande Red Garland ,Paul Chambers e Philly Joe Jones come ritmica.

 

ve la posto qui sotto

http://www.youtube.com/watch?v=0xY54eFJjDI

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Gli anni 50

Postato da Hannes Pasqualini il 16 Mag 2009 | Altro

Gli anni 50 sono certamente un periodo molto interessante da disegnare, c’è una forte carica drammatica in nelle atmosfere di quegli anni.

Ai tempi di Round and Round avevo realizzato diversi schizzi di ambientazioni anni 50, materiale che ovviamente è servito poi come base per Gietz.

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Gietzisti, prime bozze

Postato da Hannes Pasqualini il 10 Apr 2009 | Bozze e schizzi

Cominciamo a postare anche qualche bozza preparatoria di Gietz.

Come sempre quando devo affrontare tematiche di natura storica o documentaristica, il primo passo è documentarsi e capire come rendere i personaggi, i vestiti e le atmosfere del periodo.
Per Gietz ovviamente era necessario studiare i jazzisti, cominciando da quelli statunitensi.

Queste bozze sono parte di questo primo periodo di studio. Non si riferiscono a qualcuno di preciso, anche se ho usato diversi riferimenti fotografici per crearli.

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A come Amore

Postato da Andrea Campanella il 05 Apr 2009 | Dietro le quinte

http://www.youtube.com/watch?v=thSfGPZGmnQ

Ebbene si, GIETZ! è una storia di passione amore gelosia. Anche.

Eccome potrebbe essere altrimenti?

Musica contesa, uomo conteso, successo, fama, falsi miti e valori imprescindibili.

Concetti universali. Gietz è una storia classica e molto italiana. L’amore per una cornetta, l’amore per una nota tenuta lunga, per un modo di suonare. L’amore per le donne, l’amore per l’amore, quello travolgente, nuovo, quella cosa che ti scuote e ti modifica e mai sarà più come prima. Un romanzo di formazione. Anche.

Mamma mia quante cose!

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molti modi +1 di raccontare una storia (di jazz)

Postato da Andrea Campanella il 29 Mar 2009 | Dietro le quinte

http://www.youtube.com/watch?v=wkvCDCOGzGc

si ma di che parla Gietz! ? Voglio dire che storia è?

Perchè ci sono molti modi di raccontare…

Vero, molti +1 visto che l’autore pensa che il suo sia il migliore, anche se non lo confesserà mai.

Ho cercato di raccontare una storia possibile, se non proprio vera.

Ho scavato nel passato, cosa che prediligo e che connota quasi tutte le cose che faccio.

E’ una scelta programmatica questa. La memoria è a rischio, assediata da molti fronti.

Un’altra cosa che mi piace è andare nelle pieghe della “Storia” e pescare personaggi e situazioni interessanti che per vari motivi , non hanno ricevuto l’attenzione che meritavano.

Con questo taglio si presenta anche Gietz!

Devo dire che con Hannes abbiamo discusso molto sulle atmosfere, cosa che piace ad entrambi, a come rendere certe ambientazioni. Han è davvero bravo ed è un autore sensibile ed ipercritico con se stesso.

Scrivere di Jazz perchè è la musica del 900, è musica di una minoranza perseguitata, che ha conquistato il mondo, musica “libera”, molto più del rock ed i suoi 4/4.

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