Benvenuti nel blog di Gietz!

blog di gentes - libro  fumetti“Se una persona ha brutti pensieri, dopo un po’ glieli leggi in faccia. E quando i brutti pensieri li ha ogni giorno, ogni settimana, ogni anno, il suo viso diventa sempre più brutto, finché diviene talmente brutto che non sopporti quasi più di guardarlo. Una persona con pensieri gentili non potrà mai essere brutta. Potrà avere il naso bitorzoluto e la bocca storta e i denti in fuori, ma, se ha pensieri gentili, questi le illumineranno il viso come raggi di sole, e apparirà sempre bella.”

Roald Dahl (Llandaff, 1916 – Great Missenden, 1990)

Giètz! libro più venduto!

Postato da Hannes Pasqualini il 14 Mar 2010 | News

Nella classifica della libreria Irnerio (dove abbiamo fatto la presentazione durante il BilBolBul) Giètz! appare essere il primo della lista! Una bella soddisfazione!
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E visto che ci siamo eccovi anche un paio di foto della presentazione. Sul “palco” da Sx a Dx: Andrea Campanella, il moderatore Thomas Martinelli, giornalista del Manifesto e io.

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Giètz! a Bologna

Postato da Hannes Pasqualini il 12 Mar 2010 | Dietro le quinte

A questo punto sarebbe arrivato il momento per scrivere un breve resoconto di come è andata a Bologna. Purtroppo però ho fatto veramente poche (e brutte) foto, per cui sto aspettando di raccattare materiale visivo da diverse fonti esterne. Intanto metto quello che ho, due foto della mostra e una della presentazione alla libreria Irnerio (grazie a Valentina Rosset per questa foto!).

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Mostra Giètz! a Bologna

Postato da Hannes Pasqualini il 01 Mar 2010 | Altro

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Il festival del fumetto BilBolBul di Bologna ospiterà dal 4 al 10 marzo una piccola mostra di tavole originali di Giètz! Per maggiori informazioni: www.bilbolbul.net

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Giètz! book trailer

Postato da Hannes Pasqualini il 26 Feb 2010 | News

La terza parte del tutorial dovrà aspettare un pochino ancora, nel frattempo ecco finalmente il book trailer di Giètz!

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Jazz tutorials pt.2: le chine

Postato da Hannes Pasqualini il 21 Feb 2010 | Dietro le quinte

Nell’ultimo post avevo parlato delle matite, adesso passo alla seconda fase del lavoro (per quanto riguarda Gietz!) ovvero: le chine.

Per chinare uso quasi sempre un pennello Pentel Pocket Brush, che è una specie di stilografica giapponese (funziona a cartucce!), che al posto del pennino ha un pennello in fibra di nylon. L’inchiostro di questo pennello ha un piccolo svantaggio: non è basato su pigmenti, per cui con il tempo può subire alterazioni e non resiste all’acqua. Però questi difetti vengono largamente compensati da una facilità d’utilizzo senza paragoni, unisce la facilità d’uso di un pennarello alle possibilità espressive del pennello.

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Prima usavo la china e il classico pennello Windsor&Newton serie 7, però non avevo che problemi. È un metodo scomodo e lento, devi sempre ricaricare il pennello nella boccetta, facendo attenzione di non intingere troppo profondamente la punta e poi i pennelli si rovinano molto in fretta, anche se li tratti bene. Preferisco concentrarmi sugli aspetti “creativi” del disegno e perdere meno tempo in questioni tecniche.

Il mio procedimento per quanto riguarda le chine è abbastanza semplice, a seconda della situazione di luce l’inchiostrazione può andare da una soluzione quasi a linea chiara, ad un chiaroscuro con molte campiture di nero. Tengo sempre conto del fatto che poi aggiungerò un mezzotono, per cui non definisco tutto con la china. A volte faccio uno studio delle luci per capire come chinare la tavola (vedi: dallo storyboard alla pagina). Uso il tratto in vari modi, sia sotto forma ti piccoli tratteggi per dare texture e dettaglio, sia sotto forma di pennellate più grosse che simulano lo sfumare delle ombre. Le pennellate grosse sono anche molto utili per disegnare capelli, le chiome degli alberi e altre piante.

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A seconda del tipo di carta il Pentel può comportarsi in maniera molto diversa e a volte essere anche abbastanza problematico. Lavorando su carte poco assorbenti il pennello tende a caricarsi molto e, di conseguenza, il tratto diventa meno preciso, fino a spandere. Per evitare questo problema è meglio prendere una carta più porosa. In alternativa, quando necessario, si può anche scaricare il pennello su un fazzoletto di carta o un tovagliolo. In generale il pennello si carica molto quando si disegna particolari e tratteggi, il che è problematico perché è proprio in quel caso serve la massima precisione.

chinaggio2chinaggio3Eccoci arrivati alla fine di questo secondo appuntamento. Se tutto va bene settimana prossima farò la terza e ultima parte: mezzotono e finalizzazione!

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Ma cosa avrà provato….?

Postato da Andrea Campanella il 20 Feb 2010 | Altro

Avevo molta carne al fuoco e non è detto che sia sempre una buona cosa, anzi. Giètz copre 20 anni di Storia, del 1944 al ‘64, un periodo “lunghissimo” per il paese, carico di trasformazioni profonde ed importanti. La nostra storia parla di musica si, ma anche di amore, di riscatto, di coraggio, di passione, insomma è una storia profondamente mediterranea ed italiana. C’è la musica italiana, il cinema italiano, la provincia italiana, gli artisti più noti e quelli che nessuno ricorda più. Ho un debole per questi ultimi, per le storie che finiscono nelle pieghe della Storia, mi piace raccontarle. Tutti conoscono la storia di Miles Davis  di John Coltrane o di Van Gogh, di Fausto Coppi. Nessuno conosce la vita di Bruno Visintin, grande boxeur, oppure quella di Nicola Bertini, incarnazione di tanti jazzisti misconosciuti ma bravissimi. Mi sono sempre chiesto, e forse proprio li è nata l’dea di Gietz! : ” ma cosa avrà provato il ragazzino che suonava la tromba nella banda cittadina, che in quella notte di maggio del 1950 stava seduto sulla poltrona di legno del teatro Monteverdi, nel momento in cui si è trovato davanti  Duke Ellington e la sua orchestra ?”.

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Jazz Friday: Gietz tutorials pt.1: matite

Postato da Hannes Pasqualini il 10 Feb 2010 | Dietro le quinte

Come promesso, comincio oggi una piccola serie di tutorials che prendono spunto dal mio lavoro su Gietz! per spiegare un paio delle tecniche che uso per semplificarmi il lavoro. In questa prima parte daremo un occhiata a come realizzo le matite per i miei fumetti. Ovviamente questo è solo un resoconto su come lavoro io, e non ha la pretesa di spiegare come “si fanno” queste cose. Spero comunque che possiate trovare qualche spunto interessante da usare nel vostro lavoro.

1) Le matite digitali

Da un po’ di tempo non uso più una matita “reale” per preparare le tavole, ma lavoro direttamente in photoshop con la tavoletta grafica (che nel mio caso è una Wacom Intuos 3). Generalmente duplico il documento lavorando da un lato su di una versione “zoomata” dove posso curare meglio i particolari e tenendo l’altra per poter comunque vedere il lavoro nel suo complesso (e non perdermi troppo in suddetti dettagli).

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Lavorare direttamente in digitale offre diversi vantaggi: posso spostare, ingrandire, rimpicciolire e duplicare vignette o parti di esse. Inoltre posso già inserire il lettering e così avere più controllo sulla composizione e usare lo spazio in maniera più efficiente.

2) Il giusto pennello

In teoria si potrebbe disegnare con uno dei pennelli standard di PS usando un colore grigio. Personalmente mi piace avere un effetto più “analogico” per cui mi sono creato un pennello custom. Come punto di partenza ho usato uno dei pennelli campionati (con una struttura un po’ granulosa) presenti di default e ne ho modificato alcune proprietà.

finestra

Prima di tutto la dimensione del pennello non deve essere troppo grande, 3px generalmente vanno bene per una matita. Per avere un tratto più espressivo, ma anche più flessibile ho associato la pressione della penna alla dimensione del pennello e alla sua opacità. Mentre la dimensione varia solo del 10%, il settaggio dell’opacità è al 50%. Questo è importante perché così si può cominciare con delle linee molto chiare e man mano andare a definire il disegno con tratti più forti. Ho settato inoltre il pennello in modalità “brucia lineare” con 70% di opacità per avere un maggior effetto “scurimento” sulle linee sovrapposte.

Ovviamente qui è tutto molto soggettivo, la cosa migliore è sperimentare un po’ con i settaggi e vedere quali funzionano meglio. Ci sono anche molti pennelli scaricabili gratuitamente dal web, alcuni molto belli li trovate a questo link qui: creativemac.digitalmedianet.com

3) Stampare le matite

Sebbene io mi trovi molto bene a lavorare con la tavoletta in questa prima fase di lavoro, le chine continuo a farle in modo tradizionale, con un pennello vero, su carta. Per questo, una volta soddisfatto delle matite, mi stampo il tutto su l cartoncino dando al disegno un tono ciano al 100% (che rende la chinatura più semplice ed evita problemi in fase di scansione).

colori2Per prima cosa, controllo che il colore di sfondo sia il bianco e apro il pannello “canali” di PS. Qui seleziono tutti i canali tranne il ciano, con control + A (o command + A su Mac OS) estendo la selezione a tutto il documento, poi premo CANC per cancellare il contenuto dei canali selezionati.

channels2IMPORTANTE: se usate questa tecnica non cancellate i canali, ma solo il loro contenuto, il risultato dovrebbe essere più o meno questo (notate, le thumbnail dei canali sono completamente bianche):

cancelledA questo punto la mia tavola ha più o meno questo aspetto qui, e posso stamparla. Normalmente devo anche aggiustare in attimino il tono, schiarendo il tutto con il controllo livelli ,altrimenti  in stampa diventa troppo scuro, ma questo varia molto da stampante a stampante.

cianoPer oggi è tutto, a settimana prossima con la seconda parte del tutorial: chinare la tavola.

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Jazz Friday: dallo storyboard alla pagina

Postato da Hannes Pasqualini il 28 Gen 2010 | Bozze e schizzi, Dietro le quinte

Oggi Jazz Friday vi ritorna con un po’ di making of. Eccovi uno step-by-step di pagina 7 di Gietz!

storyboard

Step 1: ogni pagina che disegno generalmente nasce come storyboard. Minuscolo e criptico. Questo mi serve principalmente a sistemare le vignette. Mi capita di disegnarli anche diverse volte fino a raggiungere un risultato che mi sembra accettabile.
matiteStep 2: le matite. Fino ad un po’ di tempo fa disegnavo ancora tutto in modo analogico con una matita vera. Ora preferisco fare tutto direttamente al computer con la tavoletta grafica. In questo modo sono più flessibile e posso spostare, copiare, incollare e correggere.

scan002Step 3: studiare le luci. Quando una pagina è un po’ più complessa mi stampo le matite e faccio qualche prova. Generalmente ci si mette di meno a fare quattro di queste che a richinare tutta una tavola.

chineStep 4: inchiostrare la pagina. Normalmente mi stampo le matite in ciano sul cartoncino da disegno, poi ripasso tutto con un Pentel Pocket Brush (farò prossimamente un tutorial a riguardo). Prima o poi troverò degli errori nella tavola e ridisegnerò alcune parti. Per questo la tavola chinata qui sopra è diversa dalle matite.

final

Step 5: scansionare, aggiungere un mezzotono in Phtotoshop e fare il lettering. Per Gietz! ho deciso di stampare con un inchiostro marrone al posto del solito nero. Il risultato finale dovrebbe essere più o meno questo.

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rush finale

Postato da Andrea Campanella il 25 Dic 2009 | Tutto Gietz

Bene, siamo arrivati in dirittura d’arrivo. L’alba del nuovo anno vedrà il “fine corsa” del nostro amato Graphic Novel (novella grafica, romanzo a fumetti, fate voi).

E’ stata un’esperienza esaltante, condotta a braccetto con Hannes, il “compare” di sempre, con il quale mi intendo a meraviglia e che voglio ringraziare per lo splendido lavoro. Ormai siamo due ragazzi degli anni 50 “ad honorem”!

Sulle tempistiche di uscita rimando tutto alla nostra casa editrice, Tunué, che ringrazio per la pazienza, il sostegno, il coinvolgimento.

Lavorare a  GIETZ! mi ha dato modo di entrare in contatto e conoscere persone appassionate, entusiaste del progetto, musicisti che si sono resi disponibili a raccontare, dare consigli. Un apporto preziosissimo per il quale ringrazio infinitamente.

Ovviamente il nostro viaggio su queste pagine non  finisce qui, continuate a seguirci

A proposito Auguroni, è Natale !!!!

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Making of Gietz

Postato da Hannes Pasqualini il 01 Dic 2009 | Dietro le quinte



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