Benvenuti nel blog di Gietz!

blog di gentes - libro  fumetti“Se una persona ha brutti pensieri, dopo un po’ glieli leggi in faccia. E quando i brutti pensieri li ha ogni giorno, ogni settimana, ogni anno, il suo viso diventa sempre più brutto, finché diviene talmente brutto che non sopporti quasi più di guardarlo. Una persona con pensieri gentili non potrà mai essere brutta. Potrà avere il naso bitorzoluto e la bocca storta e i denti in fuori, ma, se ha pensieri gentili, questi le illumineranno il viso come raggi di sole, e apparirà sempre bella.”

Roald Dahl (Llandaff, 1916 – Great Missenden, 1990)

Jazz Friday: dallo storyboard alla pagina

Postato da Hannes Pasqualini il 28 Gen 2010 | Bozze e schizzi, Dietro le quinte

Oggi Jazz Friday vi ritorna con un po’ di making of. Eccovi uno step-by-step di pagina 7 di Gietz!

storyboard

Step 1: ogni pagina che disegno generalmente nasce come storyboard. Minuscolo e criptico. Questo mi serve principalmente a sistemare le vignette. Mi capita di disegnarli anche diverse volte fino a raggiungere un risultato che mi sembra accettabile.
matiteStep 2: le matite. Fino ad un po’ di tempo fa disegnavo ancora tutto in modo analogico con una matita vera. Ora preferisco fare tutto direttamente al computer con la tavoletta grafica. In questo modo sono più flessibile e posso spostare, copiare, incollare e correggere.

scan002Step 3: studiare le luci. Quando una pagina è un po’ più complessa mi stampo le matite e faccio qualche prova. Generalmente ci si mette di meno a fare quattro di queste che a richinare tutta una tavola.

chineStep 4: inchiostrare la pagina. Normalmente mi stampo le matite in ciano sul cartoncino da disegno, poi ripasso tutto con un Pentel Pocket Brush (farò prossimamente un tutorial a riguardo). Prima o poi troverò degli errori nella tavola e ridisegnerò alcune parti. Per questo la tavola chinata qui sopra è diversa dalle matite.

final

Step 5: scansionare, aggiungere un mezzotono in Phtotoshop e fare il lettering. Per Gietz! ho deciso di stampare con un inchiostro marrone al posto del solito nero. Il risultato finale dovrebbe essere più o meno questo.

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rush finale

Postato da Andrea Campanella il 25 Dic 2009 | Tutto Gietz

Bene, siamo arrivati in dirittura d’arrivo. L’alba del nuovo anno vedrà il “fine corsa” del nostro amato Graphic Novel (novella grafica, romanzo a fumetti, fate voi).

E’ stata un’esperienza esaltante, condotta a braccetto con Hannes, il “compare” di sempre, con il quale mi intendo a meraviglia e che voglio ringraziare per lo splendido lavoro. Ormai siamo due ragazzi degli anni 50 “ad honorem”!

Sulle tempistiche di uscita rimando tutto alla nostra casa editrice, Tunué, che ringrazio per la pazienza, il sostegno, il coinvolgimento.

Lavorare a  GIETZ! mi ha dato modo di entrare in contatto e conoscere persone appassionate, entusiaste del progetto, musicisti che si sono resi disponibili a raccontare, dare consigli. Un apporto preziosissimo per il quale ringrazio infinitamente.

Ovviamente il nostro viaggio su queste pagine non  finisce qui, continuate a seguirci

A proposito Auguroni, è Natale !!!!

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Making of Gietz

Postato da Hannes Pasqualini il 01 Dic 2009 | Dietro le quinte



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ciao Gianni e grazie

Postato da Andrea Campanella il 31 Ott 2009 | Dietro le quinte

l’ultimo ad andarsene, in ordine d tempo, è stato “il senatore”, lui, Gianni Basso. Riuscii ad incontrarlo un anno fa, al Teatro Civico di Spezia, invitato dall’amico Matteo Piazza. Stava male, ma non si risparmiava. Non si negò neppure ad un rompiballe che lo avvicinò dopo le prove, per fargli qualche domanda sul Jazz degli anni 50/60, sui locali, sulla vita, sulla carriera. E lui, con l’immancabile berretto, mi disse “vieni, siediti qua”. Seduto in platea, di fianco a questo monumento della musica italiana, registrai la conversazione, utile per il romanzo. Adoro star ad ascoltare storie, sin da ragazzo. Ero ipnotizzato dagli aneddoti su Sonny Stitt, Lee Konitz, Gillespie e tanti altri. “Ecco l’incarnazione del mio Gietz!” mi sono detto, quell’uomo incarnava quello che andavo a raccontare insieme ad Hannes. Saluti Gianni, grazie della tua gentilezza, disponibilità e della tua immensa classe.

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Gietz preview: i luoghi

Postato da Hannes Pasqualini il 29 Ott 2009 | Altro



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Evoluzioni di una tavola

Postato da Hannes Pasqualini il 19 Lug 2009 | Dietro le quinte

Ultimamente mi capita spesso di dire alla gente: “eh… sto lavorando ad un nuovo progetto… un progetto sul Jazz in Italia negli anni 50″. Solo che il progetto è tutt’altro che nuovo per me, anzi. È passato molto tempo da quando ho disegnato le prime tavole di prova, ora è bello poi prendere in mano queste pagine, nate a circa un anno di distanza tra di loro e vedere le differenze, le evoluzioni ecc…

Prima versione, circa 2006 (queste le avevo fatte mentre stavo ancora disegnando Round and Round)

Seconda versione, realizzata nel 2007 per farci un piccolo promo con cui convincere un editore a pubblicare il progetto, cosa che ha funzionato abbastanza bene direi )

Terza versione, quella speriamo definitiva…

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suonare meno

Postato da Andrea Campanella il 16 Lug 2009 | Altro

 

« Ai tempi del bebop, tutti suonavano velocissimi. Ma a me non è mai piaciuto suonare tutte quelle scale su e giù. Ho sempre cercato di suonare le note più importanti di ogni accordo, per sottolinearle. Sentivo gli altri musicisti suonare tutte quelle scale e quelle note, e mai niente che valesse la pena di ricordare. » (Miles Davis)

Cosa sarebbe stato il jazz senza Miles Davis?

Come dire cosa sarebbe stato il calcio senza l’Olanda di Johann Crujiff.

Davis nel 1949 se ne esce con una incisione tanto innovativa quanto anti commerciale. Birth of the cool segna l’inizio di un movimento ma anche il distacco da un certo modo di suonare e pensare il jazz. Suonare gomito a gomito con Bird aveva maturato Miles e lo aveva spinto a cercare un suo modo di suonare. Il percorso  lo porterà al capolavoro “Kind of blue”.

Gietz! copre un periodo analogo, cerca di fotografare quel periodo in Italia, dove tutto arrivava con gran ritardo. La storia musicale del nostro paese è spesso andata al traino di quel che succedeva in giro per il mondo (USA, GB, Francia), almeno da quando è finita la grande stagione della musica napoletana.

In Italia dobbiamo ringraziare uomini come Gorni Kramer, Lelio Luttazzi, Natalino Otto, Armando Trovajoli, Piero Piccioni, Sellani, Cerri, Piero Umiliani.

E Miles in Italia arrivò, ed era il 1964

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Personaggi, prime bozze

Postato da Hannes Pasqualini il 10 Lug 2009 | Bozze e schizzi

Quante volte avrò disegnato e ridisegnato i personaggi di Gietz? Centinaia di volte, credo. Questi che seguono sono i primi schizzi fatti per i tre personaggi principali del fumetto: Nico (il protagonista), Maria (la sua amata) e Battini (il suo maestro degli inizi). Queste bozze sono talmente vecchie che Maria ancora si chiamava Anna…

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devo dire un titolo? Uno solo?

Postato da Andrea Campanella il 31 Mag 2009 | Altro

 

 

 

Quando si parla tra amici fumettisti e non e mi chiedono che sto facendo, alla risposta “un romanzo a fumetti sul jazz” scatta, tra le molte , la fatidica domanda che riguarda i gusti personali. restringendo il campo si arriva agli interpreti e al titolo della ballad preferita. ” Ma un titolo solo?” butto là, stando al gioco.

E’ davvero dura, però è vero che nel fondo il tuo pezzo preferito ce l’hai. il mio è “You never entered my mind” di Rodgers and Hart, nell’esecuzione di Davis, anno domini 1959, con Trane, al piano il grande Red Garland ,Paul Chambers e Philly Joe Jones come ritmica.

 

ve la posto qui sotto

http://www.youtube.com/watch?v=0xY54eFJjDI

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Gli anni 50

Postato da Hannes Pasqualini il 16 Mag 2009 | Altro

Gli anni 50 sono certamente un periodo molto interessante da disegnare, c’è una forte carica drammatica in nelle atmosfere di quegli anni.

Ai tempi di Round and Round avevo realizzato diversi schizzi di ambientazioni anni 50, materiale che ovviamente è servito poi come base per Gietz.

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