Case editrici, autori e lettori…un rapporto che cambia

e-comix 5th September 2007

Della Dark Horse, della Virgin Comics, della Dc Comics ne ho parlato in molti post. Il fatto che sia la Dark Horse che la Virgin Comics si siano legate a MySpace e che la DC Comics abbia creato un etichetta on-line ”Zuda Comics” con una community ad hoc non è per niente casuale. MySpace è una community già collaudata attraverso la quale si tasta il gradimento dello zoccolo duro di potenziali consumatori cartacei di fumetto e si cercano nuovi autori con i contest. Ogni casa editrice cerca di mantenere una certa leadership in modi più o meno autorevoli. In questo caso i lavori non sono ancora pubblicati e nascono con l’arrivo della casa editrice.

Un caso sui generis è Eriadan. La Casa editrice Schokdom ha iniziato il cammino delle case editrice statunitensi un po’ di anni prima e in maniera meno ragionata. Il blog di Eriadan si è trasformato in una community già molto grande che non rigurda più la sua cerchia di amicizie o di incalliti appassionati di fumetti smanettoni. Con il salto sul portale Alice, le cose sono un po’ mutate. Nuvole Elettriche e i vari blog li ho conosciuti tramite passa parola grazie ad un amico fumettaro. Altrimenti mi sarebbe stato impossibile trovarli.

Con il portale Alice, le strip sono arrivate a chi normalmente utilizza quel portale anche per trovare altro. E si è formato un gruppo folto di denigratori, spammer, e troll(sia chiaro che questi soggetti infestano la rete come un virus, sono quasi strutturali). Sono arrivati anche commenti riguardo le scelte editoriali di Alice e della Schokdom “Eriadan non dovrebbe stare nelle News di Alice”.

Diciamo che il rapporto fra case editrici e community si avvia verso un’istituzionalizzazione votata al dialogo nel caso della DarKHorse e CO.  Nel caso di Shockdom che è presente su più blog a fumetti (Albo, Zorflick, DueCuorieUnaGatta, Eriadan) con un’icona in alto a destra, con i link sulla sinistra dove si consigliano gli autori e l’acquisto di volumi cartacei pubblicati, nonchè nell’impaginazione identica dei blog, la casa editrice ha già scelto i suoi autori e si capisce chi sono i lettori, che possono sì contestarne le scelte ma oltre non si va…i prodotti sono quelli, gli autori pure. 

Inoltre i prodotti in Schokdom sono già confezionati, già pronti all’uso e…gratuiti sul web, cosa che nella mitologia del web non vuol dire poco. O i prodotti vengono distribuiti sul web in abbonamento(vedete Comics.com, che non è una casa editrice) e ne è preclusa la visione o sono gratuiti. Il concetto è che siamo ancora abituati a utilizzare il pc come unica postazione attraverso cui passano i prodotti della rete e dell’industria culturale (musica, film, fumetti).

In Schokdom l’interazione riguarda più che altro l’autore e il lettore. Prendiamo Eriadan. I lettori interagiscono nel suo blog facendogli delle richieste che mai un autore si sarebbe aspettato: “Perchè ti disegni così magro?, Ti vogliamo più grasso”(sostenendo quindi un’identità sentita come necessaria fra l’autore del blog e il personaggio a fumetti: il fatto che un blog è un diario è rilevante) o con interrogativi che rigurdano alcune scelte o stili del disegno” Perchè non intitoli così la strip di oggi”  etc..richieste che l’autore soddisfa il più delle volte. Quindi si parla del fumetto in una comunità dove ne viene contrattato il senso in continuazione. Persino lo status dell’autore, prima intoccabile, viene messo in dubbio in diretta. In un’occasione Eriadan rende un lettore protagonista persino di una strip in una sorta di botta e risposta.

Questa è la risposta del Vecio…

e-comix 5th September 2007

vecio_tesi3.gif…in una strip verticalissima tutta da scrollare…In più vi riporto delle cose dette dal Vecio via e-mail:

“La fusione tra vignette senza scansione netta esisteva gia’ su carta nei fumetti di Will Eisner (ma pure gli humanoidi associati - mai visto certe tavole di Druillet? - o Pazienza) e strip in verticale sono comuni, non solo in giappone dove l’alto basso è verso preferenziale a destra-sinistra (come noi sinistra-destra viene prima di alto-basso …cioè prima la riga poi la colonna) ma anche in occidente. Quino, ad esempio, ne ha fatto un sacco che racchiuse in un’unica cornice presentano scene che si evolvono in verticale come tanti schermi cinematografici.E tutto questo su carta. ”

“Se invece(i link) mandano a diverse vicende (un po’ come McCloud nella sua storia di Carl) non e’ altro che una “storia a bivi” e anche questo esisteva gia’ su carta… con risultati negativi perchè si è portati per curiosità a leggerli tutti, ma alla fine non si ha in mano una “vera” storia e veri personaggi di cui essere appassionati ma varie vicende simili e diverse …si perdono elementi fondamentali della narrazione: l’immedesimazione e il messaggio.”

Potete vedere l’inutile discussione che si è tenuta per qualche giorno proprio qui !

Per il resto…colmerò le mie lacune!

Armadel al vetrino

e-comix 4th September 2007

Da brava scienziata pazza, megalomane e senza scrupoli (mi tocca) è scoccata l’ora di vivisezionare Armadel, l’iperfumetto dello studio Settemondi, evoluzione di Mediacomics.

Analizziamo il gioco on-line legato al fumetto.

  1. Innanzitutto è un gioco on-line completamente testuale. E’ in tutto e per tutto un libro-game, come sostengono anche gli autori.
  2. L’utilizzo del link è disorientante, molte volte irritante, superfluo e si coglie l’ingenuità, che fa anche tenerezza, dei primi anni della rete, quando si era meno competenti tecnologicamente(vedete che qualcosa è cambiato, basta vedere le reazioni di Spyro:”P.S. quando parlavo delle “mani sbagliate” in cui può finire l’ipertesto pensavo esattamente a Armadel, che ho trovato assolutamente illeggibile, perchè i link sono troppi e dispersivi, rendendo così assolutamente impossibile la lettura (perchè psicologicamente un link va cliccato sempre). La cosa interessante di Armadel semmai è il formato, che copre l’intera schermata e per un tipo di fumetto come quello (seriale con episodi lunghi) è la scelta migliore”.  Non so se Spyro si riferisse al gioco on-line o al fumetto ma quello che ha detto è rilevante sopratutto per il gioco on-line. Ci sono milioni di testi e riferimenti bibliografici riguardo il miglior utilizzo del link, che è stato una bestia nera nei primi anni del web…ora si è un po’ più consapevoli per i documenti testuali ma siamo ancora in alto mare nel mettere in pratica questi suggerimenti.
  3. Esempi di link irritanti da morire: vi sono delle immagini da linkare il più delle volte slegate dalla storia(la foto di un lampadario) o giustapposte esclusivamnete per decorazione(la foto sgranata dell’università di Londra)  accanto al testo come in qualsiasi documento di word. Vi è un link testuale “raffreddore” che rinvia alla definizione di “febbre” e ad un sito sulla “febbre” nonchè alla recensione e alla locandina de “La Febbre del Sabato Sera”… I link enciclopedici sono, inoltre, reiterati non solo in due pagine vicine ma addirittura nella stessa pagina e rinviano sempre a definizioni da vocabolario, le medesime per giunta, che  nulla hanno a che vedere con la storia. Penso che, nelle intenzioni degli autori, dovessero soddisfare delle curiosità supplementari del lettore ma, purtroppo, risultano ridondanti e pedanti. Le associazioni mentali dell’autore si fanno beffe di quelle del lettore, per dirla in breve. Una regola dei link è che le aspettative vanno soddisfatte altrimenti si genera delusione(almeno lasciateci questo tipo di aspettative,grazie) L’utilizzo del link nel gioco on-line di Armadel, mi sembra a mio avviso, troppo coercitivo. Ma su questo ho voglia di pensarci meglio.

Comic strip e scrolling…ma è davvero un’innovazione?

e-comix 26th August 2007

Ci sono alcuni autori che utilizzano un layout verticale sfruttando lo scrolling della pagina web. Questo avviene sia per le webcomic strip,un esempio per tutti quelle di Makkox,  che per le tavole intere (per intenderci l’antologica Dark Horse, non a caso).

In un formato orizzontale, classico, il nostro sguardo abbraccia tutta la strip e non c’è nessuna punteggiatura se non quella data dalla sintassi propria del linguaggio.

In un formato verticale, cosa accade, al di là del fatto che sta alle abilità narrative e stilistiche dell’autore che una strip funzioni?

Scusate la domanda, prendetela non in maniera scientifica e senza doppi sensi, per cortesia: Ma se a uno scappa di scrollare di più???

Se il clik è legato a un link non c’è nessun margine di ambiguità o di fastidio nella lettura. Il link è l’unità minima di sitassi sul web ed è al link che viene attribuito il senso.  

Le vignette sono unità discrete. Lo scrolling è un’attività analogica perchè in maniera analoga riproduce, sullo schermo, il nostro scorrere del dito sulla rotellina del mouse … a questo noi diamo un senso?O meglio dovremmo intercettare quasi il dito dell’autore(e il senso) nell’atto del suo precipuo scrolling… Questa è un attività continua e analogica non discreta e digitale.

Nelle tavole della Dark Horse c’è la completa riproduzione del normale linguaggio del fumetto, lo scrolling lì non veicola senso e non si prefigge l’intenzione di farlo.

Nelle tavole di Makkox, scompare la sintassi del fumetto tout court: la cornice di ogni vignetta viene liquefatta nel colore e affidata allo scrolling.

Il vecio alla mia seduta di laurea

e-comix 23rd August 2007

Vecioooo …ma come li vedi i fumetti allegati ai quotidiani???.gifIl pensiero del Vecio sui fumetti on.line.gif

Ed ecco che l’ironia burbera del Vecio della Montagna, alias Davide Zamberlan, mi viene in aiuto………………….Vecio, perchè non ti laurei tu al posto mio?Baci

i fumetti on mobile in Inghilterra

e-comix 21st August 2007

Se i giapponesi “ci stanno pensando, al fumetto sul cellulare”, gli inglesi già consumano, almeno questa è la notizia che riporto da Afnews, l’agenzia del fumetto di Gianfranco Goria, il mobile-comics. Sembra che  in Inghilterra questo fenomeno sia già una realtà commerciale.

E questo è Rok Comics, il bel sito che le produce e le distribuisce…compresi nuovi e vecchi autori come Garfield. Quando vogliamo aspettare per i siti dei quotidiani??? :P

Niente carta per i Giapponesi. Solo cellulari

e-comix 20th August 2007

Questo è un’articolo aggiornato al novembre 2006 che ho trovato su EvolutionBook che tratta dell’evoluzione tecnologica che porta il libro all’e-book. Ma non solo come vedete…i cellulari spingono i Giapponesi ad abbandonare libri, giornali e manga di carta.

Questa news si accorpa bene all’articolo di Davide Caci della Tunuè sull’iniziativa di Voice Bank, un’azienda giapponese di podcasting, e della Apple con il suo IPhone per distribuire manga sul cellulare .

Qui i siti di due rivenditori on-line di comic e-book,sempre giapponesi. Ve li indico tanto per curiosità a meno che non siete amanti della loro lingua.

http://www.booktopia.com/booktopia/

http://www.timebooktown.jp/

Questa è invece la notizia della jont- venture di Matsushita con altre due società giapponesi. La Matsushita ha creato un dispositivo di lettura eBook e si occuperà di vendere libri elettronici e distribuire romanzi e fumetti via internet. L’articolo è sempre di Evolutionbook.

le comic strip dal web ai giornali di carta…

e-comix 19th August 2007

Beh la notizia l’ho presa dal blog sulle comic strip Balloons i cui redattori sono Max Olla e Giuseppe Scapigliati, grandi cultori di questo formato e riguarda la striscia “Perle ai Porci” nata su Comics. com.Vi rinvio all sito Balloons e alla recensione dei Ragnacci del web per maggiori ragguagli…io mi cimento a commentare l’iniziativa della United Media con il suo sito Comics. com.

Innanzitutto la United Media è legata a due syndicates: la United Feature Syndicate (UFS) e la Newspaper Enterprise Association (NEA). Dal mio british encomiabile, mi sembra di aver capito che entrambi i syndacates siano legati ai quotidiani (in che modalità riforniscono i quotidiani di comic strip, devo appurarlo, se qualcuno lo sa…).

Anche il singolo lettore può promuovere una webcomic strip di Comics.com sulla copia cartacea del proprio quotidiano locale, previa consultazione con lo staff del sito.

La U.F.S distribuisce editorial cartoon come Steve Benson e Rob Rogers e le comic strip come Peneauts e Dilbert.

La N.E.A distribuisce anch’essa editorial cartoon come Jeff Sthailer o Ed Stein, comic strip come Frank ed Ernerst e The Born Loser, e una selezione di illustrazioni.

L’autore è libero di scegliere fra le 2 syndacates per motivi contrattuali poichè entrambe proteggono e distribuiscono le stesse features.

Il lettore, per vedere tutto il campionario di strip, deve abbonarsi a Comic ExtraGold e a Comic Extra : $ 34, 95 per 12 mesi per il primo o $19,95 per 12 mesi per il secondo, ma può fare anche un abbonamento semestrale o usufruire della Comic Basic Subscrition completamente gratis che prevede le stesse funzioni della formula Extra e Extra Gold

  1. strategie virali (send a e-card, e-mail this comic to a friend)
  2. tutti gli abbonamenti prevedono l’invio di una newsletter con una selezione delle comic strip preferite, che dipende sempre dalla tipologia di pacchetto a cui si è abbonati.

Insomma quello cha fa la differenza fra una webcomic strip ed una comic strip non sta nel supporto(sia la carta che il web sono utilizzati facendo riferimento ad un’interfaccia “povera” rispetto alle potenzialità del web, ovvero cartacea. Guardate i peanauts on-line.)

 I nostri occhi si sforzano di più a stare su uno schermo (per adesso) ma fioccano autori nuovi e vecchi che cercano di utilizzare in maniera appropriata tavoletta grafica, photoshop, disegno a matita e colori, per ovviare ai fastidi causati da una lettura prolungata sullo schermo.

La differenza la fa il web con il suo socialnetworking e le sue cyberculture.

La differenza fra webcomics, fumetto prodotto e diffuso prima sul web e poi  su carta,  e viceversa i comics,  ci può essere utile per definire non un’innovazione linguistica ma un’innovazione produttiva e distributiva. Chi possiede la banda larga è autore di contenuti e inizia a produrre prima della comparsa dell’editore.

E il consumo? ;) Prima sul web. In che percentuali???

Cosa cambia?

e-comix 16th August 2007

Eccomi alla mia riflessione serale prima di uscire.

Immaginate un dispositivo di lettura wireless (e il futuro in questo senso inizia ad essere sondabile) dove possiate leggere il vostro quotidiano, o forse la newsletter con la selezione delle notizie che ci interessano ma senza approfondimenti che saranno per facilità di lettura relegati alle copie cartacee che continueranno a sopravvivere, le webcomic-strip che ci raggiungeranno tramite abbonamento o insieme alle notizie del giorno (le webcomic strip sono agili, non pesano, proprio come una news…non ci vogliono che pochi kb…sono jpeg, buona visualizzazione anche se si deve stare un po’ attenti con i colori), in Giappone sono già utilizzati i comic e-book (in che modalità devo approfondire, ma i manga lì sono letti già su dispositivi e-book e sui cellulari)…

Con lo stesso dispositivo troveremo anche lavoro in una modalità particolare…..a me fa spavento. Iscrivendomi al sito dell’Anee, mi hanno invitato a partecipare a Viadeo, che sostiene di credere al principio più vecchio del mondo: La raccomandazione.

Viadeo la sostiene, la legittima e la incensa. La fa apparire giusta. Le carriere di chi è iscritto sono on-line e aggiornate sempre, devi portare la tua rete di relazioni e amicizie, poi sarai scelto o invitato come è accaduto a me. Non è come per le società di lavoro interinale: Tu hai questo posto libero, rispondo al tuo profilo, ti invio il curriculum e in base alle mie competenze mi pigli. No qui fa da padrone la presentazione come se stessimo su e-bay.

Cosa ne pensate della partnership fra DarkHorse e MySpace?

e-comix 15th August 2007

Beh, sto dando uno sguardo…non mi sembra che vi sia il contest come in Zuda Comics. Come vengono utilizzati questi webcomics?

  1. Gli autori di questa antologia on-line sono già famosi. Probabilmente le storie che vedremo verrano poi rilegate e inserite in un’antologia cartacea che poi la DarkHorse metterà in vendita oppure realizzerà dei comic book per ogni storia.
  2. Anche loro utilizzano una strategia virale e le tavole possono essere spedite ad amici e conoscenti, attraverso quella rete di relazioni già consolidata e vincente che è appunto my-space. Maggiore diffusione e visibilità per autori già famosi agli amanti del fumetto.
  3. Vale l’anteprima però e la possibilità per chi ama queste storie on-line di acquistare i volumi precedentemente stampati su carta. Un’iniziazione al fumetto e a quel particolare autore per il lettore casuale o curioso (io lo sono) e quindi un nuovo acquirente. Il tam-tam su internet, poi è formidabile.
  4. Coinvolgimento della comunità di MySpace non attraverso un contest ma grazie ancora alla tradizionale autorevolezza editoriale: sarà la Darkhorse e non la comunità stessa a scegliere chi di my-space ha le carte in regola per sfondare.  

Che ne pensate? MySpace/DarkHorse

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