Archive for the 'Webcomic come prodotto digitale' Category

Cosa ne pensate di questa definizione?

e-comix 8th September 2007

1° accezione :Il webcomic è un fumetto che conserva intatte l’impaginazione e il linguaggio di un fumetto su supporto cartaceo ma è letto su supporti non cartacei, mobili(come i cellulari, i poket-pc etc) o fissi (pc). Le sue caratteristiche costitutive sono:

  1. pubblicazione sul word wide web( da cui la denominazione)
  2. condivisione e consumo culturale grazie alle tecnologie di rete (www+ reti wireless)

2°accezione: “MUAHAHAHA!MUAHAHAHA!BUAHAHAHA!CUCCURUCCU ( come i fumetti on-line di Scott McCloud-Armadel etc)

Per quanto riguarda i cellulari c’è da dire come ho detto in un mio post  che c’è chi sta pensando ad un progetto per consentire un’agevole lettura del manga sul cellulare. Non so se sarà mantenuta l’impaginazione e il linguaggio tradizionale del fumetto e la rivoluzione sarà solo un modo innovativo di leggere/consultare il fumetto sull’Ipod…

La definizione vuole solo bypassare la nascita continua di nuovi artefatti tecnologici che favoriscono la lettura del fumetto ma che non ne stravolgono la natura, ovvero siamo sempre di fronte ad un fumetto cartaceo classico.

Webcomic. Prodotto cartaceo o digitale?

e-comix 7th September 2007

“Un fumetto online (o webcomic, dall’inglese) è un fumetto pubblicato sul web. I fumetti online sono un fenomeno consolidato nell’area linguistica anglosassone ma si stanno rapidamente diffondendo anche in Italia. Al momento della scrittura, i fumetti online italiani sono forse intorno al centinaio, quelli internazionali migliaia.

I fumetti online hanno le caratteristiche di una auto-pubblicazione, visto che quasi chiunque può pubblicare un fumetto senza intermediari. La maggior parte dei fumetti online è di livello amatoriale ed aggiornata sporadicamente, ma alcuni sono più ambiziosi e certi (soprattutto nell’area linguistica anglosassone) hanno raggiunto un tale livello di successo da permettere agli autori di lavorarvi a tempo pieno, di lavorarvi a tempo pieno, grazie ai soldi generati dalla pubblicità e dal merchandising nonché, in certi casi, dalla versione cartacea del fumetto stesso (può forse stupire che un fumetto disponibile gratuitamente online possa vendere molto anche su carta, ma gli esempi a favore sono oramai numerosi).Il fumetto online, rispetto all’auto-pubblicazione cartacea, ha un grande vantaggio: con costi ancora minori permette a un autore giovane o poco conosciuto di pubblicare autonomamente le proprie tavole o strisce in un mezzo che può comunque raggiungere una quantità di lettori molto maggiore di qualsiasi pubblicazione cartacea.

(…….)Si può osservare anche che il colore non ha costi differenti rispetto al bianco e nero, come avviene nelle versioni a stampa (anche se l’evolversi delle tecnologie ha notevolmente ridotto questo divario)”.(fonte:Wikipedia)

Wikipedia poi accorpa a questo genere anche gli esperimenti di McCloud. Su questo ho delle riserve. Contatterò lo stesso McCloud.

Quando wikipedia parla di autori che lavorano a tempo pieno ai propri fumetti on-line “grazie ai soldi generati dalla pubblicità e dal merchandising nonché, in certi casi, dalla versione cartacea del fumetto stesso (può forse stupire che un fumetto disponibile gratuitamente online possa vendere molto anche su carta, ma gli esempi a favore sono oramai numerosi).” un esempio italiano che conosco può essere Bonny-ed, che ha tutte  tre le caratteristiche.

E in alcuni casi subentra una casa editrice che decide di stampare su carta queste autopubblicazioni, come il caso di Eriadan.

Per chi s’è collegato adesso, vi dico che il il post di ieri sera è stato sostituito da questo poichè quelle definizioni non mi convincevano.

Comunque ripeto che un vero webcomics è un’altra cosa che devo ancora definire e non so in che modo “Armadel” “i fumetti di Scott McCloud” e tanti altri esempi possono essere inseriti in questa categoria.

Sen’altro non rientrano nella definizione di Wikipedia( anche se l’Enciclopedia li include).

Nel post di ieri sera facevo una distinzione fra webcomic reader free (lettori di fumetti on-line che si limitano al consumo gratuito sulla rete) e webcomic reader pay (lettori di fumetti on-line che procedono all’acquisto cartaceo).

Armadel al vetrino

e-comix 4th September 2007

Da brava scienziata pazza, megalomane e senza scrupoli (mi tocca) è scoccata l’ora di vivisezionare Armadel, l’iperfumetto dello studio Settemondi, evoluzione di Mediacomics.

Analizziamo il gioco on-line legato al fumetto.

  1. Innanzitutto è un gioco on-line completamente testuale. E’ in tutto e per tutto un libro-game, come sostengono anche gli autori.
  2. L’utilizzo del link è disorientante, molte volte irritante, superfluo e si coglie l’ingenuità, che fa anche tenerezza, dei primi anni della rete, quando si era meno competenti tecnologicamente(vedete che qualcosa è cambiato, basta vedere le reazioni di Spyro:”P.S. quando parlavo delle “mani sbagliate” in cui può finire l’ipertesto pensavo esattamente a Armadel, che ho trovato assolutamente illeggibile, perchè i link sono troppi e dispersivi, rendendo così assolutamente impossibile la lettura (perchè psicologicamente un link va cliccato sempre). La cosa interessante di Armadel semmai è il formato, che copre l’intera schermata e per un tipo di fumetto come quello (seriale con episodi lunghi) è la scelta migliore”.  Non so se Spyro si riferisse al gioco on-line o al fumetto ma quello che ha detto è rilevante sopratutto per il gioco on-line. Ci sono milioni di testi e riferimenti bibliografici riguardo il miglior utilizzo del link, che è stato una bestia nera nei primi anni del web…ora si è un po’ più consapevoli per i documenti testuali ma siamo ancora in alto mare nel mettere in pratica questi suggerimenti.
  3. Esempi di link irritanti da morire: vi sono delle immagini da linkare il più delle volte slegate dalla storia(la foto di un lampadario) o giustapposte esclusivamnete per decorazione(la foto sgranata dell’università di Londra)  accanto al testo come in qualsiasi documento di word. Vi è un link testuale “raffreddore” che rinvia alla definizione di “febbre” e ad un sito sulla “febbre” nonchè alla recensione e alla locandina de “La Febbre del Sabato Sera”… I link enciclopedici sono, inoltre, reiterati non solo in due pagine vicine ma addirittura nella stessa pagina e rinviano sempre a definizioni da vocabolario, le medesime per giunta, che  nulla hanno a che vedere con la storia. Penso che, nelle intenzioni degli autori, dovessero soddisfare delle curiosità supplementari del lettore ma, purtroppo, risultano ridondanti e pedanti. Le associazioni mentali dell’autore si fanno beffe di quelle del lettore, per dirla in breve. Una regola dei link è che le aspettative vanno soddisfatte altrimenti si genera delusione(almeno lasciateci questo tipo di aspettative,grazie) L’utilizzo del link nel gioco on-line di Armadel, mi sembra a mio avviso, troppo coercitivo. Ma su questo ho voglia di pensarci meglio.

animazioni digitali…poche ma utili

e-comix 30th May 2007

Penso che le animazioni digitali…come movimenti leggeri, tipo il fumo di una sigaretta di un personaggio che invade delicatamente il resto, si può fare. L’ho visto in una pubblicità di un cellulare. Non offensiva, delle bolle colorate promanavano dallo schermo del cellulare in questione e poi diventavano un po’ trasparenti quando invadevano il resto della pagina bianca.