Vademecum per vivere con i media
e-comix 6th September 2007
Sono molto contenta di pubblicare questa e-mail del gentilissimo Paolo Barnard che avevo contattato grazie alla redazione di Golem L’indispensabile, l’unica redazione che possa considerarsi attenta non solo al lavoro redazionale ma anche ai lettori, quando questi pongono loro delle domande o delle richieste. Grazie a loro sono riuscita a contattare sia Daniele Barbieri per la mia tesi, sia il videogiornalista di Report su Rai3, Paolo Barnard.
Cara Agostina, lei tocca IL tema. Ma la correggo: le notizie, più che drammatiche, devono essere false. Il gradi di falsità delle notizie dei nostri media è l’unica cosa che le distingue. Quelle di cronaca sono parzialmente false, nel senso che il fatto spesso è accaduto davvero e sono fasulli i contorni, mentre quelle estere sono false del tutto al 99%. La falsificazione è sistematica da 50 anni, ed è divenuta ormai un riflesso condizionato dove gli editori e redattori non si rendono spesso più conto di come stiano usando e rilanciando dei cliché falsi e di comodo. La sovraesposizione alle news serve invece a svuotare il cittadino della sua capacità di reagire e dunque indignarsi, rendendo così plausibili al pubblico le cose inimmaginabili che accadono. E il quadro si completa.
L’unica salvezza è la seguente ricetta: spegnere la tv del tutto, mai più riaccenderla, ovvero stare senza il rumore televisivo per molto tempo. Dopo che sei stata senza tv per minimo 1 anno (al massimo leggi solo i titoli dei giornali e degli articoli senza leggerne i contenuti, devi svuotarti la mente dalle news, e nel frattempo leggi libri di narrativa e approfondimenti culturali) riavvicinati alle news da internet, piano, con calma e senza mai riaccendere la tv!, con l’atteggiamento di chi consulta un menù: leggere ciò che vi trovi senza per il momento scegliere nulla. Vagliare i tuoi gusti rispetto a quella versione o quell’altra, e solo alla fine scegliere. E fare così sempre per ogni news. Alla fine, la news deve essere una sintesi che fai tu su un dato avvenimento dopo aver consultato 5 o 6 versioni diverse della stessa notizia. La news le fai tu! capisci? e non è quella cosa che leggi/ascolti e che prendi per buona subito la mattina bevendo il caffè.
Suo B.
Potete anche dire che si sapeva già ma io vi dirò che per chi nasce in questo mondo è una dato da acquisire e che nel frattempo…
Scusate ma questo mi fa pensare ad una battuta del film “Il giardino dei Finzi Contini” di Vittorio de Sica il cui senso complessivo riguarda “il risveglio” da un lungo sonno che accade una volta, e una volta sola, nella vita di ognuno. E prima arriva e prima s’impara a vivere.
mamma mia che risveglio da saggezza sacra che ho avuto questa mattina!!!!