Cosa si vende:un rapporto o un fumetto?

e-comix 6th September 2007

Se qualcuno ha voglia di rispondermi mi farà piacere.

Secondo voi cosa pensate che si venda in blog utilizzati come canali distributivi, direttamente nelle nostre case e gratuitamente, webcomic strip o un rapporto che si percepisce più intimo, vicino fra autore e lettore perchè si parla attraverso un blog, che è davvero utilizzato come un diario personale(ci sono tutte le tappe fondamentali della vita sociale e umana di una persona: la nascita, la morte, il matrimonio..etc).

Sarebbe necessaria un’analisi del contenuto dei commenti dei lettori del blog di Eriadan, che non mi compete. E vedere se i consumatori dei suoi albi cartacei sono i lettori del suo blog e basta. E neanche tutti. Alcuni possono accontentarsi di leggere il blog senza provvedere all’acquisto.

Beh è diverso che utilizzare un personaggio vagamente autobiografico o un alter ego a fumetti, perchè noi con questo autore ci parliamo e ci racconta quello che gli capita giorno per giorno..

Se vediamo Albo, lui utilizza sì un blog e sembra di capire che Duke, il protagonista di Mostrip, sia appunto il suo alterego cartaceo. Non ci sono commenti però che suggeriscono una somiglianza sentita come necessaria fra il personaggio e l’autore del blog e del fumetto(nessun: “Ma nella realtà non sei così” “Ti disegni troppo magro”)

E in questo caso mi viene in aiuto Scott McCloud! Appena ritrovo il pezzo lo posto qui!

14 Risposte a “ Cosa si vende:un rapporto o un fumetto? ”

  1. e-comix il 06 Sep 2007 alle 8:40 pm

    Ollalà: una bella notizia! Albo ha pubblicato un Albo: l’albo di Mostrip. E mi da qualche dritta su come avviene questo trapasso dall’on-line all’off-line cartaceo. Beh che dirvi?
    Per quanto riguarda me, che sono una fan di Mostrip, che ho assaggiato on-line, ( vedete un po’ come mi relaziono io…) acquisterò volentieri il suo albetto che ha visto l’alba in questi giorni.

  2. e-comix il 06 Sep 2007 alle 9:47 pm

    Allora il blog è utilizzato per fare pubblicità per il prodotto cartaceo. L’autentico prodotto è questo.
    Con la pubblicità, la Schokdom ci fa assaggiare un surrogato gratuito ma nelle intenzioni della casa editrice il vero prodotto è quello su carta. In questo modo tasta i gusti dei potenziali clienti e taglia i costi. L’albo, con inediti, può essere recapitato a casa o acquistato nelle fiere del fumetto. In fumetteria ancora non c’è. Quindi è ancora un mercato molto di nicchia. Già la fumetteria in Italia lo è. Questa è la distribuzione.
    Poi c’è chi può accontentarsi del prodotto on-line, gratuito, stamparselo tipo print on demand, inviarlo per e-mail…ma queste sono cose che non riguardano la Schokdom. Pubblicizza su rete i suoi prodotti, con questo assaggio gratuito ( e questo è il suo mercato di consumatori potenziali) ma vende fuori agli acquirenti reali. Lettori di strisce ma non per forza acquirenti di strisce. Leggere non è più consumare. E qui si vede il divario con il supporto. Poichè siamo sulla rete, un supporto immateriale, allora il mio consumo è correlato solo alla lettura e non diventa una variabile economica. Nel mondo reale la lettura è lagata al consumo e all’acquisto del supporto cartaceo. Diventano un tutt’uno. Impossibile separarli.

  3. e-comix il 06 Sep 2007 alle 10:23 pm

    ma parliamo di viral marketing: ora questa strategia(di pubblicità virale) è dichiarata apertamente da Gordo-Viral Marketing Production
    L’utilizzo che i lettori del blog fanno delle strisce on-line (che ricordiamo sono il surrogato del vero prodotto) può tornare a beneficio della Schokdom. Quest’ultima non lo dichiara esplicitamnete forse perchè inconsapevole o per strategia (chissà) che i suoi lettori potenziali inviando webcomic strip per e-mail fanno pubblicità ad un prodotto che è in vendita. D’altra parte questa “strategia” non è esplicitata con un “invia queste comic strip ad un amico” “invia questo wallpaper ad un amico” (che sono intelligentemente gratuiti).
    E’ un utilizzo che la Schokdom non aveva previsto? E il passaggio su il portale Alice è fonte di guadagno?Là c’è cessione di diritti solo per il prodotto on-line. E’ pubblicità anche quella? Alice ha acquistato quel contenuto, non quello cartaceo.
    cavolo che pippe…buonanotte!!!

  4. Lorenzo il 07 Sep 2007 alle 8:38 am

    Personalmente ho letto tutte le strips disegnata da Eriadan (visto che l’hai citato) e, successivamente, mi sono comprato tutto quello che ha pubblicato. Io credo sia giusto, anche se forse non è il termine corretto, acquistare se una cosa è piaciuta perché in questo modo si incentiva l’autore a continuare a pubblicare gratuitamente online. E’ molto interessante il concetto di “provare prima di comprare”. Spesso acquistiamo libri, cd, dvd e tante altre cose e poi ci rendiamo conto di aver fatto una cavolata e vorremmo poter tornare indietro. In questo modo invece è conveniente sempre, ovviamente, se c’è l’onestà, da parte di chi scarica, di andare ad acquistare se il prodotto piace.
    Anch’io, sul mio blog, pubblico libri in questo modo. L’unica mia paura è che in Italia vige la regola non scritta che “gratis è meglio quindi perché sprecare soldi quando si può avere a costo zero?” che “ammazza” (permettimi di usare questa parola) questo sistema di pubblicazione.

  5. e-comix il 07 Sep 2007 alle 11:06 am

    ciao! no, non giudico infatti se sia giusto o sbagliato :) sto cercando di capire, e tu mi dai conferma, in che modo le case editrici stanno utlizzando i prodotti pubblicati spontaneamnete dalla persone (una tesi argomenta che con l’avvento della banda larga sono cambiati i comportamneti degli utilizzatori rispetto ai contenuti on-line. Gli utenti a banda stretta sono fruitori passivi di contenuti. Quelli a banda larga, invece, sono creatori e gestori di contenuti)
    Dovrò studiare anche testi di diritto e copyright nell’era di internet per riuscire a rispondere al fatto che non si è ancora trovato un modo per far pagare questi contenuti dagli utenti….perchè il gentile editore Schokdom Lucio Staiano mi ha informato stamattina che in effetti il portale Alice paga per i contenuti del blog di Eriadan.
    Il problema è che qui si contratta ogni volta…perchè, credo, non ci sono standard di pubblicazione, ognuno pubblica quello che vuole e nel modo e nella forma che vuole.
    I fumetti nei blog e sui cellulari sono gli stessi prodotti cartacei. Nessuna software house con uno standard proprietario o nessuna associazione con uno standard aperto ( a parte quella della license creative commons che cerca di regolare un po’ l’aspetto dei diritti) parla degli aspetti distributivi. La cosa è lasciata ai singoli, che si comportano un po’ come vogliono.

  6. Lorenzo il 07 Sep 2007 alle 11:56 am

    Guarda io posso dirti che l’unico modo, per un autore esordiente, di pubblicare qualcosa è di utilizzare internet. Le case editrici minori nel 99% dei casi chiedono di essere pagate e non sempre c’è la possibilità finanziaria di farlo. Nel mio caso, per pubblicare L’ultima Alba, uno dei miei libri, una casa editrice mi chiese 2500 euro senza nulla in cambio. Tornando al discorso principale ci sono due problemi. Il primo è che se pubblichi in Rete devi essere consapevole del fatto che il tuo prodotto può essere copiato e trasmesso anche senza il tuo permesso quindi è assolutamente inutile prendere troppe precauzioni. Il secondo, invece, viene dalla parte di chi legge perché, come dicevo nell’altro commento, in Italia vige la regola “gratis è meglio”. Nessuno pensa che l’autore che decide di pubblicare in questo modo debba fare la spesa al supermercato, pagare il mutuo o l’affitto, le rate della macchina eccetera. Io ho sempre pensato che le nuove tecnologie come le reti tanto odiate dei peer-to-peer vadano incentivate perché fanno risparmiare ma serve una certa mentalità alle spalle che, almeno in Italia, non abbiamo. Pensa a come sarebbe bello se io potessi scaricare legalmente un cd da internet, ascoltarlo e, nel caso mi piacesse, comprarlo. Io lo farei senza alcun tipo di problema. Se un lavoro piace è giusto che venga pagato. Se fa schifo, perché devo buttare i miei soldi? Purtroppo temo che la mia sia un’utopia ma, amen, mi piace sognare e credere che prima o poi le persone si sveglieranno.

  7. e-comix il 07 Sep 2007 alle 12:17 pm

    No la tua non è un’utopia. C’è una ricerca svolta dalla mia università sul fatto che le persone sono maggiormente disposte a pagare un piccolo prezzo per essere nella legalità. Se torni a trovarmi volentieri cercherò di riassumenre i tratti salienti.
    Il sito della Aitech Assinform ha un’osservatorio internet. Riporto dal sito ( a questa sezione si può accedere solo se utenti registrati):
    “Internet, Rapporto 2006 AIE
    Chiamateli Digital Generation: sono internauti (per il 91%); più della metà (il 53%) ha un Ipod o comunque un lettore mp3. Uno su quattro partecipa almeno settimanalmente a chat e forum, tanto da preferire (se non sostituire) la conversazione via internet alla classica telefonata pomeridiana all’amico, e il 9% ha un blog personale in cui inserisce i suoi pensieri…Ecco la fotografia della Digital generation, la fascia dei 14-24enni e dei loro consumi tecnologici, così come emerge dall’indagine del professor Renato Mannheimer per l’Associazione Italiana Editori (AIE) e per l’edizione 2006 del Rapporto dell’Osservatorio AIE sull’editoria digitale.”
    Ovvaimente dovrò studiarmelo e considerate che non è che posso pubblicare tutto sul blog sennò è da impazzire!! Lo farò sulla tesi!!
    Conta che Eriadan ha pubblicato per gioco…Poi è arrivata la schokdom che ha visto nei suoi contenuti una fonte di guadagno. E’ nata come una cosa artigianale. Ora la schokdom(vedi anche con Albo e Zorflik e DueCuorieunaGatta) si appresta a fare la stessa operazione. Ma nelle intenzioni degli autori non c’era tutto questo. Fanno cose diverse nella vita. Poi c’è chi come dici tu, vuole esordire con quello scopo…

  8. e-comix il 07 Sep 2007 alle 2:02 pm

    le cose sono andate così: Alice aveva bisogno di contenuti e li ha pagati alla Schokdom, ma senza rendersi conto che sta facendo pubblcità gratuita al vero prodotto editoriale:ovvero agli albi cartacei che la schokdom vende e che fa assaggiare sia agli utenti dei blog sia agli utenti di Alice.
    E’possibile anche che Alice ne guadagni in termini di contatti ma su questo non ho dati.
    Ora questa pubblcità sul portale di Alice non è presente. Sembra che Eriadan sia un prodotto di Alice e non di Schokdom. Da qui i commenti degli utenti del portale:” Ma perchè Alice ha messo Eriadan?”
    La Schokdom su Alice non è presente con nessun logo. Tant’evvero che ci sono utenti che transitano dal blog di Eriadan al portale e viceversa che informano gli utenti su chi è Eriadan, del fatto che Eriadan è un piccolo autore che come altri è pubblicato da una piccola casa editrice, e così via.
    Non c’è una comunicazione pubblicitaria trasparente.

  9. Lorenzo il 07 Sep 2007 alle 2:23 pm

    Avevo letto qualcosa del genere in passato ma riguardava il mercato americano. C’era stata una ricerca, nei tempi di fuoco della lotta contro il peer-to-peer (2-3 anni fa?) che evidenziava che chi scaricava dalla rete era fra quelli che più comprava nei negozi. Non sapevo però che fosse stata fatta una cosa simile anche in Italia.
    Comunque sia spero tanto che la mia non sia un’utopia. Il problema però non sono le ricerche, sono le persone. Ho sentito molte persone dire “ah ma è gratis, allora me lo scarico”. In realtà bisognerebbe che entrasse nella testa che le cose non sono gratis anche se sembrano così. La gente non capisce che dietro c’è un lavoro, ci sono ore spese davanti al pc e magari, spendendo poco (per quel che mi riguarda 7,50 euro a libro) possono contribuire ad aumentare un nuovo tipo di mercato. Un mercato che non ha bisogno di case editrici, di grossi distributori o di super-pubblicità. Un mercato che va direttamente dall’autore al lettore senza nessun intermediario.
    Sarebbe molto bello.

  10. e-comix il 07 Sep 2007 alle 3:32 pm

    Allora la ricerca è questa http://www.libercom.it/2007/04/24/convegno-sul-file-sharing/ e s’intitola “I comportamenti di consumo di contenuti digitali in Italia. Il caso del file sharing.
    Direttori della ricerca :Davide Bennato e la fondazione Eianudi per studi di politica ed economia.
    Periodo di rilevazione tramite telefono su un campione di 1600 internauti italiani : 2 maggio 2006-5 Maggio 2006.
    Quello che dici tu è possibile solo se il fumettaro si fa un mazzo così come Bonny-ed ma in genere si avra sempre bisogno di editori. :)

  11. e-comix il 07 Sep 2007 alle 3:34 pm

    aggiungo che la ricerca non tratta contenuti editoriali digitali ma musica, film…sono stata al convegno.

  12. Lorenzo il 07 Sep 2007 alle 3:40 pm

    Sul fatto che ci sia da farsi il mazzo quando si è da soli non posso che concordare. E’ da febbraio che giro parecchi fine settimana alla ricerca di librerie che possano tenere i miei libri o facendo telefonate per organizzare serate di lettura o di presentazione.
    Se proprio c’è bisogno di editori, allora, mettiamola così: andrebbero riviste alcune cose in tutto il mercato italiano dell’editoria perché ora come ora un esordiente deve avere culo (scusa la parola) o conoscenze per poter “sfondare”. Se non hai conoscenze e se escludiamo colpi di fortuna puoi essere bravo quanto vuoi ma resti sempre uno su un milione.
    :)

  13. e-comix il 07 Sep 2007 alle 8:07 pm

    :) a questo non saprei darti una risposta decisa…diciamo che appunto il web con il suo tam-tam attraverso i blog, le chat, le e-mail, i forum e adesso anche le iniztive della case editrici di fumetto( per la narrativa non so :) ) ti danno la possibilità di farti vedere anche se sei insieme a tanti altri…puoi partecipare a delle gare. Quindi, per i fumetti, o partecipi a questi contest nuovi iniziati da editori anche famosi come la DC Comics, la Virgin Comics o la Dark Horse Comic o ti affidi a tutta la comunicazione interpersonale mediata dal computer e al suo tam-tam di cui parlavo sopra.O segui i canali tradizionali ma che tu mi dici, e ci credo, che sono infestati da amici di.
    Per la letteratura, so, a titolo di cronaca, che molti blog sono stati trasformati in prodotti editoriali e venduti, non so se nelle librerie (ho visto una volta una ragazza-autrice invitata a Markette). Il suo era un libro che parlava di sesso, guarda un po’…doveva essere proprio una palla…
    Mi hai messo curiosità di leggere quello che scrivi :)

  14. Lorenzo il 08 Sep 2007 alle 8:48 am

    Mi fa piacere se ti ho messo curiosità :D
    Poi, se ti va, gradirei un parere sincero :)

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