Comic strip e scrolling…ma è davvero un’innovazione?

e-comix 26th August 2007

Ci sono alcuni autori che utilizzano un layout verticale sfruttando lo scrolling della pagina web. Questo avviene sia per le webcomic strip,un esempio per tutti quelle di Makkox,  che per le tavole intere (per intenderci l’antologica Dark Horse, non a caso).

In un formato orizzontale, classico, il nostro sguardo abbraccia tutta la strip e non c’è nessuna punteggiatura se non quella data dalla sintassi propria del linguaggio.

In un formato verticale, cosa accade, al di là del fatto che sta alle abilità narrative e stilistiche dell’autore che una strip funzioni?

Scusate la domanda, prendetela non in maniera scientifica e senza doppi sensi, per cortesia: Ma se a uno scappa di scrollare di più???

Se il clik è legato a un link non c’è nessun margine di ambiguità o di fastidio nella lettura. Il link è l’unità minima di sitassi sul web ed è al link che viene attribuito il senso.  

Le vignette sono unità discrete. Lo scrolling è un’attività analogica perchè in maniera analoga riproduce, sullo schermo, il nostro scorrere del dito sulla rotellina del mouse … a questo noi diamo un senso?O meglio dovremmo intercettare quasi il dito dell’autore(e il senso) nell’atto del suo precipuo scrolling… Questa è un attività continua e analogica non discreta e digitale.

Nelle tavole della Dark Horse c’è la completa riproduzione del normale linguaggio del fumetto, lo scrolling lì non veicola senso e non si prefigge l’intenzione di farlo.

Nelle tavole di Makkox, scompare la sintassi del fumetto tout court: la cornice di ogni vignetta viene liquefatta nel colore e affidata allo scrolling.

22 Risposte a “ Comic strip e scrolling…ma è davvero un’innovazione? ”

  1. e-comix il 26 Aug 2007 alle 6:16 pm

    Makkox fa parte di quegli autori che mi ero promessa di ricercare, proprio qui

  2. Destabbio il 26 Aug 2007 alle 10:21 pm

    Il lavoro di Makkox è molto interessante.

    Lo sviluppo in verticale mi ha lasciato un pochino perplesso, mi ci devo adattare, anche se il rischio di vedere troppo per una maldestra scrollata è alto.

  3. makkox il 27 Aug 2007 alle 9:29 pm

    Ciao e-comix,
    bella domanda il tuo post!
    (grazie per le varie citazioni e linkate. E’ sempre un onore “esser parlati”).

    Di sicuro innovazione c’è, bisogna vedere se porta qualcosa di buono o meno. Insomma se aggiunge o sottrae.
    Se aggiunge, allora è PROGRESSO, altrimenti è ‘na CAZZATA e bon.
    Boh. Presto per dirlo (almeno per me).

    Ah, non ho previsto una velocità di scroll per leggere la storia, infatti le suddivisioni delle vignette/scene (che ci sono anche se non si vedono righe a delimitarle) non corrispondono con l’altezza del monitor o della finestra del vostro browser.
    Se ti capita di scrollare troppo, e vedere cosa c’è dopo, è come se girassi assieme due pagine di un fumetto cartaceo: te pò capità, e vabbè, fa nulla.
    Ma è difficile no?
    E che rotella ci avete?!
    :)

    Mi occupo di comunicazione pubblicitaria. Quando ho iniziato canemucca (verso febbraio/marzo, mi sembra) mi son chiesto: “Come far aderire perfettamente il fumetto al web senza fare la solita trasposizione (imperfetta, o comunque memore di una versione perfetta e qui riprodotta come adattamento) da pagina cartacea a pagina web?”
    Così ho sperimentato quel che tu hai gentilmente linkato.

    Ora le domande vere sono:
    La storia si fa leggere?
    Ne vieni catturato o la meccanica di lettura e l’impaginazione (inusuali per un fumetto classico) ti costringono a continui ritorni alla realtà, spezzando l’unica cosa che deve fare un racconto, cioè incantarti?

    Qui ci vuole poco tecnicismo per rispodere. Basta solo ricordare quel che è successo mentre leggevi.
    Tutto qui. Molto empirico e poco teorico.
    Ah, ed essere onesti nel dichiarare il risultato dell’esperimento.

    Grazie, un abbraccio
    Mak

    PS
    interessante quella cosa della Dark Horse, mi ha fatto venire qualche ideuzza.
    tks again

    Uh… ti linko perchè hai un bel blog e dici/riporti cose interessanti.

  4. e-comix il 27 Aug 2007 alle 10:48 pm

    uè ciao. ti linko anch’io volentieri poichè farai parte della mia tesi, ebbene sì se hai guardato bene il blog, sei oggetto di osservazione insieme ad altri…
    purtroppo l’empirico si sposa molto male con il linguaggio che dev’essere una cosa strutturata. Il linguaggio di un medium deve astrarsi dai casi particolari e in questo post mi chiedo questo.
    Tolto il fatto che non siamo all’avvento della nascita di un nuovo linguaggio per il fumetto attraverso il web(continuo ad esserne sempre più convinta), tolto che la maggior parte di fumettisti pubblica come se fosse su carta e che noi sul web continuiamo ad avere le stesse modalità di lettura che abbiamo su carta(riguarda anche gli articoli di giornale, c’è una ricerca dell’università di Standford e della Pointer Institute, una scuola di giornalismo Usa) il futuro per il fumetto sul web è da un punto di vista distributivo e produttivo(vedi la dark horse, la virgin comics, la dc comics).
    voi state sperimentando e nulla toglie alla vostra abilità di narratori o disegnatori ma siete lontani dall’inventare un nuovo linguaggio per il fumetto sul web.
    Comunque sarai in compagnia di molti altri che verranno accuratamnete vivi-selezionati….buahahahahahahahha. ciao e torna a trovarmi!!

  5. Spyro il 28 Aug 2007 alle 2:10 am

    Ciao, da “fan” del formato verticale su web e dello scrolling mi interessa molto questa discussione e ti propongo qualche riflessione che ho dovuto affrontare nel scegliere il formato verticale per le mie strip.

    “Nelle tavole di Makkox, scompare la sintassi del fumetto tout court”

    Non sono d’accordo. Secondo me l’operazione di scrolling non è poi molto diversa dallo sfogliare le pagine. Si può obiettare che la pagina è un unità fissa, mentre la porzione di pagina web “scrollata” è, come dici tu, in qualche modo analogica, ma non vedo cosa abbia a vedere questo con la sintassi del fumetto.

    Secondo, non confonderei lo scrolling in generale, col fatto che la “cornice della vignetta” sia “liquefatta nel colore”, dato che aldilà di Makkox le due cose possono non essere collegate. Cionondimeno la sintassi non viene intaccata, dato che il lettore riconosce benissimo il passaggio da una unità narrativa all’altra.

    Io penso che il formato verticale (con conseguente scrolling) sia una specificità del web rispetto alla carta, e sarebbe stupido per chi fa fumetti sul web non provare a sfruttarla. Pensiamo alla struttura tipo della strip comica, in cui la battuta dell’ultima vignetta fornisce la chiave di significato delle precedenti generando l’effetto comico: se l’ultima vignetta è, invece che nello schermo, a “uno scroll” di distanza, l’effetto comico può essere molto potenziato, perchè il lettore non può vedere il finale per sbaglio (che è quello che faccio io).

    Andando sul più complesso ti cito: “Le vignette sono unità discrete. Lo scrolling è un’attività analogica perchè in maniera analoga riproduce, sullo schermo, il nostro scorrere del dito sulla rotellina del mouse …”

    E dico: è vero, ma questa analogicità non è necessariamente un difetto. L’importante è che l’autore ne sia consapevole e impari come usarla, e sarebbe impossibile farlo se nessuno ci provasse.

    Del resto anche la semplice lettura è un processo scarsamente controllabile da parte dell’autore, eppure funziona benissimo.

    Quanto all’avvento di un “nuovo linguaggio” web del fumetto la difficoltà, come già sottolineato tempo fa da Scott McLoud, è quella di portare innovazione senza snaturare i linguaggi del fumetto in sè, arrivando ad avere qualcosa che non è più fumetto. Del resto il linguaggio si sviluppa con l’uso, quindi non si può pretendere la creazione di qualcosa di nuovo da un giorno all’altro.

  6. makkox il 28 Aug 2007 alle 5:53 am

    Probabilmente, anzi sicuramente, non c’è in nessuno di “noi” l’ambizione di inventare un nuovo linguaggio.
    Almeno non in me.
    Con canemucca, io produco fumetto (?) sul web cercando di ricavarne soddisfazione massima, e svincolandomi dal pensiero “pubblicazione su carta”.
    Che si possa stampare o meno, me ne frego.
    Che sia innovativo, non mi interessa.
    Il fine è la storia e il piacere di leggerla.
    .
    Chiaro che dai tempi dei geroglifici o della narrazione sequenziale per immagini adottata sulla colonna traiana, la zuppa è quella. Sempre lettura è. Mica ci si sta inventando il cinema.
    .
    Qui si tratta solo (?) di variazioni (più o meno creative) nell’impaginato (che è cosa ben diversa dal linguaggio… ma un pò non ne fa anche parte? ;).
    Le varie sperimentazioni (notare a tal proposito anche le “storie verticali” realizzate da Gipi per il web, che ho scoperto successivamente ai miei modesti inguacchi e che mostrano una sorprendente affinità nell’intuire una nuova possibilità d’impaginare un fumetto sul web) sono solo relative alla disposizione delle vignette, e null’altro (?)…
    .
    Necessità di analizzare e universalizzare a parte, tu individui (magari solo a livello emotivo), nello scrolling delle storie di canemucca, qualcosa che va oltre la semplice fruizione meccanica delle tavole (esempio dark horse) e che addirittura è (più o meno consciamente) tenuto presente dall’autore come elemento espressivo.
    Insomma… “qualcosa” di nuovo e particolare c’è. Altrimenti non ti sarebbe proprio venuto il dubbio (con dark horse non se ne sarebbe stati qui a parlare, no?).
    .
    Ora, quel “nonsocchè” che empiricamente hai provato, necessita di nome e cognome.
    Io, non so darglielo, ma sicuramente quel nonsocchè qualcosa di ben definito (e parzialmente nuovo) fa: rende quelle storie di fatto intrasponibili su carta. Qualunque cosa ci si inventasse a tal proposito, si avrebbe per la prima volta un effetto curioso: la riproduzione su carta sarebbe una resa imperfetta del fumetto visto/letto sul web, perchè lo scrolling faceva intimamente parte del tutto.
    Sinceramente è la prima volta che io vedo succedere ’sta cosa. Di solito è il contrario.
    .
    Questa è innovazione (grossolana e forse goffa), o magari la definizione da attribuirgli è altra, ma il fatto che non abbia dovuto inserire nessuna istruzione d’uso nel mio blog (e che non abbia ricevuto lamentele tipo “macheccazz’staiaffà?”) significa che, di qualunque cosa si tratti, va nella direzione giusta.
    Infatti, questa “cosa indefinita”, compie un piccolo passo che anche altre volte è stato compiuto: l’intimo appropriarsi… fondersi… di/con qualcosa che già c’è, rendendolo inscindibile dall’insieme, e dandogli nuovo significato.
    .
    Poi, che tutto questo riguardi l’area del linguaggio o altro, ripeto, non so dirtelo. Sei tu che stai a fa la tesi.
    Io so’ ‘gnorante.
    Io faccio solo i fumettini.
    Per il web.
    Non “anche” per il web o “intanto” sul web.
    Magari è un passo indietro, boh?
    ;)

    Un abbraccio,
    M.

    PS
    e sei una bella pellaccia sa?
    hehehe

  7. e-comix il 28 Aug 2007 alle 12:37 pm

    @Maxxox:oh ma non ti sminuire o non mi adulare sul fatto che io sto facendo la tesi e tu solo fumettini :P !!
    Conosco anche gipi. E immagino che a nessuno di fumettisti sul web sia venuto in mente di creare un nuovo linguaggio mentre fate quello che fate. Però nell’ambiente del fumetto c’è molto entusiasmo, (si parla di new wave del fumetto, etc). Questa cosa della colonna traiana e dei geroglifici ne parla Scott McCloud agli inizi del suo testo “Capire il fumetto” ma poi conclude che davvero è difficile risalire alla nascita del fumetto che non sia quella ufficiale.
    Il fatto è che il formato verticale non sfrutta granchè le potenzialità del web, ovvero navigare. Il link ti da un primo punto di inizio ma poi sei libero di vagare, cosa che non puoi fare con lo scrolling, e il formato verticale è un semplice adeguamento di un fumetto alle verticalità delle pagine web.
    Quanto allo sfogliare, nel caso delle webcomic-strip voi sfogliate una vignetta e non una pagina col rischio che a volte ci pigliate, a volte dovete far scorrere il dito un po’ di più, a volte un po’ di meno…lo sapete quando ci pigliamo semnza ombra di dubbio? Quando la cornice della vignetta è molto ben definita e ha una forma geometrica che riconosciamo come una vignetta senza alcuna esitazione. Non so se ho risposto a tutto, magari controllo poi.
    @Spyro :io ho fatto una critica alle comic strip di Makkox: quando si accorpano due elementi ambigui, lo scrolling+una cornice non definita+il formato verticale che ti non ti da una visone d’insieme perchè tu non hai tutta la tavola(è vero un autore può sfruttarlo a suo vantaggio con la sorpresa o il colpo finale ma non si può “nascondere”, perchè di questo si tratta, il finale con un link o in un altro modo?) la lettura richiede un’impegno cognitivo maggiore che non accade sulla carta.
    Per inventare un nuovo linguaggio, ammesso che sia nelle intenzioni di chi pubblica sul web, bisogna eliminare questo sforzo in più. Altrimenti si va avanti a leggere perchè la storia piace ma potrei anche non farlo, se mi stanco o se mi annoio troppo.
    Non si pretende nulla da voi :)
    Le tue comic strip si fanno leggere con meno fatica anche perchè sono corte ;)

  8. e-comix il 28 Aug 2007 alle 3:13 pm

    Cmq………………………………………………………………………………………………………………..
    Divertente che la cavie da laboratorio si ribellino alla scienziata pazza.Succulento.

  9. makkox il 28 Aug 2007 alle 3:20 pm

    Ho capito la cosa del link e dello scroll.
    Grazie (e son duro sa?).
    E’ un pò quello che è successo quando si è passati dal registrare i dati su nastro ai dischi magnetici.
    Io (nel senso di fumetti che faccio) sono ancora nastro (ad accesso sequenziale), mentre il web (l’ipertesto in effetti) mi offrirebbe potenzialità di accesso random.

    Molto interessante.
    Occorrerebbe rielaborare dalle fodamenta la struttura sequenziale del “racconto”.
    Ci devo pensare perchè è un input non da poco….
    Non ho mai visto applicato a nessuna forma di narrativa un reale costrutto ad accesso random (solo quella cosa che ad un certo punto della trama puoi scegliere un paio di percorsi, ma non parliamo di quello no?).
    Mi sapresti consigliare qualcosa che risponda a questa innovativa caratteristica?
    Tks

    Cià, M.

  10. Spyro il 28 Aug 2007 alle 4:32 pm

    Ovviamente quello dello scroll per nascondere il finale di una striscia è un esempio basato sulla mia motivazione personale per usare lo scrolling in determinati contesti (laddove in altri, potendo, preferirei evitare). Chiaro che qualcuno con delle buone idee può arrivare a usi più convincenti.
    -
    Per quanto riguarda l’uso del link per ottenere lo stesso effetto, credo che lo “sforzo” sia maggiore per usare un link piuttosto che lo scroll, non tanto in termini cognitivi quanto in termini di navigabilità. Cioè trovo preferibile e più immediato che il lettore possa leggere tutto senza dover aprire altre pagine. In altre parole con lo scrolling non solo si “nasconde” il finale, ma si nasconde anche il fatto che è nascosto (senza contare che usando una piattaforma come splinder e non un mio spazio web non saprei dove mettere le pagine da linkare, ma questa è un’altra storia).
    -
    Per quanto riguarda il “problema web” di Makkox, se così vogliamo chiamarlo, non credo stia nello scrolling nè nei contorni ambigui (che in realtà sono pur sempre contorni), quanto piuttosto nella lunghezza e nello stile del flusso di pensiero, tipicamente non adatti al web, dove il lettore non può perdere più di pochi minuti su un sito e ha una soglia di attenzione molto bassa. (Inoltre spesso va più veloce lo scroll del caricamento della pagina).
    -
    Quindi secondo me corri il rischio in questa tua interessantissima analisi di confondere la forma con il contenuto, laddove la forma non implica, sempre a mio modesto parere, particolari sforzi cognitivi (girare una rotella mentre leggi non è un’operazione più complessa che girare le pagine di un libro, e trovo la questione dei “contorni ambigui” piuttosto irrilevante) mentre il contenuto può portare a difficoltà specifiche legate all’uso del mezzo fisico con cui si trasmette il testo, ma non al linguaggio del medium artistico.
    -
    Dopodichè se Makkox sceglie quel contenuto “ostico” per il web, fa benissimo a non definire i contorni, perchè quando si legge un flusso di pensiero “pigliarci” con lo scrolling è assolutamente irrilevante (o almeno io personalmente non ho mai avvertito il problema leggendo canemucca).
    -
    Quanto alle potenzialità del web, secondo me lo scrolling (lasciamo da parte per un attimo i bordi delle vignette) è un’opportunità specifica tanto quanto il link, perchè fornisce un sistema di lettura impossibile da realizzare con la carta stampata (che quindi crea quello che i semiotici chiamano un effetto di senso diverso), dovuto alla lunghezza potenzialmente infinita di una pagina. Ovviamente non c’è alcuna ragione per cui uno debba scegliere il link al posto dello scrolling o viceversa: se si parla di sperimentare, si può sperimentare con entrambi cose diverse e altrettanto valide. Ma nelle mani sbagliate (e ce ne sono parecchie) l’ipertestualità può diventare una cosa molto peggiore dello scrolling.
    -
    L’altro problema è che spesso coloro che fanno fumetti sul web (e io non mi vergogno di ammettere di essere tra quelli) vedono il web più come una opportunità “economica” (pubblicare a costo zero con una diffusione virtualmente totale) quanto un’opportunità artistica o di innovazione. Ma immagino che questa sia un’altra storia.

  11. Spyro il 28 Aug 2007 alle 4:41 pm

    Scusa ho scritto tantissimo, contrariamente alla mia natura è ho perso di vista il topic principale. Il senso del mio discorso è: sì, lo scrolling è un’innovazione (relativamente al passaggio da carta a web, è chiaro), per i motivi sopra elencati.
    -
    Poi è un’innovazione che può essere usata bene o male, piacere o non piacere, essere rivoluzionaria o praticamente irrilevante (in quest’ultimo caso nessuna delle due cose, a mio parere). E qui il dibattito è aperto.

  12. makkox il 28 Aug 2007 alle 7:45 pm

    “…dove il lettore non può perdere più di pochi minuti su un sito e ha una soglia di attenzione molto bassa…”

    Cioè spyro, 1.04 miliardi di lettori, e sono tutti scientificamente così?!!!
    hehehe
    Ho capito che intendi il comportamento “medio”, ma questa è un’analisi buona per il marketing.
    Io faccio cose che nella loro dimensione vanno bene per qualcuno tipo… tipo me!
    Io non mi stanco a rileggerle. Mi diverto.
    Sono il primo della fila per vedere la mia roba. Poi se qualcuno s’accoda, bene.

    Tu fai lo stesso spyro… o no? O ti fai le pippe mentali su come catturare il web-surfer medio?
    Naaaaa….
    Fai cose che ti piacerebbe esistessero, e le rendi reali. Bon.
    A fare i cremini gusto arancia-banana-kiwi-zucchero-nonsapiùd’uncazzo ci pensassero i venditori da supermercato.
    O no?

    Cià, M.

  13. e-comix il 28 Aug 2007 alle 11:28 pm

    @Makkox: se vuoi vedere un’utilizzo del link una storia a fumetti guarda “Armadel”.
    il lettore ha degli extra nella storia:leggere il diario del protagonista, guardare le foto dell’album che un personaggio sta leggendo, leggere una freddura fra due protagonisti nascosta da un link.
    Il fumetto in questione è stato pubblicato on-line dal sito del Corriere della Sera nel 2001.
    Come puoi immaginare, bisognava mettere la pubblicità che il giornale esigeva e purtroppo vi era un primo strato di spot( se clicchi sul motorino del protagonista ti accorgi che è un scarabeo) più un secondo livello di spot (se clicchi ulteriormente ti porta nel sito del rivenditore).
    Per l’intreccio della storia vi era un gioco in cui ognuno poteva scegliere un personaggio e come dici tu navigare.Una cosa :si sfogliavano le tavole e non le vignette.
    Anch’io non amo la pubblicità, la trovo antipatica in un fumetto. Inoltre, e qui aspettate che mi laurei, dovrò fare una differenza fra Armadel, videogioco, cartoon…(e il gioco on-line poco mi convince.Era staccato dalla storia del fumetto.)
    Ha avuto un bel successo iniziale per curiosità, una gran pubblicità(è sempre il Corriere) ma con la banda stretta ci si metteva molto tempo per caricare(adesso un minuto) e poi, dopo che la speculazione di quegli anni è finita, insieme all’interesse è finito anche il fumetto.
    Armadel me lo devo riguardare bene.
    :D ciaoooooo e buon lavoro!P.S neanche scott maccloud ha mai utilizzato il link, credo(verificherò)
    Con il web, in questo caso si è realizzata concretamente una cosa che si pensava dagli anni 70: ovvero il libro(o fumetto)-game. Voi dovreste ricordarvelo. Io non c’ero. :) :)

  14. e-comix il 28 Aug 2007 alle 11:56 pm

    @spyro: non ci sono problemi nel dilungarsi :) spero, però di rispondere a tutto.
    Perchè proprio le webcomic strip sono state il “formato” più utilizzato nei blog?
    Perchè la web-comic strip sono a sviluppo orizzontale nella maggior parte dei blog?

    Perchè la gente ha semplicemnte trasporto sul web il formato a fumetti su carta più sintetico che c’era per adattarsi al poco spazio del blog(c’è anche un gran facilità nell’aggiornamneto) e nell’unica forma che conosceva: quella a sviluppo orizzontale vista nei quotidiani.
    ora, anche i quotidiani concedevano poco spazio al fumetto(proprio il medesimo poco spazio concesso dalla struttura di un blog) ma perchè non c’è nessuna comic strip(o c’è?, vedremo) con sviluppo verticale su un quotidiano cartaceo?
    perchè la nostra esperienza di lettura delle notizie sui quotidiani è orizzontale(credo).
    le tue strisce possono essere trasposte su carta senza problemi.
    nel blog(non nel web) avete un vincolo strutturale in più se volete utilizzare lo scrolling. siete più limitati. Seguire la verticalità della pagina non vi aiuta.
    i contorni delle vignette sfumate di makkox rappresentano un problema in verticale e con lo scrolling. Non in orizzontale. Perchè?
    manca il colpo d’occhio che definisce le cornici anche quando sono più labili poichè c’è un artificio stilistico(la sfumatura del colore). Invece scrollando ti chiedi” questa fascia di colore è al cornice o è qualcos’altro? lo realizzi con più ritardo e più fatica.
    Potete sempre creare all’interno di uno spazio ristretto come un blog ma con un vincolo strutturale del mouse e dello scrolling, un altro formato di fumetto che non sia una comic strip verticale. altrimenti fatele orizzontali. é sempre l’occhio che si muove…
    non so se ho risposto a tutto. ora vado che domani si cerca casa….

  15. Spyro il 29 Aug 2007 alle 12:55 am

    @makkox: più che al lettore medio mi riferivo alla mia esperienza soggettiva. Molte tue strip non riesco materialmente a leggerle (lo ammetto: le sfoglio per vedere i disegni) perchè sono troppo lunghe e prolisse, e credo che il lettore medio del web si comporti come me, come tu stesso riconosci. Ovviamente ci sono anche coloro che leggono tutto, e possono anche essere molti, anche perchè il tuo lavoro merita spesso lo sforzo.
    -
    Però non devi prendere questa osservazione come una questione di “mercato” ma semplicemente come un’opinione personale su cosa è adatto al web e cosa no, opinione che peraltro non mi impedisce di essere assolutamente contento che qualcuno faccia e pensi diversamente, così c’è più varietà, e la varietà porta innovazione e l’innovazione porta qualità eccetera…
    -
    Quindi sì, io quello che fai tu non lo farei mai (tra l’altro non sarei capace, e io apprezzo tantissimo tutto quello che non sarei capace di fare), e sacrifico anche un sacco di idee che giudico non adatte al web ma alla carta, però ti ritengo un portatore di innovazione e qualità quindi hai la mia massima e incondizionata stima. Detto questo, con il discorso che tu, fraintendendo, hai definito di “marketing” cercavo solo di razionalizzare alcune perplessitò della nostra tesista preferita, che sinceramente faccio fatica a spiegarmi altrimenti.
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    Poi sì, anch’io faccio quello che mi pare senza tanti calcoli, e non vorrei mai che nessun altro al mondo si comportasse diversamente, che questo punto sia ben chiaro.
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    @e-comix: il discorso è interessante, specialmente per quel che riguarda le strisce sui quotidiani. Io ho sempre trovato molto più naturale sul web il formato verticale, e in senso di strisce il mio “modello” è Vaz. Mentre trovo assolutamente insopportabile lo scrolling orizzontale, o la vignetta che spagina sul layout, trovo assolutamente naturale, sul web, lo scrolling verticale. Immagino che ormai sia una questione di gusti e abitudini.
    -
    Infine non capisco perchè i limiti del formato verticale debbano rappresentare una cosa necessariamente negativa, e non un’occasione per la nascita di nuove idee, nuove soluzioni e nuove espressività. Immagino che solo il tempo ce lo dirà.
    -
    Per quanto riguarda i contorni sfumati e le loro differenze nel formato verticale e in quello orizzontale, mi dispiace ma continuo a non vedere il problema. Io trovo che la cosa più bella dei fumetti di Makkox sia proprio questo disvelamento graduale del fumetto, quindi ancora una volta più che un limite o un difetto la definirei una questione di stile, che è assolutamente legittima fintanto che è consapevole dei pro e contro. Ed è una cosa che sfrutta le specificità del web, nel caso di Makkox (nel mio praticamente no).
    -
    Comunque solo il fatto che stiamo a discuterne così approfonditamente dimostra che ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo e che vale la pena analizzare.
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    P.S. quando parlavo delle “mani sbagliate” in cui può finire l’ipertesto pensavo esattamente a Armadel, che ho trovato assolutamente illeggibile, perchè i link sono troppi e dispersivi, rendendo così assolutamente impossibile la lettura (perchè psicologicamente un link va cliccato sempre). La cosa interessante di Armadel semmai è il formato, che copre l’intera schermata e per un tipo di fumetto come quello (seriale con episodi lunghi) è la scelta migliore.

  16. Spyro il 29 Aug 2007 alle 1:06 am

    PPS. Scott Mccloud ha usato i link in modo molto interessante in “the right number” http://www.scottmccloud.com/comics/trn/intro.html e anche nella celebre storia a più vie di Carl, dove i link sono usati per rimandare a dei “dietro le quinte” http://www.scottmccloud.com/comics/carl/3b/cyoc.html
    -
    Credo che le sperimentazioni di McCloud per quanto riguarda le possibilità del web siano tuttora le migliori e sono amaramente troppo poco sviluppate da chi fa fumetti online (e io sono, ahimè, tra quelli per manifeste incapacità tecniche).

  17. e-comix il 29 Aug 2007 alle 8:42 am

    grazie per scott mccloud…appena ho un po’ di tempo me li guardo con molto piacere.
    Sul link in Armadel, ci penserò su. Tornatemi a trovare, mi farà piacere! ;)

  18. e-comix il 29 Aug 2007 alle 8:50 am

    Conosco anche un fumetto flash di lucio staiano che utilizza il link per richiamare le vignette che si compongono a definire la tavola che trovo interessante. ci vuole tempo per analizzare queste cose, ragazzi…mi devo laureare a febbraio…datemi tempo e avrete il mio responso, divino :P

  19. makkox il 29 Aug 2007 alle 3:48 pm

    @spyro
    l’ho presa male l’ammetto. Pur intuendo perfettamente che non sei un mercataro del fumetto, t’ho risposto coi denti di fuori. ;-)
    Magari ho approfittato per sfogare qualcosa che avevo sul groppo da un pò…
    la gente anziana fa cose strane.
    Ho capito il tuo discorso.

    @e-comix
    aripremetto che son gnorante, quindi magari sbaglio.
    Quella cosa dei link di cui hai fatto esempi, non è una roba di evoluzione del linguaggio, magari è un modo alternativo per inserire degli extra (che nel cartaceo troveremmo in appendice).

    Quando tu mi paragoni l’ipernavigazione che ognuno di noi effettua quotidianamente sul web, alla vera innovazione che necessiterebbe introdurre nella struttura narrativa dei comics, mi stai chiedendo (io dico “mi” ma la tua è una richiesta impersonale, lo so) di abbandonare la struttura sequenziale del racconto per una ad accesso random.
    Come prendere un romanzo, aprire una pagina a caso, e da li saltabeccare andando a finire in un altro romanzo o nell’enciclopedia britannica.
    La vedo dura. Significa modificare uno schema narrativo che avrà 150.000 anni.
    Si potrà anche fare, ma aspetto di vedere come, perchè a me proprio non viene.

    Infine, pensi che lo scrolling-comic sia una strana aberrazione Ligabuesca di qualche imbrattapixel e che non possa essere mai fatto “metodo” adducendo l’imponderabilità dello stesso, o artificiosi ingrippi che causerebbe nel lettore?
    E vabbè, ma non hai mai risposto alla mia domanda: TU, leggendo le storie di canemucca, ti sei aggrovigliata negli impedimenti meccanici, o hai semplicemente seguito la trama (o quel che era) fino alla fine senza accorgerti di dito, mouse etc etc?

    Un abbraccio,
    Mak

  20. Cius il 29 Aug 2007 alle 3:55 pm

    Dunque sulle pagine web si può andare su e giù e a destra e sinistra, nonchè sfruttare i click e i link… uhm… beh ma dove sta l’innovazione??
    Io, che vado controccorrente, sto pensando ad un anti iper-meta-comics che basta andare sul sito e senza, attenzione SENZA, alcun intervento umano è bello che leggibile. Là.
    Penso sarà una rivoluzione. Sopratutto per tutti quelli che usano ancora mouse senza rotellina…

    Ovvio che mi sto burlando, siamo tra amici e so che posso ironizzare sulla faccenda. In realtà ’sta cosa dello scrolling e dell’ipertesto (nei comics si potrebbe chiamare iper-disegno) è curiosa e può in effetti spingere verso un nuovo linguaggio anche il più classico dei fumetti. Mi immagino la possibilità di inserire il link direttamente sul personaggio, nel disegno, in modo che da una strip si possa risalire alla scheda di Pinco piuttosto che di Pallino semplicemente cliccandoci su. Oppure la possibilità di visualizzare (idea strana) i vari step di composizione della strip: matita, china, colore, ecc. se precedentemente creata ad hoc dall’autore con varie scansioni.
    Insomma si possono comunicare più cose sicuramente con i vari “livelli” offerti dal web e dalla sua dinamicità: sulla carta in uno spazio singolo a 2 dimensioni, una sola cosa ci sta, quella appunto che riempie lo spazio stesso: disegno, testo, foto, ecc. Sul web si lavora a 3 dimensioni e volendo si può aggiungere la 4a, il tempo, in caso di sperimentazioni più ardite ed è ovvio che ben più ampie strade si possono percorrere.
    Io però sono un tradizionalista e amo spegnere le macchine per gustarmi la carta. Anche in caso di futuri e moderni fogli elettronici o carta-elettronica come la si vuol chiamare, penso avrò sempre un occhio di riguardo alla povertà del 2d della carta tradizionale. Ma è un mio punto di vista, dovuto forse dal fatto che la tecnologia, per il lavoro che faccio e la società in cui si vive, mi sta circondando e talvota amo disintossicarmi (o fuggire se vogliamo) da tutto quello che contiene elettricità, bit, e pixel in ordine sparso.
    Certo la strada scelta da molti sul web probabilmente porterà più lontano e avrà maggiori consensi nel prossimo futuro, di una ostinata conservazione come la mia della “materia” ma è nell’ordine delle cose che l’uomo trovi nuovi vie di comunicazione e nuovi modi per esprimersi.
    Sarebbe grande, anzi grandioso, trovare anche sulla carta stampata nuove vie e nuovi approci al lettore ma siamo in Italia e questo non sarà mai possibile.
    E’ anche per questo che tutti ci si rifugia qui, dentro a piazze virtuali a discutere del mondo reale.

  21. e-comix il 29 Aug 2007 alle 4:50 pm

    @tutti!: sono a roma a cercare una casa…e a scroccare internet nell’aula dei rappresentanti degli studenti!!:D se volete potete continuare ma risponderò quando riuscirò a stare in un posto fermo e tranquillo e magari in una casa….:P
    non pensate che stia zitta perchè non so rispondere…..:P ciao!

  22. [...] Potete vedere l’inutile discussione che si è tenuta per qualche giorno proprio qui ! [...]

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