La Tesi
e-comix July 16th, 2007
Per gli amanti della sintesi, è una tesi sulle sinergie possibili fra fumetti e giornali nell’era del www e delle tecnologie della comunicazione.
- definizione di fumetto digitale: distinzione fra web-comic (fumetto on-line), webcartoon, fumetto su cd-rom e videogioco.
- L’editoria off-line del fumetto: fumetto su cd-rom e su floppy
- L’editoria on-line del fumetto:
- L’avanguardia italiana: Shockdom, l’editore dei webcomics
- Le avanguardie statunitensi: Zuda Comics, l’etichetta on-line della casa editrice DC;I progetti paralleli di MySpace Comic con la Virgin Comics(CoalitionComix) e con la Dark Horse.
- Fruire i comics sul web:
- L’iperfumetto Armadel.
- Socialnetworking a fumetti: i blog di Nuvole Elettriche
- L’intimità a fumetti: il diario di Eriadan
- Fruire i fumetti su device mobili :
- I comic mobile e i comic eBook (smart phone e dispositivi eBook come unici device mobili su cui possono essere fruiti i fumetti)
· Un prodotto collaterale del quotidiano: il fumetto
- Accenni alla lunga tradizione delle comic strip dei quotidiani e settimanali internazionali; Le iniziative editoriali dei quotidiani e dei settimanali nazionali italiani su carta: le collane del gruppo editoriale “La Repubblica-L’Espresso” e del “Sole 24-ore”; il graphic journalism del settimanale “L’Internazionale”; le comic strip de“Il Giorno” e “Paese Sera”
- Strategie virali sul web: I webcartoon di Gordo, le webcomic strip, e-cards, editorial cartoon di Comics.com
- Fruire i fumetti sui siti dei quotidiani on-line:
- l’iperfumetto Armadel del Corriere della Sera, La sezione cartoon de “Le courrier International”, il diario grafico di “Internazionale”
- Proposta editoriale: perché le webcomic strip sono uno prodotto vantaggioso per i quotidiani on-line?Come rivalutarle?Delineare criticità.
n.b. L’indice è provvisorio e pertanto sarà soggetto a modifiche e ad aggiornamenti, quindi non vi prestate attenzione come se fosse tutta la tesi, è solo una lista degli argomenti che verranno trattati nel mio lavoro.
Un’ avvertenza: tutto ciò che vedete nei post sono le riflessioni che mi vengono durante lo studio dei testi e di conseguenza è come se utilizzassi la rete come se fosse un documento di word, e scrivo quasi di getto. Quindi mentre scrivo sto ancora studiando, il che significa che le conclusioni a cui arrivo in un post possono non essere quelle definitive Se volete copiare, fatelo pure, tanto chi copia non si preoccupa mai di ciò che va a finire nelle mani altrui.
Se volete rispondermi ad un post mi farà piacere ![]()
ragazzi ci vuole un po’ di ironia anche nel presentare una tesi.
C’è stato chi con grande malignità e sadismo
mi ha detto che quel “buahahaha” ci sta benissimo e che la mia tesi, così , è chiara anche nelle intenzioni
:D. In realtà preferisco non parlare di questo progetto per adesso perchè la strada è lunga e sarà appunto un’iniziativa che non si colloca nella lunga tradizione internazionale cartacea, per non parlare poi della novità…riguarderà il web, e tutti sono molto cauti, io per prima.
c’è molta confusione nella terminologia. Nel pensare al termine “webcomics” credevo che avrei trovato un fumetto che non utilizzasse semplicemente il web come carta ma che fosse navigabile… ma non scrollando. Così non c’è nessuna navigazione. Gli esperimenti di McCloud francamente, per me, sono deludenti. Per lui webcomic=online comic
Scrollare è molto antipatico e cliccare in continuazione con il mouse anche.
Sono necessari dispositivi ad hoc per i fumetti così come per i libri ed in effetti sto leggendo la bella tesi di Alessandro Cecconi “L’ebook. Lo stato dell’arte” in pubblicazione a febbraio.
Un supporto trasportabile sia cartaceo che elettronico(come il comic e-book) è fondamentale per un fumetto. Che sia anche un allegato ad un quotidiano. Pensate ai quotidiani che utilizzano l’e-paper.
Uno stesso supporto potrà leggere il quotidiano, il fumetto allegato, l’intera collana. Per la comunità immaginata(vedi Anderson) di lettori non si riuscirà a capire se la persona con un e-book sta leggendo il quotidiano, il fumetto allegato o le comic strip a cui il lettore può abbonarsi.
Nel quotidiano “Paese Sera” le comic strip sono integrate con il quotidiano. Nessuno può decidere di acquistare solo gli ultimi due fogli cosa che invece accadrebbe con un e-book. Anche le comic strip sarebbero da pagare a parte. Volendo potrei leggere un quotidiano ma abbonarmi alle comic strip di un altro o alle collane a fumetti di un altro ancora. Le strisce comiche perderebbero davvero il carattere identitario che le lega a quello specifico quotidiano?Il brand del quotidiano connotava anche le sue strisce comiche? Scopritelo Su rieducational channel, con Ago&Vulvia.
Ora le comic strip potrebbero essere consultate on-line e inserite all’interno di un quotidiano o un settimanale o un webmagazine (qualsiasi prodotto giornalistico).
Probabilmente i quotidiani su e-book saranno anche diversi da quelli sul web…vedrò di trovare qualcosa per la bibliografia.
Ragazzi fa ccccccaaaaldo! e io sto qua a scrivere con il mare a 2 passi! quanto mi sto pentendo!!!!
wow, io mi ero divertito un sacco a fare la tesi… con un argomento così, te la dovresti passare bene pure tu… auguri per il tuo progetto!
Per ricapitolare…
Solo negli Stati Uniti, l’industria culturale si è diffusa capillarmente e ha raggiunto il massimo delle sue potenzialità (nel bene e nel male)…ora questo vale anche per il settore del fumetto? E in particolare mi sembra che anche per quanto riguarda il webcomics, ovvero fumetti on-line per la carta, sia il mercato statunitense quello più attivo. Ricordiamo Zuda Comics, il progetto della DC comics, e il progetto della Virgin comics in collaborazione con MySpace. In effetti quando ho chiesto la tesi avevo pensato sia a my-space che a you tube, come realtà che prima o poi sarebbero state notate soprattuto come luogo di profitto economico. Io pensavo ai quotidiani…C’è chi sostiene che l’industria dei fumetti italiana sia ancora in una fase artigianale…in realtà non è solo una realtà del fumetto ma anche di altri oggetti culturali, come i film, per esempio. E’ l’intero sistema dell’industria culturale italiana che è più debole o se vogliamo diverso. E’ per questo per esempio che per quanto riguarda il cinema si hanno diverse accezioni di cinema indipendente. Per Jarmush, autore di Broken Flowers, Sofia Coppola fa cinema indipendente ovvero il suo cinema si connota in maniera particolare, la identifica, porta avanti una sua idea e si rivolge ad un suo pubblico che non è quello del cinema commerciale. Ma attezione Sofia Coppola è integrata nell’industria culturale, cosa che non accade con molti film indipendenti o d’autore: queste sono figure che sono presenti solo nelle nostra industria culturale. C’è un grosso sostegno statale delle cinematografia italiana a differenza degli Usa per film che in realtà nessuno vedrebbe, a parte la sottoscritta quando ho fatto parte di una giuria per il Medfilm Festival (Festival del cinema mediterraneo)…
Per il fumetto, mi dicono ma devo verificare, il mercato in Italia è monopolizzato da poche case editrici. Decideranno mai di lanciare un’iniziativa simile a quelle statunitensi per i webcomics…?e poi la cultura italiana è differente da quella francese da sempre amante del fumetto e che vede gli albi come degli oggetti da collezione che hanno lo status di libri, rifiniti, negli scaffali delle librerie!.
Certo il mercato del fumetto è di nicchia rispetto a quello cinematografico. Ma voglio attirare l’attenzione sul fatto che sia il cinema che il fumetto in italia hanno un’industria meno strutturata e che non ha raggiunto i livelli di quella statunitense.
Lo stesso vale per i quotidiani e il fumetto. Quest’ultimo è un prodotto giornalistico o collaterale? Serve ai quotidiani per rimpinguare le proprie casse? Se è così perchè i quotidiani non sfruttano quest’opportunità e con quei soldi ci danno notizie più curate che queste di adesso fanno schifo?
O dobbiamo sorbirci ancora i gossip dei blog dei lettori ( a me da fastidio solo la vista, mi spiace)?
Insomma meno sensazionalismo, più equilibrio, più fumetti. Io sono partita da qua per la mia tesi.
Ed ecco che Davide Caci della Tunuè mi segnala gentilmente L’editore Cagliostro.
Innanzitutto loro utilizzano il termine ecomics o e-comics come il mio blog…e non lo dico perchè sono narcisista…ma ho notato, almeno per ora, che sono l’unica ad utilizzarlo.
Esistono le scanlation dei manga utilizzate in Italia da fan appassionati di manga distribuiti solo in Giappone. Grazie a delle community (alla fine sono loro che fanno da padrone nel web un po’ per tutto) sono riusciti a farsi ascoltare e a convincere gli editori a pubblicarli anche in Italia. Insomma gli acquirenti si fanno sentire e agli acquirenti si risponde. (non sono più dei semplici lettori che aspettano un’uscita o si mortificano ma agiscono, organizzandosi. Sono comunque fortemente motivati e si tratta di una nicchia)
Anche la Cagliostro attraverso il print on demand mette ad disposizione fumetti di genere fantasy.
I suoi lettori li leggono sul pc o li stampano? Questi sono gli e-comics?
E i webcomics? Alla prossima.
AgoVulvia docet
Ciao!
Se vuoi ravanare tra i primordi dei webcomic in assoluto ti suggerisco un pajo di titoli:
Megatokyo
Pennyarcade
Ctrl alt del
Mac Hall
e per gli italiani Follow The Rabbit.
Tutti fumetti che parlano di videogames, sistemi operativi, computer… così come una volta la rete era per i nerd, anche i webcomic erano esclusivi per i nerd.
Credo che sia un bel punto di partenza.
Ciao!
@Agu: grazie! si mi sto divertendo abbastanza, ma tu su cosa l’hai fatta la tesi che ti sei divertito così?
ciaooo
@Cementino: molto interessante quello che mi dici………..ravanerò con molto piacere
Non so se hai visto anche qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Fumetti_online
Stavo leggendo le cose che devi fare per la tesi, su certe cose non capisco bene. Mi sarebbe piaciuto aiutarti ma non credo si saperne molto…
Comunque se ti serve qualcuno che te la rilegge, la tesi…
Buon lavoro/divertimento per la tua tesi da un compaesano!!
Ciao.
@Antonio: grazie, gli ho dato un’occhiata adesso…NoN credo che vorrai rileggertela davvero la tesi…O Sì??
Non dubitare, donna di poca fede…
Oddio, dipende anche da quando ti laurei, ché verso fine ottobre ho un po’ da fare, che… vabbé, a giorni sul blog annuncio i miei impegni…
Ciao.
pochissima fede…mi laureo a febbraio PER FORZA sennò li ammazzo…faccio un salto nel tuo blog!
Webcomics: prime definizioni e pippe mentali
Webcomics e scrolling: è davvero un’innovazione linguistica?
Cara Agostina
sono un ex-affiliato a Nuvole Elettriche (tuttora mi diletto a mettere strisce e tavole in rete); ho letto il progetto della tua tesi e vorrei esprimere il mio parere personale su alcuni punti:
- Riguardo ai ” webcomics”, che io chiamo “fumettinrete”, ritengo che non si possa parlare di un fenomeno pensato apposta per la rete, ma di semplice trasposizione in internet di quello che non trova sbocco nella carta stampata.
Parlo per esperienza personale (ma tanti altri potrebbero confermare), in Italia è pressochè impossibile farsi pubblicare da quotidiani nazionali o locali, che non sono interessati in partenza, non li vogliono neanche vedere i disegni. La rete invece non fa guadagnare ma consente di mettere in rete quello che si vuole e quando si vuole con una spesa assolutamente modesta.
A questa categoria si aggiunge chi magari realizza un diario in forma disegnata, categoria di cui Eriadan è il rappresentante più insigne.
Insomma, fumetti pensati appositamente per la rete, con qualche artificio tecnico pensato appositamente, sono da considerarsi eccezioni, e non certo la regola.
- Anche nel passato il fumetto sui quotidiani in Italia non ha goduto di buona salute; finché c’è stata la moda si è visto un pò di materiale straniero ed un pò italiano (Bonvi, mi pare Silver, Magnus e Bunker …), poi il silenzio. Un esempio è raccontato nel supplemento al 25° anno di Alan Ford (Max Bunker Press, 1994): nel 1978 il direttore di un quotidiano chiese delle strisce su Superciuk, nemico del Gruppo T.N.T. di Alan Ford; furono preparate otto strisce con le origini del personaggio (testi Max Bunker, disegni Paolo Chiarini), ma dopo poche settimane quel direttore fu sostituito da un collega che odiava i fumetti, e così le otto strisce non vennero pubblicate. Insomma, si era in balia di un filo di vento ….
- Anche negli Stati Uniti le strisce godono di salute sempre minore: i quotidiani riducono sempre di più gli spazi, con conseguente riduzione dei quadri delle strisce. Molte strisce avventurose hanno finito col chiudere i battenti per questo, mentre le strisce umoristiche ormai hanno dei disegni stereotipati e poveri, un prodotto per un rapido uso, ben lontane dai virtuosismi grafici dei fumetti di una volta, e ultimamente, che mi ricordi, non ho visto emergere nessun personaggio, a parte Dilbert. Una delle cause della chiusura (28/5/2000) della serie “Bringing up father” (in Italia “Arcibaldo e Petronilla”), è stato detto, era lo scarso spazio che non consentiva più gli sfondi (e magari anche le battute) di una volta.
- Il fumetto non può essere considerato come prodotto giornalistico, semmai di intrattenimento; ci può essere qualche caso isolato (che non ho letto), ad esempio nell’opera di Joe Sacco, ma anche qui si tratta di eccezioni. Può essere utilizzato anche per le ricostruzioni storiche (”Storia di Roma a fumetti” e “Storia d’Italia a fumetti”), ma sono casi particolari.
- Per concludere, l’esplosione del fumetto in rete mi sembra semplicemente una ulteriore dimostrazione del distacco tra chi produce o dovrebbe produrre intrattenimento e chi lo fruisce o vorrebbe fruirne. Proprio mentre ci si preparava a celebrare il funerale delle strisce ecco saltare fuori un sacco di nuovi autori fuori dai circuiti ufficiali dove nulla si crea e il peggio si ricicla. Distacco che si può vedere anche in altri campi, a partire dalla televisione, ed anche al di fuori dell’intrattenimento, ma questo è un discorso che porterebbe altrove.
Mi scuso per la lunghezza del messaggio e faccio i miei auguri per la tesi; quando ho scritto la mia (non sul fumetto ma sulla storia della televisione) mi sono divertito un mondo; può essere difficoltoso descrivere un mondo appena all’inizio ma il materiale non manca.
Saluti.
G.Moeri
grazie mille!!! mi trovo d’accordo con te su molti punti anche se il quadro è più ampio e complesso…e appena possibile pubblicherò più organicamnete l’indice e risponderò meglio alla tuo post…ora devo proprio scappare
ciao!!!
…