Addio al blog!

e-comix 19th September 2007

Il blog chiude ma non la mia tesi che prosegue off-line.

Un grande saluto a…

  1. Lorenzo e a Spyro per le chiacchierate, i giochi, le fate e i link ;)
  2. A quel matto di Mak!
  3. Alla mitica Giulia Barbieri per l’header
  4. A quel burberone simpatico di Davide Zamberlan (ciao Vecio!)
  5. All’onnipresente e gentilissimo Daniele Antoniani della casa editrice Tunuè
  6. A chi mi ha seguito fino a qui

Visto che ci piace lo scambio e la condivisione…

e-comix 17th September 2007

Beh, visto che l’argomento vi appassiona facciamo uno scambio:

mi serve in prestito “Fumetto e Arte Sequenziale” di Will Eisner per la tesi. Vediamo se siete davvero propensi ad uno scambio concreto, un prestito :D :D, o vi piace scambiarvi solo le parole…Mica siete possessivi riguardo i testi? Mi date una mano per favore?

Alla biblioteca nazionale di Roma hanno smarrito il codice e non posso averlo.

Questo post rimane finchè la situazione non si sblocca, sicura in questo modo che non vi farò dormire la notte. E speriamo che il tag “ringraziamenti” sia il tag giusto…;)

Primo comic book su cellulare..

e-comix 17th September 2007

Beh ce ne sono a centinaia. Questo è l’articolo recente di afnews e questo è l’articolo del Washington Post sul “primo” comic book su cellulare. La traduzione dell’articolo e commento me lo faccio off-line. Vi do solo la notizia!

Blog per i fumetti e blog per i giornali…

e-comix 14th September 2007

Riprendo questa bella discussione perchè mi sono sembrati appropriati alcuni commenti:

un utente del blog di Mak ha espresso la sua perplessità che condivido riguardo l’utilizzo di blog per il giornalismo, che “possono darci un punto di vista personalissmo ma non scimmiottare una testata gironalistica anche se scritto in modo asettico e professionale”. Sono riuscita ad avere proprio oggi una ricerca svolta nel maggio 2006 dall’ European Journalism Observatory (EJO) “Blog e giornalismo-l’era della complementarietà”.

Per quanto riguarda i blog a fumetti, nel caso dei blog a fumetti utilizzati come canale distributivo per il fumetto cartaceo, potete regolarvi guardando l’esempio della Schokdom. La linea editoriale viene applicata sul prodotto tradizionale attraverso una selezione delle strisce on-line e l’aggiunta di inediti, senza prendere in considerazione le prove, gli esperimenti del fumettaro(che qui è più blogger che autore), lasciando spazio all’autore di pubblicare con una certa regolarità ma non la quotidianità (molte volte i blogger/autori si assentano per malattia, per vacanze, perchè hanno da fare…non a caso Zorflik, nell’ultimo post in cui lasciava la casa editrice, dice di voler fare le cose per divertimento, lasciando perdere la pubblicazione semiregolare delle webcomicstrip). Per non parlare poi dei mitici refusi delle webcomicstrip di Eriadan: sappiamo della pratica del troll ma io voglio sottolineare che alcuni notano questi refusi più di altri (e tartassano il povero Paolo) perchè non ammettono che un prodotto editoriale abbia degli errori di “stampa”  :)  . Nella versione cartacea questi refusi sono corretti e noi accettiamo di pagare un prezzo anche per avere un prodotto editoriale curato sotto tutti gli aspetti,anche quelli che a un blogger sembrano insignificanti perchè i blogger spontaneamente condividono on-line i loro pensieri o i loro fumetti.

Ecco tempo fa con Spyro, si discuteva del concetto di autopubblicazione di fumetti nei blog. E’ più giusto parlare di condivisione dei fumetti nei blog, condivisione che implica anche l’accettazione di errori, attese non soddisfatte, esperimenti in 3d etc, che non accetteremmo mai se fossimo costretti pagare. La gratuità è una grossa molla. 

C’è un po’ di confusione fra i lettori di blog a fumetti.

In tutti i prodotti editoriali, del calibro di un dylan dog per esempo, c’è una omologazione ed una standardizzazione dei profili dei persobnaggi perchè la attese del mio lettore, che spende tot euuro per quel prodotto, trovi quello che cerca. Ovvero un Groucho che parli da Groucho, e un Eriadan che parli da Eriadan 

Provate il webcomic della Nbc e poi ditemi che ne pensate

e-comix 11th September 2007

Spyro, uno dei lettori del mio blog più attivi, mi ha segnalato questo webcomics sulla NBC riguardo la serie televisiva “Heroes”. Non è possibile analizzarlo per me adesso, ho bisogno di studiare ancora molto. Ma ci giocherò e mi andrebbe di sapere le vostre opinioni ;) A Spyro mille grazie! Mhmm mi dici come l’hai trovata la notizia?

Il V-day…ora ci faccio un pensierino

e-comix 10th September 2007

Sono stata a Pescara a votare l’iniziativa popolare di proposta di legge. A parte che c’era una fila lunghissima…il comitato MeetUp di Pescara si è “candidato” come lista civica dichiarandosi di ispirarsi al comico ma sostenendo di essere indipendenti anche rispetto alle direttiva del Grillo stesso.

Questa cosa non mi preoccupa, diciamo che il Meetup di Pescara vuole avere una vita propria e fare un cammino istituzionale e politico, che insomma, se ne vedono tanti (anche se loro dicono di essere diversi perchè non nascono in periodo elettorale).

Il tg1 e anche la Repubblica, mi sembra, hanno fatto un grosso bbbbuco nell’acqua e nella copertura informativa dell’evento, in barba a tutti i criteri di notiziabilità di un evento che tanto ci fanno studiare all’università.

Sia le istituzioni che i media broadcast(tv pubblica, privata,radio, giornali) fanno molto male a prendere sottogamba questa cosa. Grillo agisce dall’esterno, comunica in maniera capillare attraverso la comunicaizone interpersonale del web o attraverso le webtv, ed è riuscito a mettere su un bel movimento.

Sarò paranoica, ma un leader come Grillo che sa usare così bene i mezzi di comunicazione…io lo terrei d’occhio e cercherei di accogliere al più presto le richieste dei cittadini e degli attivisti politici (e Grillo è uno di loro, si è anche proposto di farsi da portavoce per “riprendere” la telecom, sempre tramite queste iniziative)…

Ecco io cercherei di non lasciare il campo ad una persona che si è autoproclamato portavoce delle istanze dei cittadini, che ha così un largo seguito,che agisce dall’esterno delle istituzioni e non sminuire il fatto che lui sia un comico(ho visto tanti commenti a riguardo) e che quindi non può fare nulla…

Classe politica poco lungimirante…le cose iniziano sempre così, compresi i colpi di stato…Io la cosa la valuterei anche da questo punto di vista, con tutto che ho firmato finalmente per una cosa in cui credo e in cui non si può dire che Grillo non creda…ma allontanarsi dai cittadini con i media o le istituzioni (anche se ci sono stati politici che hanno aderito e discussioni…ma sui blog, tipo quello di Di Pietro… il concetto è che Grillo s’è infiltrato in un grosso buco questa volta lasciato proprio dalle istituzioni) ecco non so…forse sono troppo sospettosa ma le cose mi puzzano…regalatemi un divor odor o l’arbre magique, che dire…

Cosa ne pensate di questa definizione?

e-comix 8th September 2007

1° accezione :Il webcomic è un fumetto che conserva intatte l’impaginazione e il linguaggio di un fumetto su supporto cartaceo ma è letto su supporti non cartacei, mobili(come i cellulari, i poket-pc etc) o fissi (pc). Le sue caratteristiche costitutive sono:

  1. pubblicazione sul word wide web( da cui la denominazione)
  2. condivisione e consumo culturale grazie alle tecnologie di rete (www+ reti wireless)

2°accezione: “MUAHAHAHA!MUAHAHAHA!BUAHAHAHA!CUCCURUCCU ( come i fumetti on-line di Scott McCloud-Armadel etc)

Per quanto riguarda i cellulari c’è da dire come ho detto in un mio post  che c’è chi sta pensando ad un progetto per consentire un’agevole lettura del manga sul cellulare. Non so se sarà mantenuta l’impaginazione e il linguaggio tradizionale del fumetto e la rivoluzione sarà solo un modo innovativo di leggere/consultare il fumetto sull’Ipod…

La definizione vuole solo bypassare la nascita continua di nuovi artefatti tecnologici che favoriscono la lettura del fumetto ma che non ne stravolgono la natura, ovvero siamo sempre di fronte ad un fumetto cartaceo classico.

Webcomic. Prodotto cartaceo o digitale?

e-comix 7th September 2007

“Un fumetto online (o webcomic, dall’inglese) è un fumetto pubblicato sul web. I fumetti online sono un fenomeno consolidato nell’area linguistica anglosassone ma si stanno rapidamente diffondendo anche in Italia. Al momento della scrittura, i fumetti online italiani sono forse intorno al centinaio, quelli internazionali migliaia.

I fumetti online hanno le caratteristiche di una auto-pubblicazione, visto che quasi chiunque può pubblicare un fumetto senza intermediari. La maggior parte dei fumetti online è di livello amatoriale ed aggiornata sporadicamente, ma alcuni sono più ambiziosi e certi (soprattutto nell’area linguistica anglosassone) hanno raggiunto un tale livello di successo da permettere agli autori di lavorarvi a tempo pieno, di lavorarvi a tempo pieno, grazie ai soldi generati dalla pubblicità e dal merchandising nonché, in certi casi, dalla versione cartacea del fumetto stesso (può forse stupire che un fumetto disponibile gratuitamente online possa vendere molto anche su carta, ma gli esempi a favore sono oramai numerosi).Il fumetto online, rispetto all’auto-pubblicazione cartacea, ha un grande vantaggio: con costi ancora minori permette a un autore giovane o poco conosciuto di pubblicare autonomamente le proprie tavole o strisce in un mezzo che può comunque raggiungere una quantità di lettori molto maggiore di qualsiasi pubblicazione cartacea.

(…….)Si può osservare anche che il colore non ha costi differenti rispetto al bianco e nero, come avviene nelle versioni a stampa (anche se l’evolversi delle tecnologie ha notevolmente ridotto questo divario)”.(fonte:Wikipedia)

Wikipedia poi accorpa a questo genere anche gli esperimenti di McCloud. Su questo ho delle riserve. Contatterò lo stesso McCloud.

Quando wikipedia parla di autori che lavorano a tempo pieno ai propri fumetti on-line “grazie ai soldi generati dalla pubblicità e dal merchandising nonché, in certi casi, dalla versione cartacea del fumetto stesso (può forse stupire che un fumetto disponibile gratuitamente online possa vendere molto anche su carta, ma gli esempi a favore sono oramai numerosi).” un esempio italiano che conosco può essere Bonny-ed, che ha tutte  tre le caratteristiche.

E in alcuni casi subentra una casa editrice che decide di stampare su carta queste autopubblicazioni, come il caso di Eriadan.

Per chi s’è collegato adesso, vi dico che il il post di ieri sera è stato sostituito da questo poichè quelle definizioni non mi convincevano.

Comunque ripeto che un vero webcomics è un’altra cosa che devo ancora definire e non so in che modo “Armadel” “i fumetti di Scott McCloud” e tanti altri esempi possono essere inseriti in questa categoria.

Sen’altro non rientrano nella definizione di Wikipedia( anche se l’Enciclopedia li include).

Nel post di ieri sera facevo una distinzione fra webcomic reader free (lettori di fumetti on-line che si limitano al consumo gratuito sulla rete) e webcomic reader pay (lettori di fumetti on-line che procedono all’acquisto cartaceo).

Cosa si vende:un rapporto o un fumetto?

e-comix 6th September 2007

Se qualcuno ha voglia di rispondermi mi farà piacere.

Secondo voi cosa pensate che si venda in blog utilizzati come canali distributivi, direttamente nelle nostre case e gratuitamente, webcomic strip o un rapporto che si percepisce più intimo, vicino fra autore e lettore perchè si parla attraverso un blog, che è davvero utilizzato come un diario personale(ci sono tutte le tappe fondamentali della vita sociale e umana di una persona: la nascita, la morte, il matrimonio..etc).

Sarebbe necessaria un’analisi del contenuto dei commenti dei lettori del blog di Eriadan, che non mi compete. E vedere se i consumatori dei suoi albi cartacei sono i lettori del suo blog e basta. E neanche tutti. Alcuni possono accontentarsi di leggere il blog senza provvedere all’acquisto.

Beh è diverso che utilizzare un personaggio vagamente autobiografico o un alter ego a fumetti, perchè noi con questo autore ci parliamo e ci racconta quello che gli capita giorno per giorno..

Se vediamo Albo, lui utilizza sì un blog e sembra di capire che Duke, il protagonista di Mostrip, sia appunto il suo alterego cartaceo. Non ci sono commenti però che suggeriscono una somiglianza sentita come necessaria fra il personaggio e l’autore del blog e del fumetto(nessun: “Ma nella realtà non sei così” “Ti disegni troppo magro”)

E in questo caso mi viene in aiuto Scott McCloud! Appena ritrovo il pezzo lo posto qui!

Vademecum per vivere con i media

e-comix 6th September 2007

Sono molto contenta di pubblicare questa e-mail del gentilissimo Paolo Barnard che avevo contattato grazie alla redazione di Golem L’indispensabile, l’unica redazione che possa considerarsi attenta non solo al lavoro redazionale ma anche ai lettori, quando questi pongono loro delle domande o delle richieste. Grazie a loro sono riuscita a contattare sia Daniele Barbieri per la mia tesi, sia il videogiornalista di Report su Rai3, Paolo Barnard.

 Cara Agostina, lei tocca IL tema. Ma la correggo: le notizie, più che drammatiche, devono essere false. Il gradi di falsità delle notizie dei nostri media è l’unica cosa che le distingue. Quelle di cronaca sono parzialmente false, nel senso che il fatto spesso è accaduto davvero e sono fasulli i contorni, mentre quelle estere sono false del tutto al 99%. La falsificazione è sistematica da 50 anni, ed è divenuta ormai un riflesso condizionato dove gli editori e redattori non si rendono spesso più conto di come stiano usando e rilanciando dei cliché falsi e di comodo. La sovraesposizione alle news serve invece a svuotare il cittadino della sua capacità di reagire e dunque indignarsi, rendendo così plausibili al pubblico le cose inimmaginabili che accadono. E il quadro si completa.

L’unica salvezza è la seguente ricetta: spegnere la tv del tutto, mai più riaccenderla, ovvero stare senza il rumore televisivo per molto tempo. Dopo che sei stata senza tv per minimo 1 anno (al massimo leggi solo i titoli dei giornali e degli articoli senza leggerne i contenuti, devi svuotarti la mente dalle news, e nel frattempo leggi libri di narrativa e approfondimenti culturali) riavvicinati alle news da internet, piano, con calma e senza mai riaccendere la tv!, con l’atteggiamento di chi consulta un menù: leggere ciò che vi trovi senza per il momento scegliere nulla. Vagliare i tuoi gusti rispetto a quella versione o quell’altra, e solo alla fine scegliere. E fare così sempre per ogni news. Alla fine, la news deve essere una sintesi che fai tu su un dato avvenimento dopo aver consultato 5 o 6 versioni diverse della stessa notizia. La news le fai tu! capisci? e non è quella cosa che leggi/ascolti e che prendi per buona subito la mattina bevendo il caffè.


Suo B.

Potete anche dire che si sapeva già ma io vi dirò che per chi nasce in questo mondo è una dato da acquisire e che nel frattempo…

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