Archive for the 'Teoremi' Category

Io sono bello, sono bellissimo!

Alessandro 9th November 2009

Dopo averla spammata ovunque, la posto pure qui
Eccezionale.

Piero Ciampi, Adius

Parigi recap

Alessandro 17th August 2009

Un Promemoria: Mai più visite organizzate a grandi città. Mai più con Davani. Mai più con l’accompagnatore incompetente che ci è capitato.

La cosa più brutta: La torre Eiffel di giorno (ma se la gioca bene con Le grande arche de la defense, che però non è proprio a Parigi Parigi)

La cosa più bella: La torre Eiffel illuminata di notte.

Momento Piacevole: Visita guidata in battello lungo la senna sulla Vedette de Pont Neuf.

L’incoerenza: Il quartiere ebraico di Parigi ha negozi aperti sette giorni su sette.

Miglior Panorama: Veduta di Parigi dal colle di Montmartre.

Fumetti Acquistati: Tintin au Congo, Tintin - Objectife Lune, Tintin - On a marché sur la Lune, Arkham Asylum (in inglese), The essential Wolverine vol. 1 (in inglese)

Libri letti durante il viaggio: Uomini che odiano le donne, City

Lezione di vita: Le ragazze dell’est europa la danno via facile (ancora da verificare personalmente).

Albus Silente è il male

Alessandro 23rd July 2009

Ieri sera sono andato al cinema a vedere Harry Potter e il principe mezzo sangue, l’ultimo film della seguitissima saga del maghetto occhialiuto più odioso di sempre. Ecco, se ancora dovete vederlo smettete di leggere ORA.

Premessa: io i libri del maghetto non li ho mai letti e mai li leggerò. Il film è stato molto criticato, ma fondamentalmente è carino, mi è piaciuto sicuramente più dell’Ordine della Fenice, ma meno dei primi quattro. In realtà il problema della saga di Harry Potter secondo me è che i registi finora, a parte forse Chris Columbus nel primo film, hanno fatto un lavoro più artigianale che artistico, e sembra che si siano più preoccupati di far proseguire la trama che di creare atmosfere e dire la loro. Immagino che la produzione imponga loro un certo grado di continuità stilistica col lavoro dei predecessori. Buono a conti fatti per l’omogeneità della serie, meno buono per il risultato di ogni singolo film.

Comunque non è questo il punto a cui voglio arrivare. Il punto a cui voglio arrivare è che questo film, più dei precedenti, dimostra indiscutibilmente che il vero cattivo di Harry Potter, colui che più di tutti aiuta Lord Voldemort nei suoi piani di distruzione e conquista, non è Draco Malfoy, non è Severus Piton, non è nessuno dei singoli leccapiedi apparsi nei vari film della serie. Il vero cattivo, signori e signore, è Albus Silente, preside della scuola di magia di Hogwarts, simpatico vecchietto che borbotta incantesimi tra sé e sé con la voce di Gandalf.

E sì che la spia di un comportamento discutibile e maligno da parte del maledetto l’avevamo avuta già nei film precedenti, anzi praticamente da subito: quando Harry Potter perde entrambi i genitori, è Silente a pensare bene di darlo in affidamento ai suoi zii, una coppia di stronzi al cubo, che lo trattano a mo’ di cenerentolo, lo sfottono e lo torturano, mentre il povero gode della compagnia di un cugino assolutamente insopportabile. Secondariamente, Silente da preside di Hogwarts dovrebbe ben rendersi conto che non è particolarmente brillante tenere nella scuola una casata come quella dei Serpe Verde, che notoriamente è composta praticamente solo da psicopatici e che ha datto i natali a TUTTI (TUTTI!) i peggiori criminali della storia della magia. In generale poi Silente sin dal primo film si dimostra particolarmente abile ad accogliere nella scuola i professori più inaffidabili e doppiogiochisti di sempre, chi travestito e chi no, e a mettere Harry continuamente in situazioni di estremo pericolo.

Uno dei picchi di idiozia totale è raggiunto nel film Harry Potter e il calice di fuoco: hai un ragazzino che fino a prova contraria è sotto la tua tutela di preside e professore, sai che c’è in giro una schiera intera di schiavi di Voldemort pronti a farlo fuori, il ragazzino addirittura sogna che il cattivone di turno è pronto a risorgere e tu… tu permetti che partecipi al Torneo Tremaghi, già di per sé potenzialmente mortale, nonostante non abbia l’età richiesta per regolamento e nonostante sia piuttosto chiaro che il suo nome è stato selezionato (come QUARTO MAGO) perché il calice di fuoco è stato in qualche modo manomesso. Se ti comporti così, non ci sono cazzi: sei il male!

Ma la vera natura di Silente appare definitivamente nel suddetto Harry Potter e il principe mezzosangue, nel quale finalmente vediamo il primo incontro tra Albus e Voldemort. Il piccolo Voldemort è inquietante, palesemente psicotico, parla lentamente e atteggiandosi sin da piccolo a gran figlio di puttana. Se ne sta rintanato in una stanza dove l’hanno rinchiuso perché è pazzo (non lo credono pazzo, E’ pazzo, mi pare evidente). Non solo: ci parli e ammette candidamente che adora fare del male alla gente, è ubriaco di potere e parla pure coi serpenti (il che lo sappiamo bene per i maghi non è mai un buon segno). E Silente… Silente lo accoglie a braccia aperte, lo porta alla scuola dove può imparare decine e decine di magie malvagissime e ultrapotenti, ha libero accesso alla biblioteca e persino alla sezione poibita. Un applauso al tipo con la barba annodata!

Ve lo dico io: non è un caso che ora che alla fine di questo film Silente è morto (presumo perché aveva compiuto la sua missione e ci teneva a fare comunque la figura dell’eroe), ne bastino solo altri due, che tra l’altro raccontano vicende relative a un libro solo, per far fuori Voldemort. Con la morte di Albus Silente, Hogwarts ha perso il suo più stimato professore. E Voldemort il suo più caro alleato.

P.S. Helena Boham Carter è una dea. Il mio finale ideale per Harry Potter sarebbe col maghetto che si sacrifica per uccidere Voldemort, Ron ed Hermione che passano al lato oscuro, e Bellatrix che domina il mondo.

11 gennaio 1999

Alessandro 12th January 2009

Fantasia, amore e poesia sono le tre armi
che ti impediscono di cogliere la differenza
(che ti permettono di non coglierla)
tra una puttana caduta nel fiume
e una principessa che vola tra le stelle.

Che io il post di Capodanno…

Alessandro 1st January 2009

Che io il post di Capodanno non lo volevo fare. Anche perché ti guardi un attimo in giro sui vari blog, e lo fanno proprio tutti, ma tutti tutti tutti. Però dopo questo 2008 così particolare, sento un attimo la necessità di tirare le somme e buttar giù tutto su “carta”.

Andamento dell’anno solare duemilaeotto dopo Cristo: in un ideale grafico su piano cartesiano, è cominciato benone, in salita, poi ha iniziato a calare lentamente, con un’inclinazione che si è fatta sempre più ripida; è sceso sotto l’asse delle ascisse verso agosto-settembre e poi per fortuna s’è ripigliato ed ha ricominciato a salire, prima piano pianino, poi più velocemente, fino a riportarmi all’attuale stato di assoluta serenità. Non mi accontento: la speranza è che sia l’inizio di una parabola ascendente.

Allora ho pensato al 2009, e mi sono detto che di sicuro c’è un modo per renderlo non dico un anno favoloso, ma magari semplicemente meno altalenante. E mi sono sorpreso a immaginarmi nei panni di Bart Simpson mentre scrivo sulla lavagna cento volte “non perderò più un’occasione, non perderò più un’occasione, non…

Mi sono chiesto cosa mi piacerebbe succedesse nel 2009, cosa mi aspetto dall’Anno Nuovo. E sono arrivato alla conclusione che il miglior augurio per ogni anno nuovo che arriva è “che tu possa avere tante sorprese“. Perché gli imprevisti, alla fine dei conti, positivi o negativi che siano, sono divertenti, e poi, servono a farti capire molte cose, su di te e su chi ti sta intorno.

E allora, con il rischio di inimicarmi i superstiziosi (e Luca, che mi insulterà in automatico solo per aver scritto queste poche righe), voglio rivolgere anche a voi che mi leggete questo stesso augurio che rivolgo a me stesso.

Che il 2009 vi porti qualcosa che non vi aspettate. Buon Anno nuovo.

Bisturi…

Alessandro 12th September 2008

Teorema dell’Allegro Chirurgo

Il cuore è più forte del cervello, ma il cervello la sa più lunga…

(so già che questo teorema avrà meno consensi di quello della saggezza contadina :P)

Everybody wants kung fu fighting

Alessandro 25th August 2008

“Insegna il Kung-Fu ai buoni, non ai cattivi”
1a regola del monastero di Shaolin

In attesa che la Caravana Spagnola venga e mi porti via, con le valige ancora da fare e qualche dubbio sul perché sia vietato portare nella stiva dell’aereo una torcia subacquea con le pile inserite, l’altra sera sono stato alla Festa della tregua di Carignano, dove, per quanto smarrito dal fatto di non conoscere praticamente nessuno, mi sono imbattuto in gente interessante e in qualche gustosa considerazione filosofica, ovviamente debitamente pilotata dalla dose di alcool e cannabis che scorrevano nelle vene di alcuni dei presenti. In particolare, mi ha colpito una teoria esposta da uno dei presenti, che come ma ha fatto kung-fu per qualche anno, per poi smettere. La sua teoria è che lui non ha mai smesso di fare kung-fu. E ora vi spiego perché.

Parentesi etimologica: l’espressione kung-fu con cui si fa riferimento alle arti marziali cinesi viene spesso tradotta con l’italiano “duro lavoro”. In realtà è una traduzione sommaria, poiché in cinese Gong-fu indica una qualunque attività, anche indipendente dalle arti marziali, che vada affinata con l’impegno e la costanza fino a raggiungere una notevole abilità. In cinese arte marziale non si dice kung-fu, ma Wushuu. Chiusa parentesi, inutile di per sé ma interessante per capire quanto riportato dopo.

Perché il  mio nuovo amico sosteneva di praticare ancora il kung fu? Il tutto rientra nella sua definizione di ciò che è il kung fu, sovrapponibile alla spiegazione linguistica. Secondo lui, praticare il kung fu significa tre cose:

1) Sincerità: verso gli altri ma soprattutto verso se stessi. Se mentiamo a noi stessi, mentiremo ovviamente anche a chi ci è vicino.
2) Impegno: sempre e in ogni cosa, costanza, lavoro, gong-fu per l’appunto
3) Umiltà: abbiamo sempre qualcosa da imparare da ciò che ci succede e dai nostri errori. Non siamo infallibili, ma perfettibili.

E quindi, seguendo questa filosofia di vita, anche senza arti marziali di mezzo, si può dire che si sta facendo Kung-fu.

Devo dire che questa interpretazione mi piace e la condivido. Il Kung Fu non è roba per chi vuol solo menar le mani, ma per chi cerca una condotta di vita corretta, con se stesso e con gli altri. Una scuola di sangue e una scuola di vita. Una ricerca dell’equilibrio perfetto.

Promemoria

Alessandro 29th July 2008

 

 

Teorema della saggezza contadina

Se un ramo è marcio, taglialo prima che faccia marcire la pianta.

 

Corollario:

Se tutti ti dicono che un ramo è marcio, beware, my friend, forse è marcio davvero.