Archive for the 'Every-day life' Category

Chi evade tassa il tuo futuro

Alessandro 4th November 2009

Il video promozionale “Chi evade tassa il tuo futuro“, prodotto nell’ambito del Laboratorio Formativo in Comunicazione Pubblica del corso di laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica dell’Università di Bologna organizzato in collaborazione con l‘Agenzia delle Entrate della Regione Emilia Romagna, a cui ho partecipato in qualche modo anch’io,

(un attimo che prendo fiato… anf)

Occhèi, quel video lì è arrivato al secondo posto nell’edizione 2009 del premio “La Pa che si vede“. La motivazione è la seguente:

«il testo si distingue per una radicale scelta comunicativa che incalza lascoltatore con interrogativi a prima vista retorici, sciolti poi da un messaggio prosociale e proattivo di sicura efficacia e di limpida nettezza.»

Di seguito, il video da youtube :) Disgraziatamente, sentirete pure la mia voce.

Non si può fuggire per sempre al proprio destino

Alessandro 15th September 2009

Ho tentato di resistere… ma questa immagine dovevo postarla.

Parigi recap

Alessandro 17th August 2009

Un Promemoria: Mai più visite organizzate a grandi città. Mai più con Davani. Mai più con l’accompagnatore incompetente che ci è capitato.

La cosa più brutta: La torre Eiffel di giorno (ma se la gioca bene con Le grande arche de la defense, che però non è proprio a Parigi Parigi)

La cosa più bella: La torre Eiffel illuminata di notte.

Momento Piacevole: Visita guidata in battello lungo la senna sulla Vedette de Pont Neuf.

L’incoerenza: Il quartiere ebraico di Parigi ha negozi aperti sette giorni su sette.

Miglior Panorama: Veduta di Parigi dal colle di Montmartre.

Fumetti Acquistati: Tintin au Congo, Tintin - Objectife Lune, Tintin - On a marché sur la Lune, Arkham Asylum (in inglese), The essential Wolverine vol. 1 (in inglese)

Libri letti durante il viaggio: Uomini che odiano le donne, City

Lezione di vita: Le ragazze dell’est europa la danno via facile (ancora da verificare personalmente).

Avete presente Flashfumetto?

Alessandro 30th July 2009

Sto preparando la Tesi di laurea specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica, e parlerà di Flashfumetto, il sito di informazione fumettistica (e non solo) con cui collaboro già da tempo, nato dell’ambito del progetto Flashgiovani del Comune di Bologna.

Quindi ho preparato due questionari, uno destinato ai visitatori del sito, l’altro ai disegnatori inseriti nelle banche dati dei giovani disegnatori e dei disegnatori segnalati. Se fate parte di una di queste tre categorie e ancora non avete compilato il test, vi prego di farlo, ché ne ho proprio bisogno. Potete anche non essere visitatori abituali, basta che rispondiate con sincerità e precisione. I questionari non richiedono più di tre minuti l’uno e sono del tutto anonimi. Di seguito i link:

Questionario visitatori QUI

Questionario disegnatori QUI

Grazie per l’attenzione a chiunque sia capitato da queste parti!

Sono anch’io un fighetto

11 gennaio 1999

Alessandro 12th January 2009

Fantasia, amore e poesia sono le tre armi
che ti impediscono di cogliere la differenza
(che ti permettono di non coglierla)
tra una puttana caduta nel fiume
e una principessa che vola tra le stelle.

Che io il post di Capodanno…

Alessandro 1st January 2009

Che io il post di Capodanno non lo volevo fare. Anche perché ti guardi un attimo in giro sui vari blog, e lo fanno proprio tutti, ma tutti tutti tutti. Però dopo questo 2008 così particolare, sento un attimo la necessità di tirare le somme e buttar giù tutto su “carta”.

Andamento dell’anno solare duemilaeotto dopo Cristo: in un ideale grafico su piano cartesiano, è cominciato benone, in salita, poi ha iniziato a calare lentamente, con un’inclinazione che si è fatta sempre più ripida; è sceso sotto l’asse delle ascisse verso agosto-settembre e poi per fortuna s’è ripigliato ed ha ricominciato a salire, prima piano pianino, poi più velocemente, fino a riportarmi all’attuale stato di assoluta serenità. Non mi accontento: la speranza è che sia l’inizio di una parabola ascendente.

Allora ho pensato al 2009, e mi sono detto che di sicuro c’è un modo per renderlo non dico un anno favoloso, ma magari semplicemente meno altalenante. E mi sono sorpreso a immaginarmi nei panni di Bart Simpson mentre scrivo sulla lavagna cento volte “non perderò più un’occasione, non perderò più un’occasione, non…

Mi sono chiesto cosa mi piacerebbe succedesse nel 2009, cosa mi aspetto dall’Anno Nuovo. E sono arrivato alla conclusione che il miglior augurio per ogni anno nuovo che arriva è “che tu possa avere tante sorprese“. Perché gli imprevisti, alla fine dei conti, positivi o negativi che siano, sono divertenti, e poi, servono a farti capire molte cose, su di te e su chi ti sta intorno.

E allora, con il rischio di inimicarmi i superstiziosi (e Luca, che mi insulterà in automatico solo per aver scritto queste poche righe), voglio rivolgere anche a voi che mi leggete questo stesso augurio che rivolgo a me stesso.

Che il 2009 vi porti qualcosa che non vi aspettate. Buon Anno nuovo.

Appunti sparsi da Lucca Comics and Games 2008

Alessandro 2nd November 2008

- Svegliarsi alle cinque e quaranta del mattino per prendere un treno alla stazione di S.Ruffillo non è la più brillante delle pensate, ma non è neanche eccessivamente destabilizzante. Promemoria: la macchinetta per i biglietti della stazione di S.Ruffillo non può dare più di 4,95 euro di resto. You Owe me One, Trenitalia!

- Alex Agni, Claudio Nader, Stefano Zaniboni sono ottimi compagni di viaggio e Squadra speciale Cobra 11 è un telefilm che devo vedere.

- Girare per Lucca con l’ingresso gratuito per la stampa dà il via ai medesimi deliri di onnipotenza di Girare a Lucca con l’ingresso gratuito per i partecipanti al Project Contest.

- A Lucca, di sabato (e soprattutto ieri) si mette seriamente a rischio la propria verginità anale, a causa della ressa. D’altronde, si mette a rischio anche quella degli altri.

- John Romita Jr. disegna in piedi perché a causa di un incidente avuto da piccolo gli è impossibile appoggiare il braccio come dovrebbe fare disegnando da seduto. Immagino che risolverebbe bene il problema acquistando una sedia più alta del tavolo su cui disegna o più semplicemente un tavolo inclinato. Immagino che abbia risolto il problema da tempo in una di queste due maniere, in realtà, ma la cosa era troppo pittoresca per non essere riportata.

- A Lucca c’erano una ventina di Joker e un solo Batman. Butta male. C’erano anche numerosi gruppi vestiti come la ciurma di One Piece. In uno, Rubber era evidentemente ritratto mentre faceva il pallone gum gum.

- La roba Double Shot è stupenda. Mi sono accaparrato Cose che parlano (e annuncio ufficialmente che le mie strisce sono tra le meno valide, visto che il livello è proprio alto). In carne e ossa (che ha anche vinto il premio Gran Guinigi per la migliore storia breve) e Interni, l’autoproduzione di Ausonia (ma ancora lo devo leggere).

- Ho fatto due chiacchiere con Michele Petrucci, allo stand Tunué per autografare Metauro, e con Nora Moretti, vincitrice l’anno scorso del Project Contest. Sono la prova vivente che a lavorare bene e a essere bravi da qualche parte si arriva.

- Tornando a Bologna alle 10 di sera circa senza aver cenato, il 280 grammi di McDonald’s NON E’ una buona alternativa al digiuno.

L’uomo che uccise Woody Allen (e incontrò Bergonzoni)

Alessandro 16th September 2008

Io non sono proprio a posto. Cioè, capita a tutti di fare sogni al limite del ridicolo, ma su certi livelli è il caso di iniziare a consultare uno specialista. Uno bravo: un Sigmund o al limite un Carl. Prendiamo l’altra sera… ho sognato di uccidere Woody Allen.

Cioè, non è che lo uccidevo, è che moriva indirettamente per colpa mia. E poi non era proprio Woody Allen, era un suo personaggio, diciamo, non so tratto da che film, comunque un tipo con la faccia di Woody Allen. Il tipo in questione se ne stava in un pub a bere birra e discutere con alcuni suoi amici, e io avevo questa consapevolezza, che un boss mafioso lo voleva far fuori e quindi io lo dovevo sorvegliare. Mai che mi faccia una vagonata di cazzi miei, eh. E comunque stavo lì a guardarlo mentre parlavo con alcuni miei amici, poi non so perché mi allontanavo un attimo, mi addormentavo (sì, mi addormentavo nel sogno!!!) e quando mi risvegliavo il pub era chiuso e lui scomparso. Terrorizzato, lo chiamavo al cellulare (ho il numero di Woody Allen in rubrica e non lo sapevo!) ma rispondeva… il boss mafioso. :S
Una nottata all’insegna dei sensi di colpa.

A parte questo, ieri sono tornato a Bologna e al semaforo della stazione ho beccato l’onnicomprensivo/comprendente/compresso/compunto Alessandro Bergonzoni. Lì per lì volevo dirgli qualcosa, ma era tutto preso a discutere con un tipo, immagino suo amico, e non volevo disturbare. Però credo di aver mantenuto un sorriso ebete e soddisfatto per qualcosa come una decina di minuti. Mentre mi dirigevo verso casa, mi sono sorpreso a chiedermi che tipo di dialogo avrei potuto avere col Bergonzoni

Io: Salve…
AB: Come osa spararmi?
Io: No ma veramente… sono un suo fan, volevo porle una domanda.
AB: Vorrai mica un autografo?
Io: No no, è che mi chiedevo… con che frequenza le capita che qualcuno la fermi facendo giochi di parole assurdi per far colpo su di lei?
AB: Mai, in compenso quasi sempre mi fermano ponendomi la tua stessa domanda.
Io: Quindi sono banale.
AB: Piacere, io sono Alessandro.
Io: E’ quello che intendevo: qui siamo solo in due, eppure mi chiamo Alessandro pure io, e lei è pure nato prima, quindi…

Poi per fortuna sono arrivato a casa. Il viaggio mentale si stava facendo pericoloso.

Però adesso che ho riportato questi due aneddoti mi chiedo: Sigmund e Carl sarebbero più interessati ai sogni che faccio mentre dormo o a quelli che faccio mentre sono sveglio?

Certe domande è meglio non porsele. Mai.

Everybody wants kung fu fighting

Alessandro 25th August 2008

“Insegna il Kung-Fu ai buoni, non ai cattivi”
1a regola del monastero di Shaolin

In attesa che la Caravana Spagnola venga e mi porti via, con le valige ancora da fare e qualche dubbio sul perché sia vietato portare nella stiva dell’aereo una torcia subacquea con le pile inserite, l’altra sera sono stato alla Festa della tregua di Carignano, dove, per quanto smarrito dal fatto di non conoscere praticamente nessuno, mi sono imbattuto in gente interessante e in qualche gustosa considerazione filosofica, ovviamente debitamente pilotata dalla dose di alcool e cannabis che scorrevano nelle vene di alcuni dei presenti. In particolare, mi ha colpito una teoria esposta da uno dei presenti, che come ma ha fatto kung-fu per qualche anno, per poi smettere. La sua teoria è che lui non ha mai smesso di fare kung-fu. E ora vi spiego perché.

Parentesi etimologica: l’espressione kung-fu con cui si fa riferimento alle arti marziali cinesi viene spesso tradotta con l’italiano “duro lavoro”. In realtà è una traduzione sommaria, poiché in cinese Gong-fu indica una qualunque attività, anche indipendente dalle arti marziali, che vada affinata con l’impegno e la costanza fino a raggiungere una notevole abilità. In cinese arte marziale non si dice kung-fu, ma Wushuu. Chiusa parentesi, inutile di per sé ma interessante per capire quanto riportato dopo.

Perché il  mio nuovo amico sosteneva di praticare ancora il kung fu? Il tutto rientra nella sua definizione di ciò che è il kung fu, sovrapponibile alla spiegazione linguistica. Secondo lui, praticare il kung fu significa tre cose:

1) Sincerità: verso gli altri ma soprattutto verso se stessi. Se mentiamo a noi stessi, mentiremo ovviamente anche a chi ci è vicino.
2) Impegno: sempre e in ogni cosa, costanza, lavoro, gong-fu per l’appunto
3) Umiltà: abbiamo sempre qualcosa da imparare da ciò che ci succede e dai nostri errori. Non siamo infallibili, ma perfettibili.

E quindi, seguendo questa filosofia di vita, anche senza arti marziali di mezzo, si può dire che si sta facendo Kung-fu.

Devo dire che questa interpretazione mi piace e la condivido. Il Kung Fu non è roba per chi vuol solo menar le mani, ma per chi cerca una condotta di vita corretta, con se stesso e con gli altri. Una scuola di sangue e una scuola di vita. Una ricerca dell’equilibrio perfetto.

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