Cosmogonia
Alessandro 29th September 2008
In principio era il Chaos, la vacuità del nulla e la pienezza del tutto. L’assoluto riempiva ogni cosa, in essa si rispecchiava e da essa traeva nutrimento. Ogni grado di esistenza era racchiuso in ciascun atomo di quel creato, che si era generato da sé.
Il Demiurgo alzò lo sguardo e vide un sasso vagare nell’universo. Gli parve dotato di forma interessante e di buone possibilità e poiché si annoiava lo prese con sé e ne fece ciò che più gli aggradava. Lo pose alla luce, lo ricoprì di acque e vegetazione, lo circondò di aria e da ultimo in esso instillò un soffio di vita. Nacquero dapprima gli animali infinitesimali, poi si popolarono le acque dei pesci e i cieli dei volatili. Infine, la vita giunse sulle spiagge e nel resto delle terre emerse. Disse il demiurgo “Ti ho posto alla luce, ricoperto di acque e vegetazione, ti ho circondato di aria e da ultimo in te ho instillato il soffio della vita. Sei la mia opera d’arte, ma poiché sei nato da una palla di fango, il tuo nome è e sempre sarà Terra“.
Il Demiurgo salì sulla più alta montagna e contemplò la sua arte. Lì sedette per intere epoche, osservando le sue creature, curioso e divertito. E la popolazione della Terra si divideva in predatori e prede, carnefici e vittime, forti e deboli. Tutto ciò era avvincente, ma dopo qualche milione di anni il Demiurgo tornò ad annoiarsi, e decise che era giunto il tempo di creare un essere del tutto nuovo, che rompesse gli equilibri e offrisse uno spettacolo più degno d’essere guardato.
Prese della terra, dell’acqua, del fuoco, dell’aria e della luce e tre stampi diversi con i quali produsse l’Uomo e la Donna.
Il Primo stampo era fatto di sterco secco, ed era chiamato Egoismo, coloro che da esso furono formati avrebbero avuto come prima preoccupazione la cura di se stessi e tutto il resto sarebbe passato in secondo piano.
Il secondo stampo era fatto di legno marcio, ed era chiamato Avidità, coloro che da esso furono formati avrebbero avuto come prima preoccupazione l’accumulazione di cose inutili, persino a scapito della loro stessa salute.
Il terzo stampo era fatto di solida pietra, ed era chiamato Altruismo, coloro che da esso furono formati avrebbero avuto come prima preoccupazione la sorte altrui e così avrebbero vissuto per garantire il meglio a tutti.
Per qualche tempo il nuovo stato delle cose soddisfò il Demiurgo: i terzi uomini erano destinati a subire le angherie e la sete di conquista dei primi e dei secondi, e questo era divertente. La forma della mente dei tre gruppi era completamente diversa, e ciascun gruppo non comprendeva le ragioni degli altri. Erano piccole creature, valevano poco più dello spettacolo che offrivano, ma il Demiurgo si complimentò con se stesso per ciò che aveva prodotto. Tuttavia, nel giro di poche epoche la furia bellicosa dei primi e dei secondi uomini travolse la debolezza dei terzi, che si estinsero completamente. Avidi ed egoisti volsero dunque le loro attenzioni contro il Demiurgo, assediando e attaccando la montagna su cui sedeva. Il demiurgo, furioso, spense le ambizioni di conquista degli uomini, facendo crollare la montagna su di essi e così sterminandoli.
La Terra non era più divertente, ed Egli decise di concedersi un altro tentativo. Prese della terra, dell’acqua, del fuoco, dell’aria e della luce e tre stampi diversi con i quali produsse l’Uomo e la Donna. Ancora, il Primo stampo era fatto di sterco secco, ed era chiamato Egoismo, il secondo stampo era fatto di legno marcio, ed era chiamato Avidità, Il terzo stampo era fatto di solida pietra, ed era chiamato Altruismo. Tuttavia questa volta ogni stampo era stato modificato per conservare in sé alcune caratteristiche degli altri due. Così gli egoisti conservavano un barlume di altruismo quando la sorte altrui li toccava direttamente, gli avidi considerarono la possibilità di rinunciare talvolta alle cose inutili per fini maggiori, gli altruisti compresero l’importanza, talvolta, di pensare a se stessi e non sempre agli altri.
Il Demiurgo, per evitare la delusione di una nuova rivolta, si rifugiò nel sole e lì rimase a rimirare gli esiti del suo nuovo operato. Trovò ciò che vedeva soddisfacente: ora gli equilibri tra gli uomini erano più stabili e per quanto avidi ed egoisti prevalessero spesso sugli altruisti, questi ultimi iniziavano a comprendere le motivazioni alle spalle del comportamento dei loro fratelli degeneri, riuscendo occasionalmente a difendersi. Gli altri, al contrario, continuavano ad essere sempre convinti di essere nel giusto e finivano con il considerare loro stessi i Veri Altruisti.
Il demiurgo socchiuse gli occhi, convinto che i nuovi personaggi avrebbero reso il suo spettacolo molto più piacevole e imprevedibile. Rimase ad osservare in silenzio per epoche, e ancora osserva, in attesa che le vicende umane diventino troppo banali e ripetitive, in attesa del momento in cui dovrà tornare a mettere mano al suo operato. Il momento in cui sentirà il bisogno di trovare un rifugio dalla noia dell’eternità.
