Archive for January, 2008

Di attori, skateboard e pagliacci

Alessandro 31st January 2008

La notizia della morte di Heath Ledger è ormai vecchia, ma qui non era ancora stata riportata. Negativo, perché sotto diversi aspetti è una mancanza. Positivo, perché ormai le circostanze in cui s’è svolto il fattaccio sono più chiare (seppur non completamente), e possiamo dire con certezza che questo giovane e talentuoso artista non si è suicidato: non sono state trovate tracce di droga nella sua stanza e i sonniferi che ha assunto erano tutti regolarmente prescritti da un medico, e addirittura sembra che il grado di tossicità da essi provocato non sia sufficiente a uccidere un uomo. Ora come ora, si propende per l’ipotesi della morte naturale.

Parlo ora di Heath Ledger perché mi è capitato di leggere un memoriale, un articolo scritto su Newsweek da Cristopher Nolan, che lo aveva da poco diretto su The Dark Knight. Lo riporto di seguito, lo trovo molto bello e commovente.

Una notte ero fermo in LaSalle Street a Chicago, cercando di organizzanre una scena di The Dark Knight, e un assistente di produzione mi passa davanti con lo skateboard. Silenziosamente, maledico il giorno in cui Heath passò per la prima volta in skateboard sul set, truccato di tutto punto. Rabbrividii all’idea della reazione dei fan nel vedere un Joker in skateboard, ma il risultato vero e proprio fu un proliferare di skateboard tra i membri più giovani della troupe. Se aveste chiesto a questi ragazzi perché si portavano gli skate al lavoro, loro non avrebbero saputo rispondervi. Questo è il vero carisma - una forza invisibile e naturale come la gravità. E Heath ce l’aveva.
Heath sprizzava creatività. Era in ogni suo gesto. Una volta mi disse che gli piaceva aspettare, tra un lavoro e l’altro, finché non fosse affamato di creatività, finché non sentisse di averne ancora bisogno. Portava questa sua attitudine sul set ogni giorno. Non ci sono molti attori che riescono a farti vergognare di quanto spesso ti lamenti del tuo lavoro, che è il migliore del mondo. Heath ci riusciva.
Una volta lui e un altro attore giravano una scena molto complicata. Avevamo due giorni per girarla, e alla fine del primo giorno, trovarono quel qualcosa che Heath aveva paura di perdere se ci fossimo fermati, continuando poi il giorno successivo. Voleva continuare e finire. E’ dura chiedere alla troupe di continuare a lavorare quando si sa che il giorno dopo ci sarà un mucchio di tempo per terminare, ma tutti sembrarono capire che Heath aveva trovato qualcosa di speciale e che dovevamo catturare quella cosa prima che sparisse. Mesi dopo, scoprii che quando Heath aveva lasciato il set quella notte aveva ringraziato con gentilezza ciascun membro della troupe per aver lavorato fino a tardi. Senza cercare di farsi notare, ma silenziosamente, grato perché gli era stata data la possibilità di creare.
Quelle notti sulle strade ci Chicago c’erano un mucchio di stuntmen. Possono essere momenti noiosi per un attore, ma Heath era affascinato, e accettò volentieri il nostro invito a salire sull’automobile che portava la cinepresa durante un inseguimento nel traffico: non tanto per il gusto di correre, ma per far parte di quell’evento. Di qualsiasi evento. Portò il suo computer portatile nella macchina, e noi potemmo vedere due dei suoi work in progress: cortometraggi che aveva fatto, molto eccitanti ed evocativi. La loro esuberanza mi faceva sentire appesantito ed esausto: non mi ero mai sentito così vecchio come quella volta, quando vidi Heath esplorare i suoi talenti. Quella notte gli feci un’offerta, sapendo che non avrebbe rifiutato: quando aveva sere libere, poteva sentirsi libero di venire sul set a vederci lavorare.
Quando vai in sala di montaggio dopo aver girato un film, ti senti responsabile per la fiducia che ti ha dato un attore, e Heath ci aveva dato tutto. Quando iniziavamo il montaggio, pensavo a ogni ciak che avevamo fatto e a ogni taglio. Mi immaginavo la proiezione dove gli avremmo mostrato il film concluso - seduti tre o quattro file dietro di lui, guardando i movimenti della sua testa per carpire indizi su quello che pensava riguardo alle scelte che avevamo fatto su tutto quello che ci aveva “dato”. Quello screening non avverrà mai. Lo vedo ogni giorno nella sala da montaggio. Studio la sua faccia, la sua voce. E mi manca terribilmente.
Tornando a LaSalle Streed, mi giro verso il mio assistente alla regia e gli chiedo di levarmi dalla vista il ragazzo con lo skateboard - quando mi rendo conto che è Heath: un cappello di lana tirato fin sopra agli occhi, è qui perché ha una serata libera e ha accettato la mia offerta. Non posso far altro che sorridere.

Caccia alle streghe

Alessandro 27th January 2008

Un articoletto dal sito del TG5 (grassetti e parentesi quadre miei):

“Non c’erano solo i coltelli, la candeggina e i computer fra il materiale sequestrato nell’appartamento di Raffaele Sollecito. C’erano anche diversi manga, i fumetti giapponesi nella stanza dello studente pugliese [qui butta male...]. Raccontano storie di violenze sessuali e di delitti compiuti fra ragazzi e ragazze dalle complesse personalità [cioè in pratica sono dei thriller psicologici...]. È su questi fumetti che nelle ultime ore gli investigatori hanno rivolto le loro attenzioni [cazzo, dei geni!]. In particolare hanno esaminato le storie che descrivono gli omicidi di alcune ragazze in cui è coinvolto Akira Fudo, il personaggio del fumetto il cui nome Raffaele Sollecito utilizzava come password del suo computer. Akira Fudo è uno studente dal carattere debole, timido e facilmente impressionabile, che assiste allo stupro e all’omicidio di una amica [qui hanno fatto cut&paste da qualche parte]. In queste storie compare anche questo personaggio, Trigun [certo, questo è proprio il nome del personaggio], a cui si è invece ispirato Rudy Guede per la sua password. Nell’ambientazione fumettistica viene accusato di aver provocato una strage e sulla sua testa pende una taglia di 60 milioni di dollari. Di Amanda Knox, che non ha svelato la sua password del portatile [una savia!], gli investigatori hanno letto di nuovo il racconto che la giovane di Seattle aveva scritto un anno fa. Descriveva l’omicidio di una studentessa. Dodici mesi dopo il delitto di Meredith. Tutte fatali coincidenze?

Risposta: direi proprio di sì.

Aggiungerei anche che le vicende di questo povero debole Akira Fudo sono le vicende narrate in uno dei più bei manga mai scritti, Devilman di Go Nagai, e la trama non rispecchia minimamente quella riportata qui sopra. Aggiungerei che il protagonista di Trigun, Vash The Stampede, è un personaggio assolutamente positivo, che rifugge la violenza e vorrebbe risolvere tutti i problemi senza ricorrervi.

Consiglierei a chi ha scritto questo articolo di leggere di più e drogarsi di meno, e di verificare se negli scaffali delle stanze di quei ragazzi ci fossero anche delle copie della Divina Commedia di Dante Alighieri. Dicono ci siano atroci sofferenza, sangue, smembramenti, demoni e mostri. Chiunque la legga, diventerà di certo un serial killer.

Flashfumetto al future Film Festival

Alessandro 12th January 2008

Altra novità da Flashfumetto riportata su Komix.it

[Comunicato Stampa] Al Future Film Festival 2008, il portale www.flashfumetto.it presenta la mostra Supereroi del quotidiano, che si terrà a Bologna dal 15 al 20 gennaio nello spazio Future Village all’interno di Palazzo Re Enzo.

FlashFumetto è il portale promosso dal Settore Sport, Giovani e Turismo del Comune di Bologna, in collaborazione con Hamelin Associazione Culturale dedicato all’universo del fumetto, ai giovani disegnatori e illustratori, così come ai grandi autori attivi a Bologna, in Emilia Romagna e non solo.

Flashfumetto festeggia il decimo anniversario del festival dedicato all’animazione e agli effetti speciali nella maniera che più lo caratterizza, dando visibilità ai giovani, al loro talento e alla loro creatività. Con la mostra Supereroi del quotidiano il portale presenta le opere di 6 giovani autori: Duccio Boscoli, Anna Deflorian, Federica Del Proposto, Eugenia Monti, Giulia Sagramola, Sonia Zucchini, tutti iscritti alla sezione «disegnatori segnalati» del sito. Su Flashfumetto, sono infatti già pubblicate oltre 600 opere ed è possibile iscriversi alle numerose banche dati: autori, disegnatori, ma anche editori, agenzie di produzione, spazi, fumetterie e librerie specializzate ed essere sempre aggiornati sull’agenda degli eventi, rassegne, corsi e concorsi.

Flashfumetto e tutti gli altri appuntamenti del Future Film Festival saranno seguiti anche quest’anno dai giovani videomaker di Codec TV che realizzeranno interviste, video e servizi tutti immediatamente scaricabili da www.flashvideo.it


Info:
Comune di Bologna - Ufficio Giovani – Settore Sport Giovani e Turismo
Via Oberdan 24, 40126 Bologna
Tel: 051 2194706 / 051 2194639
E-mail: giovani@comune.bologna.it

30 minuti in 2000 pixel

Alessandro 6th January 2008

Esaltato per vari motivi, concludo la serata inserendo questo rapido comunicato stampa, già inserito in altri luoghi telematici, anche in questo blog.

Logo Concorso - © Flashfumetto

[Comunicato stampa] Si può sperimentare con il linguaggio del fumetto? Si può raccontare lo scorrere del tempo con una sequenza di immagini? E con una sola immagine è possibile? Si può fare fumetto con la fotografia? Si possono inventare nuove modalità narrative oppure utilizzare tecniche ancora inedite? Se pensi sia possibile, FlashFumetto ti propone di realizzare un’opera a fumetti che abbia un vincolo temporale di 30 minuti e uno spaziale di 2000 pixel, per sperimentare nuove soluzioni del linguaggio del fumetto.

30 minuti in 2000 pixel è il concorso a fumetti di ambito nazionale per giovani artisti indetto da Flashfumetto.it, il portale dell’Ufficio giovani del Comune di Bologna, in collaborazione con Hamelin associazione culturale.

Il nuovo progetto di FlashFumetto è un concorso che si rivolge ai giovani dai 15 ai 35 anni, che abbiano voglia di sperimentare attraverso il linguaggio del fumetto senza limiti di tema, senza limiti di tecnica, ma con vincoli di tempo (30 minuti) e spazio (2000 pixel). L’obiettivo è ancora una volta quello di dare visibilità ai giovani e alla loro creatività, facendo emergere il talento delle nuove generazioni di artisti.

Il concorso scade l’11 febbraio 2008 e una sezione dedicata del portale ospiterà tutte le opere pervenute che rimarranno nelle banche dati del sito. Una giuria di studiosi, autori ed esperti selezionerà le opere più meritevoli che andranno a formare l’omonima mostra all’interno della seconda edizione di BilBOlBul – Festival internazionale di fumetto che si terrà a Bologna dal 5 al 9 marzo 2008, che ospiterà anche contributi di autori di fama nazionale e internazionale chiamati a misurarsi con questa sperimentazione.

Trovate il bando completo e i contatti su FlashFumetto.it

Bye bye, Baby

Alessandro 4th January 2008

Riporto anche qui quanto pubblicato su Komix.it. Spoiler per chi non legge l’Uomo Ragno in originale.

onemoreday.jpg

Si è conclusa alla fine di dicembre in America la saga ragnesca One more day, che, oltre a mostrare le estreme conseguenze del colpo di pistola ricevuto da zia May all’inizio di Back in Black, ha creato un vero putiferio nel fandom internazionale. Infatti, per salvare la vita dell’anziana zia, Peter Parker arriva a sacrificare il proprio matrimonio con Mary Jane Watson, concludendo un patto con Mephisto, l’equivalente Marvel del Diavolo.

Dei dettagli vanno puntualizzati. A concludere il patto non è propriamente Peter, che di fronte alla proposta di Mephisto non sa cosa fare, ma Mary Jane stessa, la quale tiene alla felicità del marito più di ogni altra cosa e vuole liberarlo dal senso di colpa per la morte della zia (tanto più che c’è già quello per la morte dello zio, per la morte dell’ex-ragazza, per la morte del clone, per la morte del migliore amico e chi più ne ha più ne metta), ferita da un proiettile diretto all’Uomo Ragno.

Inoltre, non solo il matrimonio dei due è stato spazzato via dalla continuity Marvel, come non fosse mai avvenuto, ma ci sono altre variazioni consistenti. Nell’ultima sequenza di questa storia infatti abbiamo un assaggio di quanto cambiato rispetto alle novità che avevano stravolto la vita del personaggio negli ultimi anni: Peter si sveglia come tutte le mattine e scende al piano terra dove sua Zia May sta preparando una torta (se ne deduce che Peter vive di nuovo a casa di sua zia), sappiamo che ha da poco litigato con MJ, che per questo se n’è andata, e vediamo che la torta è destinata non a lui, ma a un redivivo Harry Osborn, che festeggia il suo compleanno con Peter, May, il vecchio amico Flash e la sua ragazza Lily Hollister (una new entry assoluta). Si conclude il tutto con un brindisi che mostra al lettore la presenza, sotto la camicia di Peter, degli storici lancia-ragnatele, persi già ai tempi della maxisaga Vendicatori Divisi, e la cui mancanza è stata ribadita durante The Other, che aveva donato al nostro numerosi nuovi poteri.

Alla obbligatoria obiezione «ma questo manda ai maiali ben 20 anni di continuità del personaggio e di un po’ tutto l’universo Marvel» in una recente intervista Joe Quesada, il big boss della Marvel, ha semplicemente risposto «Ciò che non è accaduto è stato il matrimonio. Peter ed MJ stavano insieme, si amavano… semplicemente non si sono mai sposati. Tutti gli albi contano, tutte le storie contano… con la differenza che nella mente della gente del Marvel Universe, Peter ed MJ erano una coppia, ma non una coppia sposata.»

Ovviamente prima di farsi un’idea delle conseguenze di questa bizzarra manovra editoriale sarà bene leggere le storie successive a One more day, a partire da Brand New Day, a breve in America. Per ora si sa che tutti questi stravolgimenti non sono stati molto apprezzati dai fan, che lo stesso sceneggiatore di questi ultimi numeri, il bravo J.M. Strackzinsky, non avrebbe voluto firmarli, e che diversi autori di fumetti non sono entusiasti del cambiamento (vi dice nulla il nome Alex Ross?). Si nota anche che la trama, così come è stata impostata, sa molto di storia non conclusa, con il cattivo (Mephisto) che fondamentalmente… vince. Non resta che aspettare, e sperare.