Archive for December, 2007

Varia Umanità

Alessandro 28th December 2007

Qualche settimana fa sono andato a pranzare con un amico (Luca) alla Taverna dell’orsa. Visto che eravamo solo in due, ci hanno fatto mettere nelle posizioni centrali di un tavolo da sei, visto anche che gli altri quattro posti erano occupati da due coppiette. Due coppiette che, con il beneficio del dubbio, potremmo definire normali. Quel giorno ho imparato qualcosa: non c’è niente come un pranzo alla Taverna dell’orsa per capire quanto l’umanità sia varia e inquietante.

Si ordina, si inizia a pranzare, tutto regolare. A un certo punto, come è giusto che sia, la coppia alla mia destra si alza, paga il conto e se ne va ed è subitamente sostituita da un ragazza carina che pranza amabilmente con l’uomo più brutto dell’universo. Grosso, grasso, gobbo, tutto vestito di nero con pandori di forfora sulla maglia, sguardo poco sveglio, occhiaie e occhiali. Me lo immagino che si volge alla telecamera e dice “scoprii di avere alcuni straordinari poteri il giorno in cui alzai la mia spada verso il cielo [...] e io divenni l’uomo più brutto e schifoso dell’intero universo!!!”. Il clima generale che si respira è di livello medio-alto di confidenza, quindi o sono amici, o stanno proprio insieme. Il clima che respiro io a questa seconda idea è di profonda inquietudine. Nel mentre io e Luca mangiamo con calma, ogni tanto capita di sentire uno stralcio di conversazione dalla quale capiamo che a) i due hanno diversi amici in comune b) lei deve incontrare un altro ragazzo tipo un paio d’ore dopo, e lo dice con una certa soddisfazione. Peraltro tra i due (c) non intercorre nessuna frase o gesto che possa fare intuire nulla più di una sana amicizia. a+b+c= d) lui ci sta provando disperatamente ma lei non gliela dà. Quando i due si alzano, noi siamo ancora lì, guardo il mio commensale e commento «Non ha la minima speranza». Lui risponde: «Assolutamente no.»

Nel frattempo anche la coppia alla mia sinistra si alza e va a pagare. Si siede un’altra coppia, ambedue sulla cinquantina. Lei persona qualunque, oserei dire. Lui no. Lui sguardo vigile di chi pensa sempre a qualcosa (quindi in ultima istanza sguardo da incantato), schiena dritta, inizia a porre domande sul menu con voce acuta e tono calmo e pacato, filosofeggiando un poco sul contorno. Dopo un paio di secondi capisco cosa non mi torna e comunico silenziosamente e con soddisfazione al mio amico che al nostro fianco abbiamo Nanni Moretti. Visivamente non ci assomiglia minimamente, ma voce e cadenza combaciano alla perfezione. Luca si stende sul tavolo e ride per cinque minuti buoni.

Mentre a Nanni Moretti viene portata una costata di manzo con patate, un’altra coppia si siede al tavolo, alla nostra destra. Dove stava l’uomo più brutto del mondo, si siede un ragazzotto qualunque, sui 20, 22 anni. All’altro posto, una ragazza della stessa età, piccoletta, gli occhi e il volto scavati, il busto e le braccia insolitamente magri, l’aspetto triste di chi non mangia da giorni. Più che una ragazza, uno scheletro. Lui la guarda con aria amorevole, lei appoggia la schiena al muro, guarda in alto con aria stravolta e pronuncia le seguenti parole:
«Mah… oggi non ho tanta fame………»

Mi alzo sconcertato portando la mano ai buoni pasto, guardo Luca e concludo: «che umanità varia…». Luca conferma, paghiamo, e usciamo di nuovo al freddo invernale di Bologna.

Come crescono male

Alessandro 19th December 2007

Notizia ANSA:

CANTO’ “VOLEVO UN GATTO NERO”, ARRESTATA PER SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE

BARI - Nel 1969 fu la regina dell’Antoniano di Bologna e a soli quattro anni furoreggiò vincendo lo Zecchino d’oro con la canzone ‘Volevo un gatto nero’, autentico successo anche internazionale. Oggi quella bimba bionda che arrossiva davanti a Mago Zurlì torna agli onori della cronaca ma per una vicenda di tutt’altro tenore: l’ex piccola diva, Vincenza Pastorelli, oggi quarantaduenne, è stata arrestata dai carabinieri a Lecce per una vicenda di sfruttamento della prostituzione che riguardava anche giovanissime donne.

Insieme con lei è finito in manette Pasquale Trevisi, suo convivente, di 29 anni. Sono entrambi accusati di favoreggiamento e di sfruttamento della prostituzione e di spaccio di cocaina ed eroina. Secondo quanto hanno accertato i carabinieri di Campi salentina, l’attività di favoreggiamento della prostituzione era svolta in due centri massaggi che la donna, originaria di Guagnano, in provincia di Lecce, aveva aperto in passato nel Salento prima di trasferirsi a Stradella qualche tempo fa, dopo aver vinto un concorso per insegnare alle elementari. Secondo gli investigatori anche nel Nord Italia Pastorelli ha aperto un ‘Centro Massaggi’ analogo ai due chiusi oggi nell’operazione chiamata per l’appunto ‘Gatto nero’. L’indagine e’ stata avviata nel luglio scorso.

L’invasione degli ultracomunisti

Alessandro 13th December 2007

No no, niente politica. Parliamo ancora di cinema. Qualche sera fa ho visto al solito Cineforum il film del 1956 “L’invasione degli ultracorpi”, un classico del genere fanta-horror che finora mi era sfuggito. La trama è stranota: in un paesello di provincia, alcune persone iniziano a comportarsi in modo strano. Parliamo di differenze lievissime, riconoscibili solo dai parenti più prossimi. Indagando sulla vicenda, un medico, il dott. Bennell, scoprirà che il motivo di tutto è una vera e propria invasione aliena, che progredisce attraverso dei ridicolissimi bacelloni che prendono le sembianze degli esseri umani, ne assorbono ricordi e schemi di pensiero e li uccidono nottetempo. Intanto il giudizio sul film è positivissimo: per quanto sia un po’ lento, vista anche l’età anagrafica, regia e recitazione sono ottime e funzionali e si respira una lievissima tensione per tutta la durata della pellicola. Un piccolo gioiello d’altri tempi, il cui unico difetto rilevante è che i bacelloni sono piuttosto ridicoli a vedersi.

Ma stamattina ho avuto una illuminazione pensando alle caratteristiche degli alieni. I mostri, una volta sostituiti gli esseri umani, ne sono una copia perfetta in ogni dettaglio, ne conservano la memoria e parlano di se stessi come se fossero le stesse persone che erano prima dell’assorbimento nell’alter ego alieno. L’unica differenza rispetto a prima è che i nuovi arrivati sono infaticabili, quasi sempre in salute, stakanovisti oserei dire, e sono privati di ogni sentimento, sono omologati, tutti uguali, tutti con lo stesso obbiettivo. Ormai ci sarete arrivati, ma vi do qualche altro indizio: era il 1956 e il film è americano. Direi che è abbastanza chiaro: i Bodysnatchers, gli Ultracorpi come da adattamento italiano, sono i comunisti! E’ tutta una grande metafora dell’american way of life contro i malvagi bolscevichi, in una sorta di grandioso inno al maccatismo imperante! E la cosa più bella è che un film così lo hanno trasmesso in un cineforum della sinistra universitaria!

Poi ridendo tra me e me durante la lezione di stamattina mi sono ricordato di un dettaglio. Nel film c’è una sorta di lieto fine: il dott. Bennell smaschera i malvagi alieni e convince le autorità a intervenire… si intuisce che l’umanità avrà modo di sopravvivere all’attacco. Ecco, il ragazzo che presentava il tutto all’inizio del film non ha mancato di precisare che secondo le intenzioni del regista tutta questa parte finale non avrebbe dovuto esistere e la vittoria sarebbe dovuta toccare ai Cattivi, cioè ai Comunisti! :D

Pianeti diversi

Alessandro 13th December 2007

A me i posti dove c’è la musica troppo alta per parlare mi fanno girare i coglioni. Presente le eliche di un motoscafo? Presente le pale di un elicottero? Presente i coglioni di Dio dopo aver visto come buttava a Sodoma e Gomorra? Credo di aver reso l’idea.

Ecco, qualche volta mi voglio male e sperimento l’autopunizione. Occasione: festeggiamento di un’amica che ha passato la selezione per andare in overseas (posti disponibili: 1). Ci si vede tutti in via Marconi, anzi no, ci si vede tutti sotto le Due Torri, ma dopo che alcuni si sono visti in via Marconi, anzi no, ci si vede sempre sotto le Due Torri ma tre quarti d’ora dopo del previsto. Ok. Dove si va? Al KINKI (da leggere con la voce narrante dei film di Fantozzi).

Allora, entro e alle pareti stanno proiettando delle pagine di manga hentai (che per chi non lo sapesse sono i fumetti erotici giapponesi). Ma tranquilli, dopo poco tempo smettono e partono direttamente coi filmini pornografici con pupazzi in 3D molto inquietanti. Ma fin qui va bene, almeno c’è una nota fantasiosa. Come al solito in questi posti, dopo un minimo di rodaggio il volume si alza. Mi guardo intorno e, come è giusto che sia, tutti ballano o bevono, bevono o ballano, alcuni magari fumano, con buona pace del cartello “vietato fumare” che campeggia a meno di un metro da dove mi trovo, impalato come un deficiente. Precisiamo: in tutti questi comportamenti descritti non vedo nulla di stupido o sgradevole o immorale o chissaché, semplicemente, tutti si comportavano come farebbe qualunque persona normale in un locale di quel tipo.

Eh, ma io no… Niente alcool, che si sa mai mi facesse reazione con quella robaccia che mando giù e mi desse problemi al fegato, apporti alcoolici minimizzati per i prossimi anni. Niente fumo perché vabè, mi fa schifo. E poi ovviamente niente ballo. Mi sono interrogato varie volte sul motivo per cui non mi piace ballare. La prima spiegazione, e la più semplice, è che non mi sento il ritmo dentro, non sento la voglia di ballare quando parte la musica, ergo, perché perdere tempo? La seconda, che si compenetra con la prima, è che ho paura di sentirmi ridicolo.

Mi rendo conto che questi ragionamenti, sotto diversi punti di vista, sono malati. Il 99% dei miei coetanei che si trovino in una situazione come quella in cui mi sono trovato stasera non sarebbe stato come me un’ora a fissare la folla per capirne le dinamiche e i perché. Non sarebbe sicuramente giunto alla conclusione che ballare è ridicolo (e in realtà anch’io mi sento un po’ stupido a dare un giudizio tanto categorico, visto che ballare è ridicolo proprio nella misura in cui io mi sentirei ridicolo a ballare, quindi è tutto un gigantesco cane che si morde la coda). Non se ne sarebbe andato frettolosamente a mezzanotte e tre quarti appena individuato il suo giubbotto nel mucchio.

Che dire, io e gli altri siamo su pianeti diversi, e tengo alto l’onore di quell’uno percento che si sente sempre e innegabilmente dannatamente solo.

[21-4-2008: disconosco ufficialmente il contenuto di questo post... la carne è debole, la frustrazione di quella sera tanta.] 

Ma Deckard sogna pecore elettriche?

Alessandro 7th December 2007

Martedì scorso appuntamento ormai immancabile con il cineforum dei Komunisti universitari. La scorsa settimana mi sono dilettato col chiassoso e divertentissimo Essi vivono, di John Carpenter. Questa invece è stato il turno di Blade Runner, che avevo visto anni fa rigorosamente in inglese e senza sottotitoli, quindi potete immaginare che idea vaga e inconsistente m’ero fatto del finale. Precisazione: il Blade Runner che ho visto è quello originale, non la Director’s cut recente con finale cambiato e piccole variazioni in corso d’opera. No no, quello originale.

Ora, posto che non ho letto il romanzo di Philip K. Dick da cui è tratta la pellicola, posto che la fantascienza come genere non mi fa proprio impazzire ma gradisco già un po’ di più il cyber-punk, posto che il film è un capolavoro e non si fugge, e rasenta la perfezione in tutto (interpretazione, regia, scenografia, sceneggiatura), la questione che mi ha colpito di più a questa seconda visione è che alla prima m’era sfuggito tutto il senso della pellicola perché non avevo colto il colpo di scena finale: cazzo, ma Rick Deckard è un replicante!

E’ un bel giro di vite, diciamocelo: già per tutta la durata del film il nostro caro Harrison Ford fa di tutto per sterminare queste biomacchine che sì, sono un po’ violente, ma hanno sicuramente motivazioni più forti e dignitose di qualunque altro personaggio nella serie. Sono omicide, ma d’altronde sono programmate per lavorare come schiavi e morire in quattro anni, pure a me girerebbero un po’ i coglioni. Vabè, apologie a parte, dicevamo che lui sta sterminando questi esseri e la sua motivazione non è molto più forte di “sono diversi da me“. E qui casca l’asino, perché proseguendo con la storia Rick si rende conto del fatto che questa diversità non sussiste, prima innamorandosi di Rachael, poi comprendendo in ultima battuta la sua vera natura in un momento in cui già era consapevole della vacuità del conflitto che aveva combattuto.

E contemporaneamente rendendosi conto della vacuità della sua vita, destinata anch’essa a finire a breve, dopo aver bruciato la sua fiamma in uno scontro decisamente impari con Roy Batty, ben più consapevole di lui sin dall’inizio di tutte le implicazioni della situazione in cui si trovava, e ben più conscio sia di quello che era in grado di fare, sia di quello che sarebbe stato il suo destino. Destino che però, precisiamo, non si discosta affatto da quello dei comuni esseri umani:

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come… lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire…

Buonaseeeeera

Alessandro 3rd December 2007

Salve a tutti, inauguro ufficialmente oggi, lunedì 3 dicembre 2007, questo nuovo blog. Posto di fronte al foglio bianco, ovviamente mi trovo abbastanza in imbarazzo, soprattutto perché avrei tante cose da dire, ma nessuna delle cose che ho da dire va detta qui. Quindi con un po’ di pazienza mi devo accontentare di fare un intero post di vuoto pneumatico, in cui faccio finta di dire tanto ma in realtà non dico nulla. Un po’ come agli esami all’università.

Allora cosa vi dico? Vi dico cosa dovete aspettarvi: di tutto. Un po’ più specifico: considerazioni metafisiche e metà no su quello che mi capita tutti i giorni, su quello che leggo e vedo, qualche raccontino o poesia, qualche traduzione artistica di poesie o testi più o meno famosi (non chiedetemi perché mi cimento in queste a volte titaniche imprese: non lo capirò mai neanche io, e tra l’altro mio padre mi guarda pure storto), qualche commentino cinematografico (a questo proposito intendo aprire anche qui la temutissima sezione filmbrutti!), qualche canzone che mi è piaciuta veramente tanto, e varie cose a tema fumettistico, ancora devo capire bene in che salse. E poi immagino che piazzerò anche qualche notiziola che mi ha colpito particolarmente o di cui si dice troppo poco in giro.

Per il programma editoriale completo non avete che da leggervi la sezione relativa, ergo direi che qui per oggi ho finito. Alla prossima.