Alessandro 20th June 2011
Si è chiusa l’edizione 2011 del Biografilm Festival (e la prima che ho avuto modo di seguire). Oggi c’è stata la conferenza stampa conclusiva, con tanto di pranzo per i signori giornalisti. Mi sto ancora chiedendo perché non sono andato. Ad ogni modo, il festival è stato più interessante di quanto mi aspettassi, ma contemporaneamente devo ammettere che i documentari non sono proprio il mio genere. Se a Locarno riuscivo anche a vedermi quattro o cinque film al giorno senza risentirne troppo, con il Biografilm la cosa è stato un po’ più ardua. Di certo, sono contento di aver avuto l’occasione di vedere alcuni gioiellini che sicuramente mi sarebbero sfuggiti, come il documentario su Bill Hicks (che ha pure vinto il Lancia Award) e il biopic su Serge Gainsbourg. Qui trovate la lista di tutti i vincitori.

Giusto per essere autocelebrativo senza motivo come mio solito, ecco di seguito i film che sono riuscito a vedere con annessa recensione:
Ritorno al futuro 2 e 3: bè, questo non hanno bisogno della recensione, tanto li avrete già visti tutti tre o quattro volte. Certo, vederli al cinema è sempre bello, però nulla a che vedere con il primo capitolo della saga, quello sì veramente emozionante e divertente. Ah, ci ho guadagnato anche un bel poster.
Feathered cocaine - on the trail of Osama Bin Laden: è la storia di uno che si chiama Alan Parrot e si mette ad addestrare falchi. E già questo è bello. Per il resto, è un documentario pseudo-complottista che parla di questo addestratore di falchi che avrebbe scovato Osama Bin Laden e avrebbe tentato di consegnarlo alla giustizia addirittura prima dell’11 settembre. Sono molto dubbioso in proposito.
Ingrid Betancourt: 6 years in the jungle: Meh, la storia è interessante e ha tutti gli elementi per un buon film, quindi un po’ ti prende, però il documentario è noiosetto.
Reagan: Beh, basta la parola. Un bel documentario su Ronald Reagan, molto completo e anche ben girato. Scava parecchio bene nelle dinamiche che hanno portato un incompetente come lui ad avere tanto successo e a essere considerato tutt’oggi un punto di riferimento per qualunque presidente degli Stati Uniti in carica.
Kaboom: è il nuovo film di Gregg Araki, quello di Doom Generation. C’ho messo un po’ a decidermi ad ammetterlo, ma per me è geniale! Assurdo, fuori di testa, ridicolo, divertente, (auto)ironico e anche perplimente.
Walt: The man behind the myth e The man behind the mouse: the Ub Iwerks story: due documentario dedicati ai due creatori di Topolino. Un po’ di parte tutti e due, ma il secondo è molto godibile e interessante.
American - the Bill Hicks story: Che sono un fan di Bill Hicks l’avrete capito dal mio post precedente. Che questo documentario è ottimo l’avrete capito dal fatto che ho già detto che ha vinto il Lancia Award. E allora cosa sto scrivendo a fare, ancora?
Gainsbourg (Vie héroïque): Di questo dico solo che il regista è Joann Sfar (quello de Il gatto del rabbino). Mi ha stupito molto, e più ci penso più mi piace. Certo, conoscere un po’ la biografia di Gainsbourg aiuta a capire molti particolari che a me lì per lì erano sfuggiti.
Traumfabrik - via Clavature 20: Questo invece l’ho trovato noiosetto. Boh, se vi interessa informarvi sull’esperienza dalla Traumfabrik siete più o meno obbligati a recuperarlo, perché credo sia l’unico così completo, però potevano cavarne fuori di meglio.
Three Stars: Un’altra sorpresa inaspettata. Si parla di cuochi e delle tre stelle Michelin. Molto carino e l’argomento è più interessante di quel che si possa immaginare. Alla mia sinistra in sala c’era una signora che sbavava copiosamente ogni volta che appariva un dolce sullo schermo (tipo così).
Freddie Mercury Bohémien Rapsody: Un focus interamente dedicato al cantante dei Queen. Incontro con Peter Freestone, suo assistente personale per non so quanti anni, proiezione del documentario Freddie Mercury: the untold story e concerto dei Killer Queen, cover band italiana ufficiale dei Queen (non so bene su che basi sia ufficiale, comunque bravi, dai). Poi c’era pure Flash Gordon, il film del 1980, che dei Queen aveva la colonna sonora, ma me lo sono perso.